Starfield: Recensione del suo atterraggio su PlayStation 5

Starfield arriva su PlayStation 5 arricchito dalle espansioni

di Simone Marcocchi

Starfield arriva su PlayStation 5 e PlayStation 5 Pro quasi tre anni dopo il debutto originale su PC e Xbox Series, in una versione che Bethesda ha presentato come la più completa in assoluto, comprensiva di tutti gli aggiornamenti maggiori pubblicati nel tempo e accompagnata dal grande update gratuito Free Lanes e dal nuovo DLC narrativo Terran Armada, oltre alla già nota espansione Shattered Space. Il risultato è un’opera che, almeno nelle intenzioni, vuole rappresentare il punto d’arrivo dell’universo scifi di Bethesda su console Sony, ma che nella pratica mette immediatamente in evidenza i limiti tecnici di un porting ambizioso e complesso.

Dal punto di vista del porting, Starfield su PS5 mostra chiaramente il lavoro di adattamento di un titolo nato per un ecosistema hardware differente. L’integrazione delle funzionalità DualSense è ben riuscita: grilletti adattivi differenziati per armi e astronavi, feedback aptico marcato durante scontri a fuoco e dogfight, uso del touchpad per accessi rapidi a scanner e mappa. Si tratta di trovate che aumentano l’immersione e che non risultano mai invasive, ma che restano un contorno raffinato attorno a un cuore tecnico che fatica a trovare una piena stabilità. Il porting non snatura l’esperienza originale, ma ne eredita tutti i compromessi strutturali, amplificandoli in alcuni casi.

La lucentezza della nave

La resa grafica varia sensibilmente tra PS5 base e PS5 Pro. Su PlayStation 5 standard troviamo le classiche modalità Qualità e Prestazioni, con la prima ancorata ai 30 fotogrammi al secondo in risoluzione dinamica vicina al 4K, e la seconda mirata ai 60 fps con compromessi importanti su distanza visiva, qualità delle ombre e densità della vegetazione. Su PS5 Pro entra in gioco una modalità visiva avanzata che sfrutta l’upscaling PSSR, garantendo un colpo d’occhio più pulito e una maggiore definizione nei contesti spaziali e urbani. Tuttavia, anche nella configurazione migliore, Starfield non riesce mai a scrollarsi di dosso una certa rigidità tipica del Creation Engine 2, con animazioni facciali altalenanti, illuminazione globale discontinua e una gestione degli interni ed esterni che rimane meno impressionante rispetto alle produzioni open world più moderne.

La fluidità rappresenta uno degli aspetti più critici, soprattutto se paragonata alla versione PC. Su computer ben configurati Starfield riesce oggi a offrire framerate elevati e maggiore controllo su ogni parametro grafico, mentre su console l’esperienza è vincolata a preset che non sempre riescono a mascherare i cali nelle aree più dense, come New Atlantis o Akila City. Su PS5 Pro la situazione migliora solo parzialmente: il framerate può salire, ma tende a oscillare in modo irregolare, rendendo percepibili stutter e microscatti che spezzano la continuità dell’esplorazione. Rispetto a Xbox Series X, la versione PlayStation appare meno stabile allo stato attuale, un paradosso considerando l’ottimizzazione maturata nel tempo sulla piattaforma Microsoft.

Nel confronto diretto con PC, emergono anche limiti legati alla gestione delle mod e delle Creations. Il supporto su PS5 è presente ma più restrittivo, con una selezione inferiore e vincoli più stringenti rispetto alla libertà offerta su Steam e Microsoft Store. Questo incide sulla longevità e sulla possibilità di personalizzare l’esperienza, soprattutto per quei giocatori che su PC hanno trasformato Starfield in qualcosa di profondamente diverso nel corso dei mesi.

Sul fronte dei contenuti, la versione PS5 si presenta però estremamente ricca. Shattered Space aggiunge una campagna più concentrata e cupa, ambientata su Va’ruun’kai, con una struttura più guidata e una direzione artistica più marcata rispetto al gioco base, mentre Terran Armada amplia l’esperienza con un arco narrativo su scala galattica, nuove incursioni ripetibili, tecnologie inedite e un compagno aggiuntivo. Il tutto è affiancato dall’update Free Lanes, che interviene pesantemente sul gameplay introducendo il viaggio libero all’interno dei sistemi stellari, nuovi eventi spaziali, veicoli terrestri aggiuntivi e migliorie sostanziali al New Game+. Dal punto di vista dell’offerta, Starfield su PS5 è davvero la versione più densa di contenuti mai pubblicata.

"Houston, abbiamo un problema"

Un discorso a parte meritano però i problemi attuali. Al momento del lancio su PlayStation 5 e PS5 Pro, Starfield soffre di crash frequenti, freeze improvvisi e, nei casi peggiori, blocchi completi del sistema che costringono a riavviare la console, con segnalazioni di salvataggi corrotti e instabilità accentuate soprattutto nelle sessioni più lunghe e nelle fasi di esplorazione planetaria. Le analisi tecniche hanno evidenziato problemi legati all’upscaling PSSR su PS5 Pro e a una gestione poco prevedibile delle risorse di sistema, tanto da spingere alcuni utenti a richiedere rimborsi sul PlayStation Store. Bethesda ha riconosciuto pubblicamente la situazione e promesso hotfix a breve termine (forse nella stessa settimana in cui leggete queste righe), ma allo stato attuale l’esperienza resta irregolare, rendendo Starfield su PS5 un prodotto affascinante, ricco e ambizioso, ma ancora lontano dall’essere davvero rifinito e affidabile come ci si aspetterebbe da un titolo di questa portata

In definitiva è un prodotto da acquistare e nella sua forma più completa. Impressionante la quantità di contenuti, di ore di gioco, di storie e di mondi, oltre alle cose da fare... problemi a parte, tutti superabili, lasciatevi coinvolgere!