Il mistero scorre sul fiume - In 2K l'inedito noir cinese
Girato principalmente analogico 16mm con alcune incursioni digitali 2.8K
Nella Cina rurale di metà anni '90, un'indagine per omicidio si trasforma progressivamente in qualcosa di molto più complesso. Con Il mistero scorre sul fiume (Only the River Flows), Wei Shujun recupera le atmosfere del noir classico per raccontare una società attraversata da segreti e contraddizioni, affidandosi a una narrazione che preferisce l'inquietudine alla suspense convenzionale.
Il protagonista Ma Zhe (Zhu Yilong), responsabile della polizia criminale locale, indaga sulla morte di una donna il cui corpo viene ritrovato lungo un fiume. Quello che sembra un caso destinato a una rapida soluzione prende una direzione inattesa, spingendo il detective a dubitare delle testimonianze raccolte. La ricerca di un possibile serial killer diventa così una questione personale, destinata a compromettere anche il rapporto con la moglie incinta.
Noir dalle atmosfere sospese tra Bong Joon-ho e Sean Penn
Il vecchio cinema che ospita la polizia è una scelta particolarmente felice di Wei Shujun. La cabina di proiezione diventa l'ufficio di Ma Zhe, mentre la sala viene utilizzata come centro operativo. Una soluzione che assume anche un valore narrativo, considerando quanto siano importanti le immagini e le testimonianze registrate nell'evoluzione dell'indagine. L'indagine richiama per atmosfere e costruzione narrativa Memories of Murder di Bong Joon-ho, soprattutto nel modo in cui il lavoro investigativo si intreccia con le contraddizioni di una piccola comunità rurale. Per il progressivo isolamento del protagonista e il peso psicologico della ricerca della verità, potrebbe affiorare il ricordo del notevole La promessa di Sean Penn. Il film ha partecipato a Cannes 2023.
La cinematografia di Chengma Zhiyuan contribuisce a ricreare un ambiente rurale lontano da qualsiasi idealizzazione. Le immagini hanno una consistenza ruvida, con tonalità marroni e una luce spesso poco definita, scelta coerente con il periodo storico e l'atmosfera della vicenda. Nell'ultima parte Wei Shujun modifica sensibilmente il registro del racconto, introducendo sequenze visionarie legate alle paure più intime di Ma Zhe. Svolta che non cerca spiegazioni rassicuranti e lascia allo spettatore il compito di interrogarsi su quanto visto.
Interessanti le scelte artistico-tecniche per un girato principalmente analogico (Arriflex 416) su negativo Super 16 mm a triplice sensibilità (50, 250 e 500 ASA), mentre le scene oniriche sono state riprese in digitale (Arri Alexa) a risoluzione nativa 2.8K, con master finalizzato a risoluzione 2K. Formato immagine originale 1.85:1 (1920 x 1080/24p), codifica AVC/MPEG-4 su BD-25 singolo strato. Molto buona la gestione dei 102' minuti dell'opera, alternando momenti con grana più rilevante e nel complesso una tenuta piuttosto solida, al netto di transizioni con spuntinature anche incipienti. Non sono da meno anche le transizioni più scure, con un certo risalto dei particolari.
Inedita in Italia, l'opera viene presentata in lingua originale Dolby Digital 2.0 (224 kbps) e DTS-HD Master Audio 5.1 (16 bit), quest'ultima da privilegiarsi per lasciare respirare maggiormente l'intera colonna sonora, tra dialoghi, musiche ed echi dai canali posteriori. Come extra è presente il trailer italiano.