Romeo is a Dead Man: la Recensione del nuovo delirio di Suda51

Un No More Heroes a spasso nel tempo con qualche occasionale citazione Shakespeariana

di Tommaso Alisonno

Quando si sa di aver a che fare con le opere di Goichi “Suda51” Suda bisogna prepararsi a tutto e al contrario di tutto: Romeo is a Dead Man è, ancora una volta, una valida dimostrazione di questa tesi. Il nuovo personaggio concepito dal papà di No More Heroes, Lollipop Chainsaw e Killer is Dead è, infatti, immerso in un concept assolutamente fuori di testa che riesce a far confluire in un'unica opera canoni di fantascienza, di horror, di pulp/splatter e di occultismo infarciti qua e là da citazioni shakespeariane. In un contesto simile la nostra canonica frase “andiamo con ordine” perde pertanto di significato ma cercheremo comunque di dare forma al discorso sul nuovo titolo di Grasshopper Manufacture.

Romeo è un uomo morto – la storia comincia più meno così

Romeo Stargazer è un giovane vicesceriffo in forze presso la cittadina di Deadford, famosa a suo dire per due dettagli irrisori: i pomodori e il fatto che nel 2019 uno scienziato di nome Benjamin Stargazer (nonno di Romeo) abbia sbrindellato il continuum spazio-temporale realizzando la prima macchina del tempo della storia. Da allora gli episodi inspiegabili si sono moltiplicati, a partire dal ritrovamento di una ragazza priva di memoria di nome Juliet con cui Romeo intesse rapidamente una relazione sentimentale. Le cose precipitano quando Romeo perde un braccio e mezza faccia a seguito dell'aggressione di un Demone Bianco: viene soccorso proprio da nonno Benjamin, giunto da chissà dove e quando, che applicandogli un dispositivo chiamato Deadgear lo trasforma in Deadman. Adesso Romeo è un agente della divisione spazio/tempo dell'FBI e tramite l'astronave Last Night deve individuare e sopprimere tutte le minacce che saltabeccano per la storia provocando morti e sofferenze alla popolazione.

Se vi sembra che la trama così esposta sia strampalata e piena di buchi non avete ancora visto niente: una delle prime realtà con cui occorre venire a patti in Romeo is a Dead Man è il fatto che tantissime cose che hanno perfettamente senso se prese singolarmente non abbiano nessuna apparente correlazione tra loro. La narrazione è infatti discontinua e spezzettata, alternando sequenze cinematiche, animazioni bidimensionali o tavole da fumetto con stili e ritmi spesso molto differenti, ripetendo le stesse scene con piccole o grandi modifiche, riempiendo gli spazi tra una fase di gameplay e l'altra con tante domande e poche risposte. Romeo è vivo o è morto? È sveglio o sta sognando? Chi è Juliet e che ruolo ha nella vicenda? Come hanno fatto Romeo, la madre e la sorellina Luna a trovarsi tutti sulla Last Night? E perché, soprattutto, Benjamin si è trasformato in una toppa animata sulla schiena della giacca di Romeo?

Romeo è un uomo violento – la base del Gameplay

Provando ad edulcorare l'esperienza di gioco dalle follie della trama e dell'ambientazione, Romeo is a Dead Man si configura sostanzialmente come un arcade in terza persona: ciò che Romeo dovrà fare consisterà dunque nel fronteggiare torme di nemici mentre cerca di dipanare il percorso che lo porterà all'immancabile scontro contro il boss di turno. Per fare ciò il nostro Deadman potrà contare su 4 armi da mischia e 4 a distanza: inizialmente avrà solo la Katana dalla lama seghettata e la pistola, ma spendendo l'apposita valuta presso la Last Night potrà sbloccare lo spadone a due mani, le manopole e la doppia spada scomponibile per la mischia, nonché lo shotgun, la mitragliatrice e il lanciamissili per la distanza. Ciascuna arma potrà poi essere potenziata con un'altra risorsa migliorandone le caratteristiche, il ché è importante se si considera che contro determinati nemici alcune armi saranno di base più efficaci di altre.

Il pattern dei comandi prevede pertanto l'attacco veloce, quello potente, il salto e lo scatto, più la mira e il fuoco per l'arma a distanza equipaggiata; occhio ai tempi di ricarica perché sono piuttosto importanti e tendono a lasciare Romeo indifeso. Riempendo un'apposita barra sarà poi possibile eseguire una mossa devastante che, tra l'altro, permette al protagonista di rigenerare un po' di salute. Oltre a queste armi, Deadman potrà portarsi appresso dei “Bastardi”, sorta di Zombie evocabili per ottenere attacchi o difese speciali e che dopo l'uso richiedono lunghi tempi di ricarica. I Bastardi potranno essere coltivati [come piante] presso l'apposita serra e fusi tra loro per ottenere esemplari più potenti. Per potenziare le altre caratteristiche di Romeo, come danni di base, difesa, barra della vita e altro ancora, sarà necessario cimentarsi in un vero e proprio sotto-gioco di labirinto in cui la valuta di gioco viene spesa per percorrere più strada.

Il minigioco del potenziamento è solo una delle digressioni che il gameplay si prende rispetto allo schema standard dell'action game: la succitata ricerca del percorso che conduce al boss, per esempio, richiederà spesso di accedere a una sorta di mondo parallelo digitale denominato Subspazio dove non sono presenti nemici ma in cui occorrerà risolvere alcuni enigmi per raggiungere i passaggi successivi, in maniera molto labirintica. Altri enigmi saranno del canonico tipo “trova chiave e usala sulla porta”, ma non mancheranno sessioni blandamente Stealth in cui cercare di evitare nemici che per il momento non è possibile affrontare, viaggi spaziali alla guida della Last Night o ulteriori digressioni.

Romeo è un uomo stiloso – la realizzazione secondo Suda51

Così come la trama è un patchwork di generi e di elementi assemblati in maniera caotica [realmente o apparentemente? Scopritelo voi!], anche la realizzazione di Romeo is a Dead Man si prende ampie licenze. L'ambiente di gioco – inteso come gameplay standard – è normalmente composto da aree discrete collegate tra loro in vario modo e mai particolarmente ampie; ugualmente piuttosto limitato è il campo visivo e quello percettivo dei nemici, ma questo non ha permesso di collocarne quantità anche cospicue nella singola stanza. Nel Subspazio, dove il dettaglio delle texture è molto più modesto, il campo visivo cresce notevolmente.

Il modello di Romeo e quelli dei boss sono egregiamente realizzati ed animati, ma tra i nemici comuni il dettaglio cala considerevolmente: ok che non c'è la pretesa di avere un'opera realistica, ma i Bastardi, per dirne una, sono probabilmente a livelli di PS3. Anche gli effetti speciali sono abbastanza modesti, sebbene sia innegabile che la quantità di gore su schermo sia decisamente elevata. Come abbiamo accennato, però, la realizzazione grafica del prodotto non è limitata alle sessioni di gameplay standard ma spazia su molti generi: per esempio, l'interno della Last Night è realizzato in 2D pixel-art, alcuni personaggi si presentano sotto forma di filmati in stile Anime, i boss sono sempre introdotti da dialoghi su tavole di fumetto... ogni nuovo pezzo del puzzle che ci si para davanti durante l'esperienza di gioco è un piccolo trauma stilistico rispetto a tutto il resto. Il discorso vale anche per la colonna sonora, la quale unisce insieme death-metal, punk, RAP, musica classica, Jazz e variazioni dissonanti di tutte queste cose. Il gioco è egregiamente doppiato unicamente in Inglese, ma la traduzione dei testi in Italiano è decisamente valida.

Romeo è un uomo discreto – il nostro commento finale

Come abbiamo premesso in testa all'articolo, prima di approcciarsi alle opere di Suda51 è bene liberarsi da pretese e aspettative perché la firma stilistica dell'autore è quella di malmenare gli standard narrativi e di gameplay sottomettendoli alla propria visione strampalata del media. Romeo is a Dead Man non fa certamente eccezione: una trama sconcertante, un'ambientazione allucinata, nemici che spaziano dal pacchiano al delirante, personaggi fuori di testa [tra gli altri una donna-gatto, un uomo nero che vive in uno schermo e una mascotte parlante], cambi di ritmo e di stile subitanei e jump-scare al limite del becero. E, naturalmente, il tutto condito da sangue a pacchi. Se è questo quello che cercate nell'esperienza di gioco, siete nel posto giusto.

Purtroppo il nostro compito è quello di essere critici ed obiettivi: una volta spogliato il gioco di tutto il substrato allucinato, per spiritoso e stiloso che sia, quello che rimane è un action-game abbastanza classico con sequenze di combattimento lineari, nemici che col tempo si fanno sì più numerosi, vari ed agguerriti ma che sostanzialmente si affrontano su per giù con le medesime tecniche, boss più belli a vedersi che non a combattersi ed enigmi utili più a spezzare il ritmo che non a solleticare i neuroni. Niente di “brutto”, intendiamoci: il ritmo di gioco è comunque valido, le sequenze di combattimento divertenti e la qualità dell'opera in generale valida, ma sotto questo profilo Romeo is a Dead Man finisce nel cestone dei giochi che, pur facendo il loro lavoro secondo contratto, non fanno praticamente nulla per emergere o innovare veramente il media.

Se quindi state cercando “il nuovo grande capolavoro di Suda51”, difficilmente lo troverete in Romeo is a Dead Man. Troverete un gioco divertente e decisamente folle, questo sì. Se vi basta...