Signal One: Isabelle Fuhrman guida il contatto alieno
Programmatrice lavora su una tecnologia che capti comunicazioni extraterrestri

E se il problema non fosse trovare vita aliena, ma capire cosa ci sta già parlando? È da questa premessa che prende forma Signal One, con Isabelle Fuhrman (Orphan 1&2, Horizon: An American Saga - Capitolo 2) nei panni di Annika, programmatrice chiamata a lavorare su una tecnologia capace di captare comunicazioni extraterrestri.
Quello che inizialmente sembra un esperimento teorico si trasforma rapidamente in qualcosa di molto più inquietante. Annika scopre che eventuali forme di vita aliene non solo esistono, ma comunicano costantemente attorno a noi, in modi che la nostra specie non è ancora in grado di decifrare. Il passo successivo — tentare di rispondere — apre scenari imprevedibili e pericolosi.
Isabelle Fuhrman: dalla home invasion a quella aliena

Quando il progetto cambia direzione, la situazione sfugge di mano, portando il team sull’orlo di una crisi globale. Il film gioca proprio su questo confine: la curiosità umana contro l’ignoto, la necessità di sapere contro il rischio di non essere pronti.
Nel cast figurano Josh Hutcherson, Dennis Quaid, David Thewlis, Kiera Allen e Raoul Bhaneja. Alla regia c’è Jonathan Sobol che firma anche la sceneggiatura, promettendo un racconto che ambisce a unire intrattenimento e riflessione.
Con una improbabile uscita italiana anche su grande schermo, Signal One si presenta come un'opera SF ambiziosa, che prova a riportare il genere verso territori più cerebrali e disturbanti.

