Einstein e la bomba: l'eccezionale docufilm di Netflix che tutti dovrebbero vedere

Su Netflix è arrivato l'atteso docufilm basato esclusivamente sulle dichiarazioni di Albert Einstein

di Chiara Poli

Non ci pensiamo mai, quando sentiamo il nome di Albert Einstein: la mente corre al genio, alla teoria della relatività, al Premio Nobel. Quasi mai ci soffermiamo a riflettere su come Einstein, derubato e perseguitato da Hitler, venne costretto a emigrare in Inghilterra.

Vide la sua patria, la sua casa, il Paese in cui era nato e vissuto, cambiare sotto ai suoi occhi quando Hitler salì al potere e nel 1933, anno della fuga di Einstein.

Pacifista militante, disposto a lottare per la pace. Così si definiva Albert Einstein.

Determinato a vivere in un Paese libero, in cui tutti i cittadini godessero degli stessi diritti e dell’uguaglianza.

Einstein e la bomba, disponibile su Netflix dal 16 febbraio, ricostruisce quel periodo.

Mescolando fiction - con Aidan McArdle (Sense8) nei panni di Einstein - e moltissime immagini di repertorio, il film è costruito esclusivamente su affermazioni pronunciate o scritte da Einstein nel corso della sua vita.

Ci restituisce, insomma, la sua visione del mondo. Di tutte le cose. Incluse la guerra e la bomba atomica.

La trama di Einstein e la bomba


Nel 1933 Albert Einstein è il più famoso scienziato al mondo. Temendo per la propria incolumità, è costretto ad abbandonare la sua nativa Germania mentre Hitler sale al potere e inizia la persecuzione sistematica della popolazione ebrea.

Einstein deve trovare un rifugio per sfuggire alla minaccia degli assassini nazisti. Ma dove può sparire di vista una celebrità mondiale? La risposta: uno chalet di legno in un campo a Norfolk che diventa, sconosciuto ai più, il suo nascondiglio inglese. Un periodo e un luogo che cambieranno la vita dello scienziato, tra l'Europa e gli Stati Uniti, tra il pacifismo e l'aggressione, in un momento che definirà la sua relazione con l'invenzione più potente di sempre: la bomba atomica.

Una grande lezione di vita


Le parole di Einstein, relative agli argomenti più differenti - dalla fisica all’amore - ci accompagnano in un viaggio prezioso.

Tutti conosciamo il suo lavoro come fisico e scienziato, ma pochi hanno avuto accesso a tutte le immagini e le parole racchiuse in questo docufilm britannico, innovativo per forma e argomenti. Avanti e indietro nel tempo, con un unico denominatore comune: la vita di Einstein e il suo destino, segnato dall’ascesa di Adolf Hitler.

Einstein credeva che ogni invenzione dovesse riguardare il bene dell’umanità, mai qualcosa che potesse portare alla sua distruzione.

Credevo di essere un fisico. Non mi curavo di essere un “non ariano”, finché Hitler non me ne ha fatto rendere conto.

Prima di essere costretto a lasciare il suo Paese, Einstein dovette assistere a conferenze scientifiche in cui si denigrava la teoria della relatività, e in particolare la persona e le idee del suo ideatore.

La sua risposta, pubblicata sul più importante quotidiano dell’epoca due giorni dopo, fu la conferma dell’incompatibilità di Einstein con la Germania nazista.

In un grande gioco di specchi, l’attore che interpreta Einstein posa insieme allo scultore Epstein e al busto che ha dedicato allo scienziato. Dopo lo scatto, lo stesso attore stringe in mano e osserva la vera foto - con il vero Einstein e il vero Epstein - scattata in Inghilterra.

Realtà e ricostruzione - perché qui non c’è invenzione, nulla è inventato, ogni singola scena ripropone fatti realmente accaduti - si mescolano in un perfetto documento storico e artistico, che ricostruisce con immagini inedite un incubo storico e la speranza che lo si fermasse prima di arrivare dove sappiamo.

Il ricordo del viaggio in Giappone permette all’Einstein rifugiato all’estero anni dopo di riflettere sul tema stesso di questo docufilm: la bomba atomica.

Dopo il celebre discorso alla Royal Albert Hall di Londra, che abbiamo il privilegio di vedere con le sue immagini originali, Einstein lascia l’Europa per sempre, diretto negli Stati Uniti.

L'arrivo negli Stati Uniti e il Progetto Manhattan


Accolto a Princeton, Einstein esprime al Presidente la sua preoccupazione per l’intenzione e gli sforzi di Hitler di costruire la bomba atomica.

Eccolo, il suo rapporto con la bomba. Einstein temeva che gli scienziati tedeschi riuscissero a sviluppare l’arma più potente e pericolosa mai vista, voluta da Hitler e determinante ai fini della vittoria.

E qui entra in gioco Oppenheimer - il film di Christopher Nolan con Cillian Murphy nei panni dello scienziato J. Roberto Oppenheimer, il “padre” della bomba atomica.

Come sappiamo anche dal film di Nolan, Einstein non prese parte al Progetto Manhattan, guidato da Oppenheimer, che portò alla realizzazione della bomba atomica.

Non vi prese parte, ma era negli Stati Uniti quando la bomba venne creata, testata e poi sganciata su Hiroshima.

Il 6 agosto del 1945, sulle parole del Presidente, Einstein e la bomba ci mostra le immagini della devastazione causata dal lancio della bomba.

Il confronto fra Albert Einstein e un giornalista giapponese ci porta al cuore della questione.

E le parole di Einstein a riguardo, che non riportiamo perché è necessario ascoltarle durante la visione del film, la sua sofferenza e il suo dolore, insieme alla determinazione a fermare Hitler, sono ciò che la storia oggi ci ha lasciato.

I fatti sono incontestabili. Così come le conseguenze, le riflessioni e quel peso sulla coscienza attorno al quale Oppenheimer, il film, ha costruito il suo successo.

Einstein e la bomba è un docufilm commovente, illuminante e al tempo stesso straziante.

La sua visione dovrebbe essere obbligatoria, soprattutto oggi.