Nord Sud Ovest Est, recensione della seconda stagione degli 883

Con il secondo album e il successo cambia tutto, anche l'amicizia tra Max e Mauro

di Claudio Pofi
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Dopo aver raccontato la nascita degli 883, la prima stagione di Hanno ucciso l'Uomo Ragno lasciava la coppia sulla soglia del successo, con quella domanda che Mauro rivolge a Max: "Si ma io...questa...come la ballo?", che già conteneva tutto quello che sarebbe successo dopo. Nord Sud Ovest Est - La leggendaria storia degli 883 riparte esattamente da lì, aprendo al 1993, anno del secondo album, dei primi veri soldi, del bagno mediatico, dei concerti e del successo nazionale. La seconda stagione arriverà su Sky e NOW dal 9 ottobre con otto episodi, dati in anteprima alla stampa tranne l'ultimo.

La prima puntata spiazza perché degli 883 non c'è praticamente traccia, se non nel voice over dei ricordi di Max. Sydney Sibilia sceglie di raccontare la parabola artistica dei Righeira, inserendo “Johnson” e “Michael” dentro quello stesso immaginario musicale che nella prima stagione aveva fatto da sfondo alla formazione degli 883. Il fil rouge della puntata è però un altro, quanto essenziale: quel senso di unione e fratellanza che traspare osservando Max e Mauro sul palco dell'Aquafan e che Stefano “Johnson Righeira” Righi invidia  osservandoli in televisione. Una parentesi che allarga il racconto alla cultura pop italiana degli '80 e prepara il terreno al mondo musicale nel quale gli 883 esploderanno pochi anni dopo.

Poi si torna agli 883 e la situazione è tutt'altro che semplice. Max e Mauro devono bissare e superare il successo del primo album mentre cresce la pressione di Claudio Cecchetto, ancora interpretato dallo strepitoso Roberto Zibetti. Lui vuole il primo posto in classifica senza compromessi, i due non sembrano intenzionati a rinunciare alla propria identità e a quella "tavernetta" dove tutto ebbe inizio, anche se ora in quel seminterrato c'è più tecnologia di quella che avrebbero mai potuto sognare.

La parte più interessante della stagione è proprio questa: la nascita del nuovo disco diventa il viatico per raccontare il momento nel quale gli 883 devono capire cosa vogliono essere. Max è ancora alle prese con Silvia, trasferitasi a Dublino e diventata un'evanescente quanto inquietante presenza quotidiana. Mauro al solito si ritrova a scansare quella sensazione di essere gregario.

Quando il sogno comincia a cambiare

Il passaggio decisivo arriva con l'amata-odiata ballad Come mai, nata come "Canzone per Silvia".  Repetto riconosce immediatamente che quel brano ha una marcia in più e insiste perché arrivi alle orecchie di Cecchetto. È uno dei passaggi attraverso i quali la serie mostra la progressiva maturazione di Pezzali come autore, sottolineando al contempo il diverso equilibrio tra i due.

Cecchetto è sempre più addosso alla miniera d'oro del momento, arrivano i videoclip, gli 883 devono imparare a gestire la propria immagine. Caterina, mandata dal producer come rinforzo creativo, contribuisce alla presa di coscienza della coppia che scopre di poter imporre le proprie scelte. La serie lavora molto bene anche sui riferimenti musicali dell'epoca proponendo brani iconici di Iggy Pop, Simple Minds, Scorpions, Duran Duran, Gianna Nannini, Mazzy Star, Snap!, Radiohead, Blind Melon, Smashing Pumpkins, Haddaway e Poison.

Così il crescente successo nazionale cambia la vita dei protagonisti. Max è assediato dai fan davanti alla casa dei genitori dove ancora abita, le carte di credito, le automobili con autista, gli impegni con i media ma entrambi continuano a vivere come sempre. Mauro partecipa ma il suo contributo ai brani del secondo album è meno entusiastico. Il rapporto con la compagnia di una vita, attraverso la crisi della sala giochi Jolly Blu di Cisco, diventa un modo per ricordare l'importanza degli amici veri e delle proprie radici.

La trasferta americana trascina la coppia in un mondo che fino a quel momento avevano solo sognato. Los Angeles, il set di Nord Sud Ovest Est, Carlo Lucarelli sceneggiatore e l'incontro di Mauro con la modella afroamericana Brandi allargano ulteriormente il campo narrativo e introducono una dimensione oltre la semplice crescita professionale degli 883. È anche il momento in cui la distanza tra i due diventa sempre più palpabile.

Gli 883 non sono più quelli della tavernetta

Il successo di Come mai e la crescente esposizione pubblica li spingono verso una dimensione nella quale la normalità è sempre più difficile. La pesante macchina produttiva, la presenza ingombrante di Fiorello nei confronti di Mauro e l'impossibilità di vivere liberamente la propria quotidianità fanno da contraltare a un Max diviso tra l'euforia del momento e la complicità di sempre con l'amico, sempre più attratto fuori dagli 883.

È questo, in fondo, il vero tema della seconda stagione: cosa accade a due fratelli nella vita e nella musica quando ciò che hanno costruito inizia a mutare. Max trova nella scrittura una nuova dimensione personale, mentre Mauro deve fare i conti con il suo vero ruolo negli 883. La serie non trasforma questa differenza in un'improvvisa rottura, ma la fa maturare lentamente insieme al successo.

Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli continuano a essere punto di forza. Il primo rende bene un Pezzali sempre più consapevole delle proprie capacità ma ancora legato alla normalità dalla quale proviene, Giuggioli porta Repetto verso una dimensione più inquieta, nella quale l'energia e l'entusiasmo della prima stagione lasciano progressivamente spazio alla ricerca di qualcosa che non riesce più a trovare nella band. Bravi anche tutti i comprimari, in testa Davide Calgaro nel ruolo di Cisco. 

La seconda stagione conserva così il tono brillante della prima, con situazioni assurde tra fuochi d'artificio, struzzi notturni e le divertenti disavventure con gli amici di sempre, caricando su una malinconia prima solo accennata. La ricostruzione degli anni '90 è uno degli elementi migliori, mentre l'uscita dalla provincia permette di ampliare notevolmente il mondo visivo della serie. Arrivati alla fine della settima puntata la vera domanda non è più cosa faranno gli 883, ma cosa resterà dell'amicizia tra Max e Mauro una volta compreso di non avere più bisogno l'uno dell'altro per arrivare dove vogliono.