Nekromantik: in 2K l’incubo estremo dell’underground tedesco

Abbiamo fatto l'autopsia all'edizione da 399 copie del film scandalo classe 1988

di Claudio Pofi
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Quando si parla di cinema estremo europeo, Nekromantik occupa ancora oggi una posizione quasi irripetibile. Non soltanto per i contenuti scioccanti o per la fama scandalosa che lo accompagna da quasi quarant’anni, ma perché il film di Jörg Buttgereit rappresenta uno dei casi più puri di horror underground concepito come provocazione artistica e culturale. Un’opera nata ai margini, girata su pellicola 8mm con mezzi ridottissimi, eppure diventata un simbolo del cinema estremo tedesco.

La trama segue Robert, impiegato presso una squadra addetta alla pulizia di luoghi di ritrovamenti di cadaveri e incidenti. Un lavoro che alimenta la sua ossessione per la morte e la necrofilia, condivisa con la compagna Betty. Quando Robert porta a casa un cadavere intero, la relazione tra i due sembra trovare un nuovo equilibrio perverso, almeno fino a quando la realtà quotidiana comincia a sgretolarsi. Perdita del lavoro, isolamento emotivo e alienazione trasformano il protagonista in una figura tragica, sospesa tra disgusto, malinconia e follia senza ritorno.

Un gesto punk contro censura e conformismo

Ridurre Nekromantik a semplice exploitation sarebbe però un errore. Buttgereit costruisce infatti un film volutamente sporco, sgradevole e anarchico, ma attraversato da una vena satirica sorprendente. In mezzo a scene di necrofilia esplicita, interiora, mutilazioni e momenti deliberatamente raccapriccianti, emergono improvvisi lampi di umorismo nero quasi surreale. Alcune sequenze sembrano addirittura prendere in giro lo spettatore stesso, mettendo alla berlina tanto il moralismo quanto il voyeurismo tipico del consumo horror.

L’obiettivo del regista quello di attaccare frontalmente la censura tedesca e la rigidità culturale della Germania Ovest degli anni Ottanta. Dopo decenni di restrizioni legate alla rappresentazione della violenza, Nekromantik diventa una specie di gesto punk cinematografico, opera creata per essere rifiutata, vietata e discussa. Non a caso il film venne sequestrato in diversi Paesi e circolò per anni attraverso videocassette pirata, alimentando la propria aura maledetta.

La sporcizia dell’8mm trasformata in linguaggio

Dal punto di vista tecnico il film è grezzo fino all’estremo. La fotografia in 8mm restituisce immagini sporche, granulose e claustrofobiche, accentuando il senso di degrado urbano e decadimento fisico. Invece di penalizzare il film, questa povertà produttiva ne rafforza l’identità underground. Nekromantik sembra davvero provenire da uno scantinato berlinese impregnato di fumo, rumore industriale e rabbia giovanile.

Con una struttura narrativa frammentaria e spesso improvvisata, Buttgereit e Franz Rodenkirch sembrano assemblare una serie di idee estreme più che costruire un racconto tradizionale. Eppure proprio questa natura anarchica rende il film qualcosa di diverso dal classico horror narrativo. Nekromantik non cerca davvero di spaventare: vuole disgustare, destabilizzare e provocare una reazione fisica nello spettatore.

Ancora oggi resta un’esperienza borderline, difficile da consigliare al pubblico generalista. Ma per chiunque sia interessato alla storia del cinema underground europeo, ai taboo movie e alle derive più radicali dell’horror anni Ottanta, Nekromantik rimane una visione fondamentale. Film imperfetto, disturbante e spesso grottesco, ma capace di incarnare come pochi altri lo spirito ribelle dell’underground tedesco.

Edizione per collezionisti del cinema estremo

Il girato 8mm (Beaulieu 6008 S) è stato successivamente espanso a 16mm per le proiezioni, e considerando la pochezza estrema della produzione il materiale resta interessante. Visione Full HD (1920 x 1080/23.97p), formato immagine originale 1.33:1, codifica AVC/MPEG-4 su BD-25 singolo strato per un risultato che lascia la sensazione di essere persino in grado di superare le visioni in sala dell'epoca. L'organicità della pellicola, graffi e spuntinature sono parte integrante dell'opera dall'inizio alla fine tra instabilità colorimetriche, sfocature, neri altalenanti, visioni notturne “affogate”.

Figlio di una produzione poverissima, il film trasforma ogni limite tecnico in materia per un’autentica allucinazione malata. DTS-HD MA 2.0 dual mono (16 bit) originale tedesco con sottotitoli in italiano e inglese, un ascolto più che dignitoso considerate le condizioni del materiale di partenza, tra dialoghi sufficientemente nitidi, ambienze credibili e musiche con una presenza accennata sulle basse frequenze.

Nekromantik (Deluxe Book + Postcards)

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Nekromantik - Gli extra

Sul BD-25 con il film sono inclusi gli extra: making of di 12' minuti, intervista a un giovane Jörg Buttgereit (12'), première a Berlino 1988 con frammenti della proiezione e dell'evento (3', non sottotitolato), l'ultimo approfondimento di Federico Frusciante (13'). Galleria trailer Nekromantik, Nekromantik 2, Schram, Todesking. DVD-5 incluso con i medesimi contenuti + CD con la colonna sonora. All'interno del digibook trovano posto: photobook con immagini della produzione, busta con: 2x cartoline doppia faccia, riproduzione del biglietto d'ingresso alla première a Berlino, 3x simil-Polaroid con altrettanti scatti iconici dal film, adesivo Rustblade.