Event Horizon torna: il sequel a fumetti punta in alto

Dopo anni di immobilità, il franchise trova nei fumetti una nuova linfa

di Claudio Pofi

Nel silenzio dello spazio profondo l’universo di Event Horizon – Punto di non ritorno riemerge con una direzione inattesa. A distanza di due secoli dagli eventi del film di Paul W. S. Anderson, la nuova miniserie Event Horizon: Inferno prova a riscrivere le regole del gioco, allargando la mitologia senza limitarsi a un semplice seguito.

La storia segue Daniel Durante, imprenditore ossessionato dall’eternità, deciso a recuperare ciò che resta della nave scomparsa nei pressi di Nettuno. Non una missione di salvataggio ma una spedizione deliberatamente pericolosa, dove il confine tra scienza e ossessione si dissolve rapidamente.

Un ritorno che cambia la prospettiva

Il vero colpo di scena riguarda però la tenente Starck, interpretata nel film da Joely Richardson. Il suo ritorno non è solo narrativo: diventa il punto attorno a cui ruota una nuova lettura degli eventi passati. Sopravvivere qui non significa necessariamente essere salvi.

La serie suggerisce che il tempo, all’interno della nave, non scorra in modo lineare. L’orrore sembra ripetersi, deformarsi, intrappolare chiunque vi entri in un ciclo senza via d'uscita. Un’idea che sposta l’attenzione dal semplice terrore visivo a qualcosa di più disturbante e concettuale.

Dopo anni di immobilità, il franchise trova nei fumetti una nuova linfa. E lo fa senza nostalgia facile: rilancia, rischia, e soprattutto mette in discussione ciò che si pensava definitivo. E chissà che questo nuovo percorso narrativo non convinca a produrre un sequel su grande schermo degno del sottostimato film del 1997.