Virtua Fighter 5 R.E.V.O. World Stage: si picchia anche su Switch 2 - Recensione
Il fighting game sviluppato da Ryu Ga Gotoku Studio debutta sull'ammiraglia Nintendo con qualche dovuto compromesso.
Virtua Fighter 5 R.E.V.O. World Stage, dopo aver aggiornato quella formula da fighting game un po' acerba su PC (di cui trovate qui la nostra recensione), si lancia nel mondo delle "portatili ibride" cercando di conquistare un nuovo pubblico di videogiocatori. A dirla tutta, non si tratta del primo debutto su console: il picchiaduro di SEGA, infatti, aveva già raggiunto l'utenza di PS5 e Xbox Series solamente lo scorso ottobre.
Questa volta, però, l'impresa è un po' più complessa del previsto dato che il pubblico a cui si rivolge Virtua Fighter 5 R.E.V.O. World Stage è quello più competitivo, quello che ama la sfida e che compete per il titolo. E diciamocela tutta: chi cerca questa sfida difficilmente potrebbe optare per la versione di Nintendo Switch 2 che, in ogni caso, offre un frame rate rock solid a 60 fps per una giocabilità degna di nota (al netto di un comparto grafico non proprio nitidissimo).
Rispetto all'edizione originale, Virtua Fighter 5 R.E.V.O. guadagna il World Stage, una modalità in cui dovremo vedercela con potenti rivali con l'obiettivo di diventare il combattente più forte che ci sia. Nonostante l'implementazione del crossplay tra più piattaforme e un netcode rollback discreto, questa edizione ne esce con le ossa un po' malconce sull'ammiraglia Nintendo.
Cosa c'è nel "Cabinato"?
Chiunque conosca almeno un minimo il mondo del picchiaduro, ed è stato un felice possessore di un SEGA Saturn o Dreamcast, avrà sentito parlare di Virtua Fighter, uno dei primi precursori del fighting game a tre dimensioni. Una serie storica, tanto che in Giappone continua a “vivere” nei vari cabinati, per la felicità di tutti coloro che possono ancora goderseli (beati loro!).
E torniamo al 2025, un’era in cui il picchiaduro si è evoluto, è più realistico ed è stato anche pensato per abbracciare un po’ tutte abilità videoludiche dei giocatori, da quelli più casual agli autentici pro. Ed è proprio per questi ultimi che è stato pensato Virtua Fighter 5 R.E.V.O., l’ennesima riproposta di un videogioco che ormai sente la necessità di un nuovo capitolo (a quanto pare già in sviluppo).
Il menù principale non mette molta carne a fuoco: oltre alle sempreverdi modalità Allenamento e Versus Locale, ci viene proposta anche la classica modalità Arcade in cui far man bassa di avversari guidati dalla CPU a diversi gradi di sfida. E qui ci troviamo nel vero e proprio Arcade Cabinet da sala giochi: la difficoltà è sempre crescente, con la boss battle finale che si rivelerà davvero una spina nel fianco per chi non allena i polpastrelli da tempo. E, metaforicamente parlando, dopo aver inserito decine di gettoni, eccoci trionfare in barba a tutti i nostri sfidanti. Il premio? Un classico Game Over… come una volta, del resto.
A completare il pacchetto ci pensa una nuova modalità, ovvero World Stage, già introdotta nelle versioni console e come aggiornamento gratuito su PC. Si tratta di un'area in cui saremo chiamati a sconfiggere un numero consistente di avversari: una volta buttati al tappeto, il nostro livello aumenterà e apparirà il giocatore boss che ci consentirà di passare a una nuova arena.
In sostanza, World Stage simula i ranghi della modalità online facendoci disputare match in single player. Man mano che saliremo di grado, i combattimenti diventeranno sempre più impegnativi e ci faranno migliorare in vista dei match multiplayer. Completando le varie sfide potremo anche ottenere oggetti estetici per personalizzare il PG, un po' sulla falsa riga di altri picchiaduro come Tekken o Street Fighter.
Picchia-duro come un tempo!
Nonostante le buone intenzioni, Virtua Fighter 5 R.E.V.O. risulta un po' datato e non apporta molte novità per quel che concerne il combat system: tutto quello che avevate imparato nelle varie incarnazioni, lo ritroverete in toto in questa riproposizione. E a differenza di altri generi, nei fighting game il passare del tempo si fa sentire: con il pad tra le mani (o Arcade Stick che sia), la sensazione è quella di sentire una certa “macchinosità” dei movimenti.
Attenzione però, questo non è necessariamente un difetto, sappiamo benissimo che si tratta di un vecchio picchiaduro che vuole lanciarsi ancora di più sulla scena del competitivo. Però, è un fattore che dobbiamo tenere a mente prima di effettuare l'acquisto.
L’aspetto che ci ha sempre affascinato di questa produzione è la complessità degli scambi di colpi, a tratti molto realistici, senza possibilità di saltare (a parte alcuni casi) e con uno studio dell’avversario molto più tecnico. Infatti, risulterà assai importante saper attendere il momento giusto per attaccare, ma anche quello per difendersi, concatenando più colpi possibili senza dare all’avversario l’opportunità di riprendersi.
Assumono poi un ruolo fondamentale le schivate, ovvero la possibilità di girare intorno all’avversario al momento giusto e scagliare un attacco lateralmente. Scansare un attacco garantirà un vantaggio maggiore rispetto alla guardia anche se non tutti potranno essere evitati, quindi l’attenzione deve essere sempre ai massimi livelli. Ovviamente, lungi da noi dare consigli su come si combatte, anche perché chi sceglie questo tipo di produzione saprà quanto è fondamentale non premere tutti i tasti a casaccio per fare breccia nella difesa altrui. A conti fatti, il sistema di combattimento, per quanto figlio del suo tempo, funziona… e anche decisamente bene.
E online?
Qui viene la nota dolente: in Virtua Fighter 5 R.E.V.O è stato implementato il rollback ma, diciamocelo senza girarci intorno, non è risultato sempre precisissimo (con incontri al rallentatore e un'enorme confusione a schermo). Il problema è dato dalla quasi totale assenza di giocatori che hanno reso le fasi di matchmaking decisamente lente oltre a un ping, talvolta, fuori controllo. E anche se Virtua Fighter 5 R.E.V.O. prevede il crossplay, non siamo riusciti a trovare giocatori provenienti da altre console, ma solo qualcuno che si dilettava su Nintendo Switch 2.
Questo non è mai un buon segnale per un videogioco, un probabile segno che i giocatori più competitivi si siano spostati su PC (piattaforma migliore per i fighting game). Allora ci domandiamo: per quale motivo non li abbiamo incontrati online? Eppure il crossplay era abilitato. A questo non sappiamo rispondere onestamente, ma se tanto ci dà tanto forse abbiamo una soluzione al nostro quesito.
Virtua Fighter 5 R.E.V.O. World Stage, nonostante i miglioramenti e la volontà di inserire nuove modalità, resta troppo ancorato al passato, compreso un comparto audio non proprio brillante. Perdonateci, ma nel 2026 facciamo fatica a sentire “ovattati” gli effetti sonori dei colpi e dei “versi” (si dice così?) che emettono i lottatori nelle fasi di offesa e difesa. Non solo, se si è poco inclini al multiplayer online e si predilige la sfida in solitaria (o gomito a gomito), allora questo capitolo potrebbe lasciare l'amaro in bocca.
Il porting su Nintendo Switch 2 è tutto sommato convincente e anche i caricamenti ci sono sembrati piuttosto immediati. Il problema sono i Joy-Con 2 che risultano poco reattivi con i picchiaduro a causa della grandezza dei tasti, ma questo è un "problema" che affligge il genere sulle console portatili. Il nostro consiglio, qualora decidiate di recuperarlo, è quello di munirvi almeno di un Pro Controller, altrimenti potrete anche dire addio ai vostri amati polpastrelli.