Splatoon 3 e videogiochi affini fanno bene a tutta la famiglia

Gli esperti di Horizon Psytech discutono dell'impatto positivo dell'attività ludica sui componenti della famiglia, piccini compresi

di Davide Tognon

Nella giornata di ieri è stata celebrata la Giornata Internazionale della Famiglia, una ricorrenza fissata dalle Nazioni Unite nel 1993 per diffondere la consapevolezza sulle dinamiche che riguardano la sfera familiare. Nintendo mostra da sempre molta attenzione sulla questione e i suoi prodotti sono intesi a creare un clima positivo, con un occhio di riguardo sui minori. Proprio nell'ottica di offrire un servizio sicuro per i minori è stato concepito Nintendo Switch Online

Horizon Psytech, società che opera nell'ambito della psicologia digitale, ha preso ad esempio proprio Nintendo Switch Online per stilare una lista di consigli utili in tema di gioco in rete e sicurezza dei minori:

• Conoscenza attiva: è importante per ogni genitore conoscere il sistema PEGI, un sistema di classificazione dei videogiochi, basato su colori e simboli, che permette di conoscere il contenuto del videogioco prima dell’acquisto, consentendo così di valutare se questi possano essere adatti all’età dei ragazzi.

• Parental Control: in NSO è prevista la possibilità di creare un “account bambini” e/o attivare un sistema di parental control (filtro famiglia) per monitorare l’attività sulla console, impostare un tempo massimo di utilizzo e impedire l’acquisto di contenuti senza supervisione.

• Media Education: il buon utilizzo dello strumento si basa su una buona educazione ai videogiochi. È quindi importante che il bambino sia parte attiva del processo educativo: dovrebbe essere a conoscenza degli eventuali fattori di rischio a cui è parzialmente esposto e dovrebbero essergli fornite linee guida di comportamento, soprattutto per quanto riguarda i limiti di utilizzo.

• Modelli comportamentali: Il tipo di relazione che un genitore propone a un ragazzo è predittivo della conflittualità che potrà svilupparsi rispetto al tema. Anche la pratica videoludica può rappresentare un momento di socializzazione: condividere un videogioco retrò presente nel catalogo NSO con altri membri della famiglia, ad esempio, può essere un valido momento di partecipazione alla vita famigliare e offre al bambino modelli comportamentali positivi di utilizzo del videogioco, che potrà riprodurre in autonomia.

• Il gruppo famiglia: è possibile acquistare un’iscrizione familiare grazie alla quale tutti i membri di una famiglia con un account personale sulla console possono avere i vantaggi che offre NSO. Per acquistare un’iscrizione familiare è necessario usare l’account Nintendo di un genitore, così da strutturare un ambiente orientato alla trasparenza e alla condivisione.

 

Horizon Psytech ha inoltre preso come riferimento Splatoon 3, per illustrare l'influsso positivo che un uso controllato dei videogame del genere sparatutto può avere sui bambini: 

Splatoon 3, pur rientrando nella categoria di giochi sparatutto, comprende delle dinamiche che attenuano fortemente l’impatto dei propri contenuti, in linea con l’utenza di bambini (PEGI 7 – adatto ad un pubblico dai 7 anni in su) cui è dedicato. Ad esempio, il mondo di gioco è presentato in formato cartone animato, non si sparano proiettili, ma vernice e non è possibile morire o ferire gli altri giocatori. Pur comprendendo una dinamica a squadre competitiva, è molto orientato al lavoro di squadra”.

 In generale, scrivono gli esperti, i videogiochi appartenenti alla categoria “Sparatutto” sono comunemente noti per la diretta associazione a rappresentazioni virtuali di contesti o comportamenti violenti. La ricerca scientifica ha tuttavia dimostrato che non sono i videogiochi la causa di comportamenti aggressivi (Greenfield, D.N., 2018). Studi recenti, hanno inoltre aggiunto che giocare ai videogiochi porterebbe, anzi, a un ispessimento a lungo termine della corteccia cerebrale nelle regioni somatosensoriali, paraippocampali e nel lobulo parietale superiore (Momi, D., et al., 2018).  Queste aree sono notoriamente interessate nel processamento della conoscenza spaziale, abilità visuo-spaziali, esecuzione motoria, inibizione degli stimoli, movimenti oculari.

I giochi sparatutto, che richiedono flessibilità cognitiva, rapidità di reazione, capacità di cambiamento task (Colzato, L.S., et al., 2010), sono adatti quindi a sviluppare capacità quali attenzione selettiva, mantenimento dello stimolo visivo, inibizione, efficacia di ricerca visiva, soppressione dell’interferenza visiva, flessibilità cognitiva, decision making e multitasking (Neri, F. et al., 2021). Inoltre, giocare a giochi sparatutto è associato ad una maggiore capacità nel discriminare le informazioni rilevanti (Colzato, L.S., et al., 2013).

Non da meno, sono state individuate delle correlazioni tra il videogioco e il benessere psicologico poiché questi soddisfano alcuni bisogni umani fondamentali: competenza, relazione e autonomia. Inoltre, una ricerca recente, condotta dall’Istituto Nazionale per la Salute degli Stati Uniti d’America, ha individuato, analizzando 2000 bambini, che coloro i quali giocano abitualmente ai videogiochi hanno performance cognitive superiori ai coetanei che non hanno mai giocato (Chaarani, B et al., 2022). Tutti questi studi si basano su dati che considerano un uso non problematico dei videogiochi. È importante quindi specificare che i videogame, in particolare gli sparatutto, sono utili nel miglioramento delle abilità di decision making solo nella misura in cui si instaurano come abitudine sana, poiché un giocatore dipendente non riporta alcun beneficio cognitivo (Oscarido, J., et al., 2023).

Da questi studi, emergono pertanto diversi benefici cognitivi generati da un utilizzo regolare di videogiochi, con specificità per quello che concerne i giochi sparatutto. Questi sembra possano allenare e migliorare le capacità visuo-spaziali, la flessibilità cognitiva e il multitasking.