Rhythm Paradise Groove, Switch inaugura l’estate a ritmo di musica

Nintendo celebra il ventesimo anniversario della saga di Rhythm Paradise con un nuovo capitolo. Brani inediti accompagnano una formula rodata e ancora più accessibile

di Jacopo Retrosi
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Sin dal suo debutto su GBA nel 2006 (solo in Giappone, purtroppo), la saga di Rhythm Paradise è approdata su tutte le console di casa Nintendo, Wii U permettendo. Erano però quindici anni che non usciva un vero e proprio sequel, visto che Megamix per 3DS era un... “megamix” delle passate edizioni. Con l'attenzione del pubblico ormai rivolta a Switch 2 e la serie che sta per spegnere venti candeline, la casa di Kyoto ha ben pensato di rivitalizzare il franchise con Rhythm Paradise Groove, in uscita tra qualche giorno su Switch. Cambiano le melodie, ma non la musica, per un pacchetto che delizierà i fan storici e saprà accoglierne di nuovi.

Rhythm Paradise Groove: un rhythm game accessibile a tutti

Per chi non lo conoscesse, Rhythm Paradise è un rhythm game dall’anima casual. Niente canzoni su licenza o classifiche da scalare come in un Beatmania o un Guitar Hero, solo brevi prove ritmiche in cui rispondere ai vari segnali andando a tempo. Ogni livello ha le sue meccaniche, il suo motivetto e un bizzarro contesto per dare un senso all'azione, come partecipare a una coreografia di danza con gli spazzoloni, aggirare un'inquietante luna che starnutisce o respingere asteroidi con un boomerang laser. Chiunque può giocare, a meno che proprio non riesca a mettere insieme due note di fila, e le prove più avanzate danno un bel po’ di filo da torcere. Ci sono poi tanti bonus da sbloccare, minigiochi assortiti e una modalità multiplayer competitiva e cooperativa. Il tutto a un prezzo di favore. Difficile chiedere di meglio.

Rhythm Paradise è sempre stato piuttosto facile da approcciare, tra tutorial esaustivi per prendere confidenza con gli “spartiti”, suggerimenti su dove e come migliorare, e persino la possibilità di saltare i livelli più indigesti, ma Groove si spinge ancora più in là. Non solo si può infatti compensare il ritardo degli input rispetto al proprio televisore, minimizzando lo scarto dalla modalità portatile, più responsiva, ma è inoltre presente un’opzione per leggere ad alta voce i testi a schermo e descrivere le immagini. In pratica anche persone con seri problemi alla vista possono partecipare senza particolari impedimenti e su qualunque dispositivo, un proposito che apprezziamo.

Rhythm Paradise Groove: 80 livelli e un gameplay sempre diverso

Quanto al gioco in sé, il primo impatto non è bellissimo. La saga ha fatto del minimalismo uno dei suoi mantra, ma qui si esagera un attimo, con lunghe liste di voci incastonate in riquadri asettici. Una soluzione forse dovuta alle esigenze di accessibilità menzionate prima, dato che in questo modo basta scorrere l’analogico per accedere all’intero catalogo. Si sarebbe potuto comunque adottare un design più accattivante. I menù delle modalità principali perlomeno utilizzano il classico stile elegante, funzionale e molto colorato.

Switch ha tanti gingilli per poter azzardare un sistema di controllo alternativo, ma gli sviluppatori di Rhythm Paradise Groove hanno preferito (per fortuna) uno schema più tradizionale. Che si tratti di saltellare a ritmo di “pa pi pu pe po” o schiacciare lattine giganti a martellate, viene chiesto quasi esclusivamente di premere il tasto A e al più un paio di pulsanti della croce direzionale. La “campagna” in singolo è composta da 80 livelli, distribuiti in blocchi da cinque. Una buona porzione è costituita da versioni più complesse di quelli incontrati in precedenza e dai remix, che combinano l’intero blocco in prove apposite, tuttavia ogni volta vengono introdotte nuove meccaniche e melodie dedicate. La varietà non manca di certo.

Rhythm Paradise Groove: una sfida accessibile ma tutt'altro che banale

Completare gli scenari non è particolarmente oneroso. Il gioco è molto permissivo e fa di tutto per aiutare, pertanto arrivare ai titoli di coda è questione di poche ore. Diventare bravi però è un altro paio di maniche. Portare a termine i livelli senza troppi errori (specie se di fila o legati a un determinato segnale) garantirà delle medaglie, che se accumulate sbloccheranno minigiochi e attività extra, e talvolta vi verrà proposto di tentare un “perfetto”. Qui Groove dà il meglio (o il peggio, a seconda dei casi) di sé, perché occorre essere precisi al centesimo di secondo e si hanno solo tre chance per riuscirci.

È una sfida che si affronta volentieri, grazie a una risposta agli input immediata, pattern di facile lettura e semplici da memorizzare, transizioni e caricamenti tempestivi. Va da sé che alcuni livelli sono più intuitivi e abbordabili di altri. Non è raro che il gioco provi a fregarvi cambiando cadenza, prospettiva e animazioni sullo sfondo, o ancora oscurando la visuale e saltando i battiti, e in un paio di occasioni ci va giù pesante. Il beat però è sempre quello, quindi se si mantiene la concentrazione è possibile restare sul pezzo in scioltezza. L’unica agevolazione che non mi dispiacerebbe è un indicatore o una nota a margine per capire se eventuali errori sono dovuti al troppo anticipo o ritardo sul tempo, dato che nella foga del momento spesso è difficile rendersene conto.

Gradita la presenza di una componente multiplayer, anche se non vanta molte attrattive. Gli otto minigiochi (ognuno in tre varianti, per un totale di 24) sono idee simpatiche da proporre per un breve diversivo in compagnia, ma non mi sembra abbiano il potenziale per calamitare intere serate. Quelli competitivi in particolar modo si rivelano abbastanza fiacchi, ma ci sta, considerata la natura del titolo. Per i completisti, anche qui ci sono medaglie e ricompense da arraffare.

Rhythm Paradise Groove: grafica essenziale e colonna sonora irresistibile

Sul versante tecnico, Rhythm Paradise non è davvero progredito dall’era GBA; è solo aumentata la risoluzione. Disegni stilizzati dai contorni marcati, animazioni semplici e colori sgargianti la fanno da padrone, una scelta che non potrebbe essere più azzeccata allo spirito del gioco e alla sua fruibilità. Ogni scena è facilmente riconoscibile e tutti gli elementi a schermo sono chiari e ben evidenziati, cosa che aiuta a prendere subito confidenza con il ritmo. Gli effetti visivi sono tanti, ma si susseguono in perfetta armonia, enfatizzando la coreografia, per un quadro che fa della leggibilità il suo punto forte.

Discorso analogo per la colonna sonora, che annovera una pletora di canzoni e brani orecchiabili e spazia tra diversi generi e lingue (italiano compreso). Eccellente il mixaggio audio, che nonostante musica, effetti sonori e voce riesce sempre a far spiccare le indicazioni rivolte al giocatore. E senza alcuna esitazione. Non c’è una singola fonte che non si agganci alla melodia, per coreografie insospettabilmente ricercate. E una volta che un motivetto vi entra in testa è difficile toglierlo da lì.