Buio Omega – Scopriamo la Deluxe Limited Edition Rustblade in 2K
Notevole resa tecnica per il cult di D'Amato, con tanti extra e collezionabili
Buio Omega - Beyond the Darkness è forse il film in cui Joe D’Amato trova finalmente la misura giusta per il suo cinema più morboso. Non perché rinunci agli eccessi, ma perché riesce a trasformarli in parte integrante di un’atmosfera malata, dove l'ambiente in cui si svolge la vicenda diventa quasi un organismo chiuso su se stesso.
Francesco Koch vive circondato dai resti di una vita che non riesce ad accettare. La morte dei genitori, la presenza soffocante di Iris e l’ossessione per la tassidermia costruiscono poco alla volta un universo deformato, nel quale il confine tra affetto e possesso è praticamente scomparso. Il cadavere della fidanzata diventa così qualcosa da conservare, non da piangere.
Una casa dove la morte non finisce mai
D’Amato lavora soprattutto sull’atmosfera: la fotografia sporca e livida, da lui stesso curata, valorizza gli interni decadenti. La musica dei Goblin accompagna il progressivo sprofondare nel buio del protagonista, senza trasformare il film in un semplice esercizio di shock.
Poi il film affonda il coltello nella materia più sordida dell’orrore con mutilazioni, corpi devastati e immagini destinate a rimanere impresse. Ma la violenza funziona proprio perché nasce da una storia di ossessione e solitudine. Rispetto a molte prove successive del regista, qui il gore non deve compensare una narrazione inconsistente: è il naturale prolungamento di quell’ossessione e finisce per renderla ancora più malsana.
Il risultato è un horror profondamente perverso, dove la necrofilia si intreccia alla follia e a uno humour nero corrosivo. Ma soprattutto D’Amato riesce a fare qualcosa di raro per il suo cinema: costruire una vera tensione prima ancora di mostrare l’orrore. E quando arriva al finale, sceglie una soluzione spiazzante e volutamente sopra le righe, destinata a dividere ancora oggi.
Già distribuito in edizione amaray BD da parte di Mustang Entertainment, la pubblicazione Rustblade valorizza come non mai uno tra i cult più amati del compianto regista. Da un girato nativo 16mm non si può certo pretendere chissà quale resa tecnica, così come le condizioni di lavoro e di budget non hanno mai consentito al regista ampiezza di mezzi. Ciononostante la visione del film attraverso il BD-50 lascia la sensazione di aver offerto il massimo a risoluzione 2K (1920 x 1080/23.97p), codifica AVC/MPEG-4. Formato immagine originale 1.66:1, la profondità dei neri resta approssimativa per evidenti scelte di fotografia, così come il resto del comparto colori e luce contribuiscono a restituire il senso malato dell'ambientazione.
L'offerta audio favorisce al massimo la limitata traccia sonora dell'epoca, con l'offerta DTS lossless 2.0 (sempre 16 bit), italiano e inglese. In particolare la traccia anglofona offre una più immersiva esperienza ancora attraverso il parlato in presa diretta. Parte integrante del DNA dell'opera è infatti l'inquietante colonna sonora dei Goblin, da gustare nota per nota.
Edizione da collezione a tiratura limitata di 499 copie, ricca di extra e imperdibile per i cultori del regista e del film. Mediabook cartonato spesso con sovracoperta O-Card embossed che contiene anche il DVD-9 con i medesimi supplementi: un'esclusiva featurette prodotta da Eugenio Ercolani e dedicato a Joe D'Amato, al film e ai suoi protagonisti (28'), intervista a Cinzia Monreale e Maurizio Guarini dei Goblin (18'), incontro con il giornalista e scrittore Francesco Basso (20'), tour delle location (6'), focus sul film e l'autore a cura di Gonz di Non Aprite Questo Blog (8'), trailer italiano e internazionale. All'interno della confezione trovano inoltre posto libretto di approfondimenti testuali, busta contenente cartoline doppia faccia con riproduzione di poster del film e immagini di scena oltre ad artwork esclusivi.