Bluepoint Games e il remake di Bloodborne fermato da Miyazaki

L'autore del gioco non ha voluto che altri vi mettessero mano

di Davide Tognon

Sono emersi nuovi dettagli sulla triste vicenda di Bluepoint Games, lo studio texano specializzato in remake che recentemente è stato chiuso da Sony, nonostante la solida reputazione che si era costruito con opere quali Demon's Souls su PlayStation 5. L'inizio della fine per Bluepoint è coinciso con la smania di Sony di buttarsi a capofitto nel settore dei giochi concepiti come servizio: un proposito che negli scorsi anni ha portato la compagnia giapponese a mettere in produzione qualcosa come una dozzina di live service, con conseguenze disastrose.

Sony ha centrato un clamoroso successo con Helldivers 2; tuttavia, ad esso ha fatto da contraltare l'altrettanto clamoroso fallimento di Concord e se aggiungiamo che molti progetti sono stati tagliati prima ancora di vedere la luce, il bilancio è senz'altro negativo. Il problema è che i fallimenti hanno segnato il destino di alcuni studi coinvolti, come Firesprite, London Studio o per ultimo appunto Bluepoint Games.


I dettagli sul live service di God of War

Dopo aver supportato Santa Monica Studio per God of War Ragnarok, Bluepoint si è dedicato ad un live service basato sul medesimo franchise. Bloomberg spiega in cosa consistesse il progetto: alla base c'era una idea, quella di Atreus che cade nell'Ade. I giocatori avrebbero dovuto controllare diversi versioni del figlio di Kratos e cooperare per avere la meglio sui mostri dell'inferno greco. Questo titolo è stato tagliato nel gennaio del 2025.


Bloodborne e il gran rifiuto di Miyazaki

Conclusa la lunga e infruttuosa parentesi live service, a Bluepoint serviva qualcos'altro da realizzare. Dopo aver firmato un grande remake con Demon's Souls, la soluzione più logica sembrava quella di rifare un altro amato titolo di FromSoftware, cioè Bloodborne. Tuttavia, stando a Bloomberg questa ipotesi è stata scartata per l'opposizione dell'autore del gioco, il maestro Hidetaka Miyazaki.

A quanto pare, il game designer giapponese sarebbe interessato a tornare in prima persona ad occuparsi del franchise (non subito però, perché non ne ha il tempo) e non vuole che altri vi mettano mano. Sony ha preso atto della sua decisione e ha scelto di rispettarla. Nota a margine: la proprietà intellettuale di Bloodborne è nelle mani della compagnia giapponese, che quindi in teoria avrebbe potuto realizzare un remake a prescindere dai desideri di Miyazaki.


Bluepoint Games resta senza un gioco

Scartata anche l'ipotesi Bloodborne, per Bluepoint le cose si sono messe malissimo. Dopo tanti remake, lo studio voleva creare un proprio gioco e ha sondato il terreno riguardo un nuovo Shadow of the Colossus (a cui aveva già lavorato, ai tempi di PS4) o uno spinoff di Ghost of Tsushima, ma Sony ha risposto picche. A febbraio 2026, dopo oltre un anno di forzata inattività, è arrivata la chiusura di Bluepoint.