Bloodborne

di Tommaso Alisonno
From Software torna all'ovile con il suo concept - o, se proprio dobbiamo dire le cose come stanno, Sony fa ammenda degli errori passati. Primo fra tutti Shuhei Yoshida, ora a capo di Sony Worldwide ma che era a capo di SCEJ quando per la prima volta si parlò di Demon's Soul: probabilmente per questo, il dirigente é salito di persona sul palco di Los Angeles per presentare un gioco a cui si reputa particolarmente legato.

E' Bloodborne il titolo del “nuovo Demon's Soul”, un gioco che in effetti non ha alcun contatto diretto con il titolo PS3 ma che ne costituisce - come dopotutto anche Dark Souls - il “sequel spirituale”. Se infatti il titolo multipiattaforma - di cui il secondo episodio ha raggiunto con grande successo gli scaffali proprio nei mesi scorsi - si differenzia dal capostipite principalmente per l'ambientazione ma conserva immutato praticamente tutto il resto, Bloodborne mira invece a allargare i suoi confini, in tutti i sensi.



APOCALISSE ZOMBIE IN SALSA GOTHIC



Andiamo con ordine e cominciamo con le prime informazioni trapelate a proposito della trama, la quale questa volta sembrerà avere un canovaccio più definito rispetto ai predecessori. Teatro della vicenda sarà la città di Yharnam, la quale storicamente é rinomata per il grande progresso raggiunto dai suoi medici ed é da sempre meta di pellegrini e viaggiatori in cerca di una sostanza miracolosa in grado di guarire ogni male. Quello che però il protagonista troverà al suo arrivo sarà una città a sua volta maledetta da una misteriosa piaga che ha tramutato gli abitanti, umani ed animali, in mostri e creature deformi.

Abbandonata dunque la concezione “fantasy-classica” del non morto inteso come spirito infestante (di Demon's Soul) o come corpo privo di anima (di Dark Souls), entrambi di natura maledetta, il team sembra voler abbracciare il filone della “apocalisse zombie” generata da un contagio, sebbene sia qui riproposta in chiave gotica e non sia escluso a priori che magia e maledizioni possano aver giocato un ruolo fondamentale nella sua origine - specie quando alcune delle creature sarebbero non mutazioni ma veri e propri demoni.

Avremo quindi una Yharnam dalle imponenti, complesse e meravigliose strutture gotiche immerse però in un substrato urbano sporco e decadente. Rispetto al fantasy dei precedenti tre titoli, il calendario é parecchi anni in avanti in Bloodborne, e il protagonista potrà avvalersi sia di armi da corpo a corpo sai di armi da fuoco: una deriva steampunk decisamente in voga in pellicole come Van Helsing o Hansel & Gretel.



UNA DERIVA PIU' AGGRESSIVA



La presenza di armi da fuoco sembra però non essere l'unica variazione rilevante in termini di gameplay: Masaaki Yamagiwa di Sony Japan Studio, che produce il gioco, ha infatti dichiarato che il team sta lavorando per implementare un sistema di combattimento che non premi più le tattiche “difensive”, favorendo invece manovre più aggressive e spregiudicate. Ad ogni modo, questo non andrà ad inficiare la difficoltà del gioco, la quale sarà ancora una volta assolutamente punitiva ed hardcore.

Quello che ancora nel concept non é stato stabilità é l'entità delle “punizioni” derivanti dalla morte. Chi conosce From Software sa che i loro giochi non si limitano ad avere dei “checkpoint” da cui ripartire in caso di game-over ma che impongono sempre una forma di penalità al giocatore. La raccolta, e dunque la perdita, delle “anime” sembra qui fuori luogo, così come la perdita della natura “vivente”. Il game director Hidetaka Miyazaki ha dichiarato “questa volta non vorrei un sistema troppo severo”, ma non ha detto di più.

Allo stesso tempo ha però assicurato ai fan che il concept di gioco “hardcore” da cui sono partiti per lo sviluppo di Demon's Souls é assolutamente il medesimo alla base di Bloodborne, e che pertanto i fan potranno aspettarsi la stessa dose di “cattiveria”. Nelle sue parole, l'utilizzo dell'hardware di PS4 ha permesso la realizzazione di una città molto vasta e dettagliata, con parimenti un campo visivo più ampio e un maggior numero di creature attive contemporaneamente.

E IL MULTIPLAYER?



Della componente Multy del gioco ancora non ci é dato sapere niente, se non che questa sarà presente e permetterà ai giocatori di affrontare l'avventura in maniera cooperativa e “condivisa”. I dettagli languono, ma Yamagiwa ha citato esplicitamente l'utilizzo della funzione Share di PS4, dunque non ci stupiremmo della possibilità di un drop-in attraverso Twitch. Ad ogni modo, il team conta di mostrare qualcosa a questo proposito nei mesi a venire, probabilmente in seno alla GamesCom o al TGS.

E certamente i tempi di sviluppo ormai tendono a essere piuttosto brevi, visto che la release (salvo ritardi) é fissata per il 2015 - addirittura ad “inizio 2015” stando alle parole di Yamagiwa. Speriamo prima di allora di poter testare con mano questa nuova fatica di From Software.