The Occultist, la recensione: diventare degli investigatori del paranormale
L'opera prima di Daloar, seppur con qualche incertezza, garantisce un'esperienza profonda e che farà saltare dalla sedia.
The Occultist è una di quelle produzioni di cui abbiamo bisogno, o meglio, di chiunque ami il mistero paranormale tinto da quelle sfumature horror che rendono il tutto così incredibilmente fuori dall'ordinario. Dopo un rinvio avvenuto esattamente un anno fa, ecco che l'investigatore del paranormale ha preparato tutta la sua attrezzatura (ovvero un pendolo mistico) e si è recato all'isola di Godstone per far luce su un mistero che attanaglia la sua famiglia.
Da parte nostra c'è sempre stata molta curiosità dietro questo progetto che, seppur tragga ispirazione da alcuni esponenti del genere horror videoludico, dimostra una propria personalità e una maturazione ludica: come vedremo, non è semplicissimo far ruotare l'intero gameplay dietro un pendolo, dotato tra l'altro di alcune peculiarità che qualsiasi detective vorrebbe far sue.
The Occultist è un'esperienza abbastanza longeva nella sua linearità, condita da degli enigmi interessanti e ben diversificati. Il giocatore si ritroverà spesso e volentieri a utilizzare tutto il suo acume per proseguire nelle vicende, anche se riscontrerà qualche ripetitività in alcune meccaniche e in qualche enigma. Prima di partire, però, vogliamo rassicurarvi su una questione: se amate i videogiochi dalle venature horror, in cui sarete anche inermi dinnanzi al pericolo, allora il titolo di Daloar potrebbe fare davvero al caso vostro, seppur con qualche piccolo compromesso ludico.
Un'isola inquietante e un padre da ritrovare
Siamo dei detective (ma questo lo sapevamo già), uno di quegli uomini che non conoscono la paura e che hanno impresse nella mente delle immagini che farebbero tremare chiunque. Ma non Alan Rebels, un investigatore del paranormale che dovrà sciogliere dei nodi molto importanti, sanare delle fratture emotive legate alla sua famiglia: insomma, la missione più importante della sua stessa esistenza. E tutto questo prenderà piede quando si recherà a Godstone alla ricerca di suo padre, un luogo che lo aveva ossessionato e su cui pende una maledizione di famiglia.
Ritrovare la figura paterna è lo scopo del nostro viaggio, ma non meno importante è fare luce su delle verità celate per troppo tempo. Ad aiutarci in questa impresa, ci pensa il nostro fedele compagno di avventura, ovvero un pendolo mistico, un particolare amuleto di origine ignota che ci ha accompagnato in tutte le indagini paranormali del passato (ma di cui non si fa accenno in questa traversata).
Pensateci un attimo: avete mai visto Sherlock Holmes senza la sua proverbiale lente d'ingrandimento? Ecco, in The Occultist Alan potrà posizionare il suo pendolo (che terrà tra le mani per tutta l'avventura) vicino l'occhio ed esaminare qualsiasi scena che nasconde, come dire, fenomeni paranormali. Con la "Vera Visio" potremo dunque trovare qualsiasi tipo di anomalia e rivelare oggetti nascosti nel mondo di gioco, come cartoline, lettere o quadri, e addirittura mostrare echi del passato di oggetti perduti che si trovano altrove.
Alan dal canto suo, anche se non è il prode atleta che tutti si aspetterebbero, può correre e attraversare passaggi alti e instabili: sotto questo punto di vista, The Occultist (re)introduce il famigerato sensore di movimento in cui il giocatore sarà chiamato a muovere abilmente il controller per evitare cadute impreviste (per fortuna è una funzionalità alternativa ai comandi classici). Ancora più importante sarà non farsi scoprire dalle varie presenze che animano l'isola, tra cui spettri fin troppo incattiviti e bambole esplosive animate da qualche presenza oscura, nascondendosi accuratamente e mantenendo un passo felpato.
In tal senso, ci piacerebbe molto dirvi che The Occultist sia un gioco in cui ve la vedrete con una miriade di avversari e in cui scappare con la coda tra le gambe debba essere sempre una vostra priorità. Ahinoi, non è sempre così: i cattivoni che vedrete a schermo non saranno molti e talvolta alcuni fantasmi resteranno letteralmente immobili al vostro passaggio. Questo vuol dire che l'esperienza confezionata dai ragazzi di Daloar punta su una tensione più psicologica, tra jump scare improvvisi e aree in cui la paura sarà data solo dalla tensione impressa per decenni dal luogo.
Con questo non vogliamo affermare che The Occultist non sia un gioco di sopravvivenza, anzi, ci saranno delle sezioni in cui se verrete presi alla sprovvista, la vostra salute diminuirà in men che non si dica. Mettiamola così: si tratta di una sopravvivenza soprannaturale in cui l'astuzia gioca un ruolo più decisivo rispetto alla forza bruta. Infatti, Alan non combatterà mai, non avrà nessuna pistola nella fondina o coltello, ma sarà munito unicamente dal suo speciale pendolo mistico, il vero e proprio punto focale di questa interessante esperienza horror.
Quest'ultimo infatti, proseguendo con la traversata verso la verità, acquisirà nuovi e intriganti poteri tra cui il "Tempus Fugit", un'abilità che permetterà di manipolare il tempo su alcune anomalie che hanno lasciato una traccia temporale. In pratica, potremo ricostruire statue rotte oppure riordinare le scrivanie per riportarle ai fasti del passato (e magari scoprire anche qualche indizio). Il nostro fedele artefatto acquisirà un totale di 4 abilità, che non vi sveleremo nella loro interezza per non rovinarvi l'esperienza.
Tra enigmi e qualche piccolo inciampo
The Occultist è dunque un'avventura horror e mistica in cui bisogna esaminare bene ogni scena per superare le svariate location, che spaziano da una casa infestata fino a un lugubre circo/parco divertimenti, in cui potrete intravedere anche qualche pagliaccio fantasma. In ogni luogo, un po' sulla falsariga di Resident Evil, Alan dovrà risolvere svariati enigmi ambientali e raccogliere alcuni oggetti unici, come chiavi o tesserini, da utilizzare al momento giusto.
La risoluzione non è sempre immediata e sarà necessario un po' di intuito per capire esattamente cosa fare: una sensazione che non provavamo da un po' di tempo e che ci ha riportato a quei momenti in cui bisognava girare ed esaminare attentamente per poter trovare una via d'uscita. E poi, puntualmente, si dimostrava più semplice del previsto: non bisogna, a tal proposito, mai dimenticarsi di guardare il taccuino.
Questo per dirvi che, nonostante qualche leggera "frustrazione", gli enigmi non mancano e non sono così terribili da farvi letteralmente gettare a terra il controller. Forse, dove inciampica un po' The Occultist è sulla varietà degli enigmi proposti: spesso e volentieri dovremo scrivere dei nomi per aprire delle porte oppure immettere delle sequenze su degli appositi glifi. Oltre a questo, bisogna anche riconoscere che non c'è stato sempre un perfetto bilanciamento tra l'esplorazione e la componente d'azione.
Alan raramente si ritroverà a fuggire dagli avversari e la paura che si proverà, come detto, sarà legata più agli ambienti tetri e alle strane presenze che piomberanno mentre saremo concentrati a risolvere qualche puzzle. In questo, nonostante tutte le buone idee e una storia tutto sommato interessante, si intravede ancora un po' di inesperienza del team di sviluppo. Ma, lasciatecelo dire, non ce la sentiamo di sentenziare dato che The Occultist è un'esperienza tutto sommato convincente.
Dal punto di vista grafico bisogna dire che è stato fatto un discreto lavoro soprattutto per quel che concerne gli ambienti, che appaiono dettagliati e marcescenti al punto giusto. Dal canto suo, il gioco paga lo scotto su PS5 standard in termini di fluidità, risultando più appesantito del voluto e con diversi cali prestazionali. È così palese come su console The Occultist fatichi in termini di resa generale, ma nulla che impedisca la fruizione generale dato che non vivremo un'azione così veloce tanto da avere bisogno di un monitor da 120hz.
Buono anche il doppiaggio (in lingua inglese con sottotitoli in italiano), soprattutto quello di Alan che a qualcuno potrebbe ricordare Geralt di Rivia di The Witcher: infatti, il doppiatore è proprio Doug Cockle, un vero fuoriclasse nel rendere il protagonista più profondo nei suoi monologhi. Tra cambi di ambientazioni iconiche che lasciano il giocatore con il fiato sospeso, enigmi ambientali abbastanza variegati e momenti di tensione, The Occultist potrebbe risultare un convincente esponente per tutti gli amanti del genere horror.