The Blood of Dawnwalker Anteprima Hands-On: il nuovo action RPG di Rebel Wolves che sa di Witcher e vampiri
Europa del 1347, vampiri vrakhiri e sole 30 ore per salvare la madre: il primo gioco di Rebel Wolves arriva il 3 settembre su PC e console con una narrativa che lascia il segno
Quello che per un certo periodo è stato il genere per eccellenza del videogioco, ovvero l’avventura action single player in terza persona, oggi è quasi relegato a una nicchia. I motivi sono molteplici. Da un lato si è allargato il bacino di giocatori, nonché dei generi e dei personaggi che i giocatori stessi trovano più affini; dall’altro la diffusione delle connessioni veloci ha reso le esperienze multigiocatori molto più popolari e facili da provare. I giochi di questo tipo sono dunque un po’ meno frequenti di un tempo, in compenso sono diventati molto più grandi e molto più cinematografici. Uno degli esempio più illuminanti di questa evoluzione è The Witcher, il cui terzo e massiccio capitolo è ancora per molti il metro di paragone del genere (ma pensiamo anche al recente Crimson Desert). E proprio da una "costola" di The Witcher 3 arriva un nuovo esponente dell’action in terza persona che sembra avere (e a buona ragione) parecchie ambizioni: The Blood of Dawnwalker.
Rebel Wolves infatti è il nuovo studio aperto da Konrad Tomaszkiewicz, ex CD Project con in curriculum il ruolo di director di The Witcher 3: Wild Hunt e di head of production di Cyberpunk 2077. Il team, fondato nel 2022, nasce dalla volontà di Tomaszkiewicz stesso di tornare a lavorare a progetti più contenuti, che non coinvolgano staff da centinaia di persone. Benché Rebel Wolves si sia stabilizzato intorno al centinaio abbondant
e di elementi, il loro primo gioco The Blood of Dawnwalker non sembra mostrare segni di questo “ridimensionamento”.
- La trama di The Blood of Dawnwalker
- Le prime ore di The Blood of Dawnwalker
- L'azione di The Blood of Dawnwalker
La trama di The Blood of Dawnwalker
Nei giorni scorsi abbiamo potuto giocare più o meno liberamente alle prime ore di The Blood of Dawnwalker su PC e ci siamo trovati davanti a una delle fasi iniziali di un videogioco più interessanti degli ultimi anni. Nella sequenza animata che apre l'avventura conosciamo Coen, il protagonista, e la sua sorellina Lunka. Quest’ultima è malata: siamo nell’Europa Orientale del 1347, anno di contagi, peste e brutalità. Di fronte a una piaga così letale non c’è tempo per la pietà e ciò che gli uomini del Re stanno per fare a Lunka sarebbe comprensibile dato il rischio di una devastante epidemia, se non fosse che il ghigno sui loro volti tradisce un sadismo che va oltre la semplice accettazione dei propri doveri.
Quando il destino di Lunka appare segnato, in scena appare la corte di Brencis, un vrakhiri secondo la locale definizione di vampiro, con la sua compagnia di abomini pronto a prendersi il suo dominio su queste terre, reclamandole come la gamba del sovrano mozzata di netto. Per Coen poco cambia, che ci sia da implorare il vecchio aristocratico o il nuovo vrakhiri, a lui interessa solo salvare la sorella. Le sue richieste però questa volta trovano orecchio: una goccia del sangue di Brencis è tutto ciò che serve a Lunka per sopravvivere.
Le prime ore di The Blood of Dawnwalker
Passati in controllo diretto di Coen, ci siamo ritrovati nello stesso villaggio dell’intro, ma un po’ più in là nel tempo. L’oppressione del Re e dei suoi subalterni è stata sostituita dalla dominazione vrakhiri, che ha portato con sé la cura della peste, ma ha lasciato ribollire malumori mai sopiti. Le quest mondane da affrontare in questa fase sono uno specchio dei conflitti che attraversano tanto la casa di Coen quanto quella delle altre famiglie. A una vicina, ad esempio, è stato sottratto un arazzo che stava realizzando su richiesta dei vrakhiri per l’imminente cerimonia. Una rapida indagine per il villaggio ci conduce al colpevole, il quale tuttavia ha ragioni più che comprensibili per non volere chela decorazione ai suoi occhi empia venga esposta nella chiesa: cosa fare? Convincerlo a restituirlo o rischiare la furia dei vrakhiri? Allo stesso modo poco più tardi ci siamo dovuti impegnare a cercare delle erbe per la madre di Coen, anch’essa malata: le dosi e la temperatura dell’acqua però influiscono sull’efficacia di rimedio e la mancanza di attenzione durante i dialoghi può causare un malore alla donna nel pieno dell'importante cerimonia.
Quel che emerge subito da queste prime ore è la cura riversata da Rebel Wolves nella scrittura del loro gioco. Supportato da un comparto tecnico di tutto rispetto che riesce a enfatizzare e a trasmettere emozioni coi volti e realismo con la resa dei materiali, The Blood of Dawnwalker mette in scena personaggi sfaccettati, ruvidi, immersi in vicende disperate che pesano anche sui rapporti familiari. Le quest tra gli abitanti del villaggio sono piccole situazioni facili da risolvere, ma consentono di allineare il nostro Coen nel conflitto in corso e delinearne la personalità tramite le scelte. E se ci sono scelte ci sono anche conseguenze, piccole variazioni nel come si arriva allo snodo di trama che differenziano la partita di ciascuno.
E non manca nemmeno il coraggio. La scena culmine di questa prima parte, la già citata cerimonia vrakhiri nella chiesa del villaggio, è tragica e sanguinolenta oltre a fare un deciso e non poco azzardato affidamento sul forte simbolismo della sostituzione dei riti cristiani con quelli vrakhiri, in cui tutti i nodi narrativi affrontati in precedenza vengono al pettine. Tutta questa narrazione però non è solo al servizio di coloro abbastanza attenti da seguire i filmati e ascoltare i dialoghi, ma è legata a doppio filo con le meccaniche di gioco: al termine di questi eventi iniziali a Coen restano 30 ore per salvare la madre e ogni azione, ogni scelta e ogni risposta futura sarà determinante.
L'azione di The Blood of Dawnwalker
Non di sole parole però sono fatte le avventure: a Coen non basterà la parlantina per salvare in tempo la madre. Di giorno, dovrà affidarsi alle armi bianche, imparando a padroneggiare fin da subito la parata direzionale, fondamentale per avere la meglio non solo sui soldati e sulle armate vrakhiri sparse per il territorio, ma anche contro la fauna locale, perchè anche orsi e cinghiali possono interrompere anzitempo la missione di Coen. È quando cala la notte però che Coen può sfruttare al massimo le sue potenzialità.
Nel corso del tentativo di rivolta scatenato dagli eventi della cerimonia, Coen si sveglia infatti in forma vrakhiri, capace di camminare in verticale sulle rocce, di sventrare i nemici con gli artigli, di svanire in una nuvola polvere nera, ma anche di cibarsi del sangue delle sue vittime, animali o umane, indispensabile per non deperire. Quando ogni quest consuma ore o minuti preziosi, quanto potrà esistere Coen di fronte alle corruzione quando le necessità lo richiederanno?
Per scoprirlo bisognerà attendere ancora fino al 3 settembre e benché il periodo autunnale si prospetti parecchio affollato siamo usciti dalla nostra prova con mano di The Blood of Dawnwalker con la rinnovata consapevolezza di essere di fronte a un titolo che merita di essere tenuto d’occhio. Benchè il titolo d’esordio di Rebel Wolves non reinventi la ruota né il genere, maneggia con molto cura e parecchia consapevolezza i cardini dell’action RPG, dimostrando di avere anche una discreta mano per i dettagli. Ora, non resta che far scorrere il tempo.