La Cina intende limitare il gioco online e il settore va in crisi

Le principali compagnie interessate dai cambiamenti fanno registrare perdite miliardarie

di Davide Tognon

Le misure future della Cina sul gioco online

La scorsa settimana, la Cina ha annunciato che adotterà dei provvedimenti volti a limitare la dipendenza dal gioco online, in particolare riguardo la quantità di denaro spesa e il tempo trascorso dagli utenti. Nello specifico, potrebbero essere introdotte delle misure che costringeranno le compagnie produttrici dei videogame a garantire l'accesso a tutti i contenuti ad un prezzo predeterminato (che non sia folle, ovviamente) e a rimuovere quelle meccaniche che incentivano a giocare su base quotidiana.

In altre parole, un domani in Cina potrebbero non esserci più videogiochi sui quali singole persone spendono cifre nell'ordine di migliaia/decine di migliaia di dollari per assicurasi tutti i contenuti; inoltre, potrebbero scomparire meccaniche come le quest giornaliere ed affini. Usiamo il condizionale, perché le misure legislative sono ancora in fase di studio e niente è deciso per il momento; tuttavia, l'orientamento del governo di Pechino ha già provocato conseguenze devastanti nel settore.


La crisi delle aziende cinesi

Un annuncio del genere non poteva che scatenare il terrore di quanti vedono le prospettive di guadagno drasticamente ridotte e ciò si è ripercosso sulle grandi compagnie del settore. Come riporta Bloomberg, nel giorno stesso dell'annuncio le azioni del leader del settore, Tencent, sono scese del 16%, mentre quelle di NetEase sono crollate del 28%. Bilibili, piattaforma di streaming popolare in Cina, ha a sua volta perso un 14%.

Stando a Bloomberg, queste tre realtà da sole hanno bruciato in borsa qualcosa come 80 miliardi di dollari. A seguito dell'emorragia di investitori, le autorità cinesi hanno provato a correre ai ripari, specificando che prima di prendere una decisione valuteranno attentamente i feedback ricevuti, ma ormai la frittata è stata fatta.