Darkman e il reboot del cult 1990 – Parla Sam Raimi
Fu il debutto del regista in una prima produzione hollywoodiana, curata da Universal

Il progetto di reboot del cult diretto da Sam Raimi nel 1990 ha ricominciato a muoversi, questa volta sotto l’egida di Ghost House Pictures, la casa di produzione fondata dallo stesso Raimi. Secondo quanto riportato da Dread Central, Brian Netto e Adam Schindler, registi del thriller Don’t Move per Netflix, sarebbero stati scelti per dirigere il nuovo film.
I due non sono nomi casuali: hanno già collaborato con Raimi sia in 50 States of Fright sia proprio in Don’t Move, instaurando un rapporto creativo di lunga data. Entrambi hanno più volte dichiarato che Darkman rappresenta il loro progetto dei sogni, un personaggio verso cui nutrono una vera devozione cinefila.
Prima opera di Raimi per una major
A confermare indirettamente lo stato dei lavori è stato lo stesso Raimi, che ha spiegato come esista già una sceneggiatura e una squadra creativa solida, anche se il film è ancora bloccato da questioni di finanziamento, ostacolo tutt’altro che raro nel cinema contemporaneo.
Uscito nel 1990, Darkman segnò il debutto di Raimi in un grande Studio e una delle sue prime incursioni nel mondo dei “supereroi”, seppur lontanissima dagli standard Marvel e DC. Con Liam Neeson nei panni dello scienziato sfigurato Peyton Westlake, il film mescolava horror, melodramma e fumetto pulp.
Non fu un grande successo commerciale, ma col tempo è diventato un classico di culto, dando vita a un modesto sequel ma anche fumetti e videogiochi. A oltre trent’anni di distanza, il ritorno di Darkman potrebbe intercettare un pubblico in cerca di antieroi più oscuri, tragici e visceralmente umani.


