Nayt, Prima che: il significato e il testo della canzone di Sanremo 2026
Nayt debutta a Sanremo 2026 con “Prima che”: testo e significato del brano presentato tra i Campioni al Festival.
Alla 76ª edizione del Festival di Sanremo, in programma al Teatro Ariston dal 24 al 28 febbraio 2026 sotto la direzione artistica di Carlo Conti, debutta tra i Campioni anche Nayt con Prima che. Il brano, firmato insieme a Simone Tognini e prodotto da Zef, porta sul palco un immaginario distante dai canoni più riconoscibili della tradizione sanremese: meno melodia da festival, più introspezione, con un linguaggio che affonda nel rap contemporaneo senza ammiccare ai cliché.
Chi è Nayt e cosa porta a Sanremo 2026?
Nayt, pseudonimo di William Mezzanotte, nasce a Isernia nel 1994 e cresce a Roma, dove muove i primi passi alla fine degli anni Duemila. La sua identità artistica prende forma con l’etichetta VNT1 Records e con i primi progetti, da Nayt One a Shitty Life Mixtape. Negli ultimi anni arrivano Lettera Q e il live Habitat: tour, con nuovi brani incentrati soprattutto sull’amore. Nel novembre 2025 viene annunciato tra i Campioni di Sanremo con Prima che.
Ascolta Prima che di Nayt
Il significato di Prima che
Nel testo ritorna ossessivamente l’idea di un “prima”: prima delle prime volte, delle droghe, dei giudizi, dei social. È il tentativo di risalire a un punto zero dell’identità, a quando il rapporto con gli altri non era ancora filtrato da aspettative o ruoli. Quando il protagonista afferma di non credere a chi lo chiama o a chi lo ama, emerge un io scisso, incapace di riconoscersi nell’immagine che gli altri gli rimandano.
Il ritornello insiste su una realtà che “non si vede finché io non ti vedo” e sul bisogno di “supportarci a vicenda” e “sopportarci dicendo che ne vale la pena”. L’amore non è un rifugio consolatorio, ma uno spazio fragile in cui si resta in equilibrio, provando a dare un senso anche alla fatica di restare. Nella parte finale compaiono riferimenti diretti ai post e al “potere agli altri su quello che fai”: il brano mette a fuoco quanto il giudizio esterno, soprattutto online, condizioni l’autostima e la percezione di sé.
La chiusura affida tutto al desiderio che l’altro “veda” davvero chi parla, oltre gli oggetti e i “vestiti dell’amore”. Prima che diventa così un invito a fermarsi un istante prima di lasciarsi definire dalle reazioni altrui, per interrogarsi su chi siamo quando nessuno guarda e su quale peso abbia il nostro sguardo reciproco nel dare forma alla realtà.
Il video di Prima che
Prima che di Nayt, il testo
Prima della prima donna
Prima della prima volta
Prima della prima droga
Prima della prima idea
Prima del mio vero amico
Che l’ho visto andare via
Prima di essere partito
Prima di tornare qui
Dell’idea di aver fallito
Ogni volta che mi fido
Che la gente mi fa schifo
Che la gente è come me
Prima di farmi domande
Prima di essere svogliato
Prima del giusto e sbagliato
Io chi sono, chi sei te?
Finché sai cosa prendi
Non lo sai cosa perdi
Forse è tardi dicevi
Ce la fai? Non lo so
La realtà non si vede
Finché io non ti vedo
Finché tu non ci vedi me (me)
Supportarci a vicenda
Sopportarci dicendo
Che ne vale la pena
Dimmi è vero o non ci credi?
La realtà non si vede
Finché tu non mi vedi
Finché io non ci vedo te (te)
Senza oggetti o costumi, progetti
Immaginare i posteri
Costretti al presente
Sfuggirci ubriachi o con i postumi
Chi aspetti? Io nessuno a salvarci
Fissare il muro e stancarsi
Trovare un buco e saltarci
Io non credo a chi mi chiama
Credo abbia sbagliato nome
Io non credo a chi mi ama, di più,
Non credo abbia valore
Perché in tutta questa roba che c’ho addosso mi confondo
E non so se mi conforta
O mi ostacola il confronto
Finché sai cosa prendi
Non lo sai cosa perdi
Forse è tardi dicevi
Ce la fai? Non lo so
La realtà non si vede
Finché io non ti vedo
Finché tu non ci vedi me (me)
Supportarci a vicenda
Sopportarci dicendo
Che ne vale la pena
Dimmi è vero o non ci credi?
La realtà non si vede
Finché tu non mi vedi
Finché io non ci vedo te (te)
Prima che qualcuno parli
Prima che tu ti dica è tardi
Prima che continui a farmi
Com’è che continuo a farmi?
Prima di essere scontato
O di essere scordato
Prima di essere qualcuno
Che vuol essere ascoltato
Prima che tu faccia un post
Prima che controlli i like
Prima che tu dia potere agli altri
Su quello che fai
Prima di mettere i vestiti
Dell’amore di esserne investiti
Di crescere aggressivi
Chi siamo?
Finché sai cosa prendi
Non lo sai cosa perdi
Forse è tardi dicevi
Ce la fai? Non lo so
La realtà non si vede
Finché io non ti vedo
Finché tu non ci vedi me (me)
Supportarci a vicenda
Sopportarci dicendo
Che ne vale la pena
Dimmi è vero o non ci credi?
La realtà non si vede
Finché tu non mi vedi
Finché io non ci vedo te (te)
Come vorrei, come vorrei
Come vorrei, come vorrei
Come vorrei, come vorrei
Che tu vedessi me