Land of Infinite Dreams - Anteprima di un indie che sa di PS2
Abbiamo provato in esclusiva Land Of Infinite Dreams; un indie che punta a riproporre l'esperienza dei videogiochi action PS2
L’era PlayStation 2 viene comunemente indicata come la golden age dei videogiochi. È stata un terreno fertile per tutta una serie di esperienze che non puntavano a essere tripla A perfetti dalla grafica spaccamascella o dal gameplay sopraffino; si presentavano, piuttosto, come prodotti strani e imperfetti, ma dotati di una forte identità e basati su idee creative.
È un’epoca ricordata con nostalgia e un pizzico di rimpianto da chi videogioca da un po’ di anni. Tuttavia, sono sempre più numerosi gli studi indie che nei loro titoli provano a ricreare le sensazioni dei giochi PS2, rimettendo al centro del villaggio il divertimento e la creatività anziché il mero conteggio dei fotogrammi.
Ed è proprio uno di questi titoli, Lands of Infinite Dreams, che ultimamente mi è passato tra le mani. Un progetto ancora in fase di sviluppo che sembra essere appena uscito da una macchina del tempo: un action-adventure in terza persona, per ora acerbo e grezzo, che guarda però prepotentemente ai vecchi classici dell'era a 128 bit di Sony.
Così, dopo aver fatto una chiacchierata con il suo creatore,
Hovsep Markosyan (ex membro del team dietro la creazione di Hellblade: Senua’s Sacrifice) mi sono fiondato sulla demo pre-alpha messaci a disposizione.
Al netto di qualche meccanica ancora da rivedere, l'esperienza mi ha riportato indietro nel tempo, esattamente all'epoca d'oro della PS2.
Land Of Infinite Dreams; è come la PS2 ma nel 2026
Lands of Infinite Dreams ci mette nei panni della principessa Luna, smarrita in un mondo onirico plasmato dai traumi del suo passato, dove le sue paure hanno preso vita. Il nostro compito sarà quello di aiutare Luna a fare i conti con i propri spettri e a trovare una via d'uscita.
La demo che ho avuto modo di provare in esclusiva, della durata di una ventina di minuti, ci ha permesso di testare con mano i pilastri su cui si basa l’intera produzione: enigmi ambientali, scontri con i nemici, esplorazione e dialoghi dinamici.
Le meccaniche che ho apprezzato di più sono quelle legate ai puzzle ambientali, che sfruttano la capacità di Luna di controllare la luce lunare e di interagire con lo scenario. Ciò ha fatto sì che i tre enigmi presenti, nonostante la loro intrinseca semplicità, risultassero molto diversi tra loro: in uno è stato necessario usare la luce per scrivere una parola sul pavimento, un altro ha richiesto di interagire con una serie di oggetti in una stanza per aprire un forziere, mentre l’ultimo si è rivelato un classico puzzle a mattonelle.
Tante buone idee, ma anche tanto da rivedere
Durante il provato ho avuto anche modo di scontrarmi con qualche nemico in giro per il castello. Le meccaniche legate ai combattimenti sono forse la parte più debole dell’esperienza: Luna può lanciare delle sfere lucenti ai boss e ai minion, i quali si avvicinano a lei così lentamente da dare al giocatore tutto il tempo di mirare e attaccare senza troppi patemi.
Anche i dialoghi a scelta multipla non hanno richiesto bivi articolati o decisivi ai fini della demo; a volte si sono limitati a offrire semplicemente due modi diversi di rispondere, senza alcun impatto sulla trama. Da una parte la cosa ha senso, poiché Lands of Infinite Dreams si propone come una storia lineare, tuttavia il team di sviluppo ha promesso che nella build finale alcune decisioni influenzeranno i fatti narrati.
Sul piano tecnico, il gioco si presenta già ben strutturato. Graficamente propone un’estetica che richiama i titoli PS2 ma riletta in chiave moderna, alla quale si accompagna un buon comparto audio, forte di tracce sonore che si sposano alla perfezione con quanto appare su schermo e di un doppiaggio di ottimo livello per lo stato attuale della produzione.
Land Of Infinite Dreams è ancora acerbo, ma può sbocciare
Durante i 20 minuti spesi in-game è stato impossibile non riconoscere le ovvie ispirazioni a pilastri come Alice: Madness Returns o Child of Light, tuttavia è altrettanto semplice notare una certa ingenuità nel game design, che a tratti fa fatica a giustificare la presenza di determinati elementi.
Sia chiaro, parliamo di un lavoro ancora in pieno sviluppo: il team ha tutto il tempo per smussare gli angoli dell’esperienza e, magari, ampliare quelle dinamiche che funzionano ma che al momento sono ridotte all'osso.
Attualmente Lands of Infinite Dreams non ha ancora una data d’uscita, ma se siete alla ricerca di un titolo con forti vibe da era PS2 e tanta anima, vi consigliamo caldamente di seguire il suo sviluppo su Steam.