Marty Supreme: la trappola del sogno americano in 4K
Edizione con materiali IWonder, Dolby Vision e DTS lossless per il film di Safdie
Marty Supreme conferma quanto il cinema di Josh Safdie continui a essere ossessionato da uomini incapaci di fermarsi prima del disastro. Stavolta il caos passa attraverso il mondo del ping-pong professionistico, ma sotto la superficie sportiva si nasconde l’ennesima storia di ambizione tossica, ego e autodistruzione.
Al centro del film c’è Marty Mauser, interpretato da Timothée Chalamet con un’energia nervosa e quasi incontrollabile. Marty parla troppo, mente di continuo e vive convinto che il successo gli appartenga di diritto, ma più prova a salire e più il mondo intorno a lui sembra collassare.
Protagonista insopportabile impossibile da ignorare
Safdie costruisce il film come una spirale sempre più soffocante fatta di primi piani aggressivi, dialoghi incessanti e situazioni al limite dell’umiliazione. L’atmosfera richiama il cinema sporco e febbrile di John Cassavetes e certe nevrosi metropolitane care a Martin Scorsese, ma Marty Supreme trova una propria identità nel modo in cui trasforma il fallimento in spettacolo tragicomico.
Il risultato è un film caotico, ansiogeno e a tratti perfino crudele, che però riesce continuamente a trascinare lo spettatore dentro la testa del suo protagonista. E quando finalmente rallenta, lascia addosso una malinconia sorprendentemente sincera.
Girato ibrido digitale/analogico a risoluzione 4.6K + negativo 16 e 35 mm (Arri Alexa 35, Arricam LT, Arricam ST, Arriflex 16 SR, Arriflex 16 ST e Bolex) giungendo a un master 4K nativo da cui si è partiti per la creazione di questa splendida edizione UHD. Formato immagine 2.35:1, prossimo all'originale 2.39:1 (3840 x 2160/24p), codifica HEVC su BD-100 triplo strato, necessario per fronteggiare i 150' minuti di opera. In tal senso il quadro visivo si presenta subito eccellente, con una performance elevata che si mantiene tale anche nelle sequenze meno luminose, con risalto particolari anche in secondo piano.
Colpisce l’aspetto visivo estremamente uniforme e cinematografico, nonostante alcune sequenze volutamente più “sporche” girate anche in 16mm. Le scene di ping-pong risultano frenetiche e spesso mosse, ma nei momenti più statici il dettaglio emerge con grande forza, soprattutto sui volti e le texture. Il transfer valorizza particolarmente i primi piani di Timothée Chalamet, evidenziando trucco e imperfezioni della pelle. Il Dolby Vision punta a una palette volutamente controllata e poco appariscente, ma riesce comunque a dare maggiore profondità alle scenografie. Alcuni dettagli cromatici, come il sangue o gli elementi di scena più accesi, acquistano ulteriore intensità rispetto alla controparte 2K su BD-50, incluso in questa edizione amaray.
Bene anche il comparto audio con il DTS-HD MA 5.1 italiano e inglese, che al netto della risoluzione solo 16 bit regala molteplici emozioni, con una distribuzione della colonna sonora esaltando la narrazione, con sostanziosa presenza anche dai canali posteriori. Gli scontri agonistici sono tra le migliori cartine al tornasole per rendersi conto del missaggio e delle potenzialità della codifica. Mezzo gradino sopra l'inglese, che guadagna in coinvolgimento con i dialoghi in presa diretta. Non tutti i dialoghi in lingua diversa dall'inglese sono sostenuti da traduzione con sottotitoli.
Come extra, su disco 2K è incluso il making of “Dream Big”, di circa 19' minuti, con sub in italiano.