Rainbow Legends: Recensione di un card game con buone premesse ma una mediocre rappresentazione

Rainbow Legends posizionare le carte e occupare territori è fondamentale

di Simone Marcocchi
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Per quanto in questo gioco la narrazione funga soprattutto da cornice per l'esperienza roguelike, accompagnando il giocatore attraverso diverse avventure, incontri casuali e percorsi che si intrecciano con le peculiarità delle classi disponibili, aiuta nella lore. Ogni personaggio possiede un proprio background e affronta una serie di eventi che contribuiscono a dare personalità all'universo di gioco, ma il vero protagonista resta il gameplay strategico, con la progressione narrativa che si sviluppa principalmente attraverso le run e i contenuti sbloccabili.

Rainbow Legends è un Risiko 2D

Il gameplay di Rainbow Legends ruota attorno a un'idea molto semplice: conquistare e mantenere il controllo del territorio. Ogni combattimento si svolge su una griglia composta da caselle che possono essere occupate, difese o contese dai due schieramenti. Le carte utilizzate dal giocatore non servono esclusivamente ad attaccare o difendersi, ma permettono anche di modificare il campo di battaglia, piazzare strutture speciali e influenzare il controllo delle varie zone. Il danno inflitto alla fine di ogni turno dipende infatti anche dalla differenza di territorio controllato tra i contendenti, una meccanica che rende fondamentale la gestione dello spazio disponibile.

Come in ogni deck builder roguelike, il giocatore inizia con un mazzo limitato che viene progressivamente ampliato durante la partita. Dopo ogni vittoria è possibile ottenere nuove carte, reliquie e potenziamenti che permettono di personalizzare il proprio stile di gioco. La scelta delle ricompense assume un'importanza cruciale, perché una carta apparentemente modesta può diventare devastante se combinata con determinate reliquie o abilità di classe.

Le classi disponibili offrono approcci molto differenti. Alcune sono specializzate nelle combo e nella duplicazione degli attacchi, altre puntano sulla conquista rapida del territorio, mentre altre ancora prediligono la creazione di strutture o l'evocazione di unità che influenzano il campo di battaglia nel corso dei turni. Questa varietà modifica sensibilmente il ritmo delle partite e incoraggia la sperimentazione, aumentando notevolmente la rigiocabilità. 

Al di fuori dei combattimenti, il giocatore attraversa percorsi ramificati ricchi di eventi casuali, incontri speciali, negozi, enigmi e boss. Ogni run presenta variabili differenti che costringono a modificare continuamente la propria strategia. Non esiste una build universale capace di garantire la vittoria in ogni situazione: il gioco premia l'adattabilità e la capacità di prendere decisioni efficaci sulla base delle opportunità offerte dalla partita in corso.

La vera forza del gameplay di Rainbow Legends risiede proprio nell'unione tra deck building e controllo territoriale. Mentre molti esponenti del genere si concentrano esclusivamente sulla gestione della mano e delle risorse, qui ogni carta deve essere valutata anche in funzione della sua posizione sul campo e del vantaggio strategico che può garantire nel lungo periodo. Questo rende ogni scontro più tattico e meno prevedibile, offrendo una profondità sorprendente che distingue il titolo dalla maggior parte dei suoi concorrenti. 

Il fatto quindi che sia progettato bene sulla carta non lo rende immune da situazioni che ben prestano risultano fastidiose. Un bilanciamento folle, carte poco incisive, poco diversificate e meccaniche che spremono molto poco la vostra fantasia, per un risultato finale che non stuzzica la fantasia dei giocatori, per quanto chi abbia la voglia di essere