Over the hill, il campeggio in fuoristrada è più divertente in compagnia – Recensione PC 

Gli autori di art of rally mettono da parte le corse per darsi all’esplorazione off-road. Un viaggio periglioso da condividere con gli amanti della natura e dei voli negli strapiombi

di Jacopo Retrosi
Segui Gamesurf su Google

Sin dal suo debutto sul mercato, Funselektor si è distinta per giochi di guida atipici e caratterizzati da atmosfere molto “zen”. Con over the hill, lo studio canadese abbandona auto da corsa e competizioni in favore di robusti fuoristrada e passi montani dissestati, senza però perdere il suo tocco. Potete immaginarlo come il connubio tra un MudRunner a caso e il recente Big Walk. Dobbiamo sì navigare terreni impervi e decisamente inadatti alle ruote di un veicolo, ma senza troppo impegno, e possiamo trascinare fino a tre amici nell’impresa, strattonandoci a vicenda con il gancio da traino e ridendo delle proprie disgrazie. Perché le mete sono tante, ma è il viaggio quello che conta.

Dopo un breve tutorial tenuto letteralmente da Budda, il gioco ci lascerà liberi di andare dove e come ci pare per sentieri. In over the hill non c’è infatti un reale obiettivo, bensì diverse regioni dalla topografia più disparata, piene di oggetti smarriti, scorci suggestivi e sfide da superare. Le dimensioni delle mappe sono piuttosto generose e saranno inizialmente oscurate e prive di riferimenti, eccetto per i rifugi, che potremo usare come checkpoint per ricaricare le pile e muoverci rapidamente. L’idea è puntarne uno e cercare di raggiungerlo senza sfracellarsi, rivelando man mano nuovi segreti, fino a svelare l’intera area.

La principale risorsa sui monti sono le casse di rifornimento in cui troveremo decorazioni (puramente estetiche) per il nostro mezzo, come rinforzi per il paraurti, lampeggianti, antenne, bagagli per il tetto, attrezzi, ruote di scorta, filari di luci natalizie, assi del gabinetto, teschi di animali da incollare sul cofano... C’è un sacco di roba, che permette di dare quel tocco di personalità al proprio compagno motorizzato di ventura. Abbiamo poi punti panoramici per qualche foto ricordo, animali allo stato brado da immortalare (occhio solo a non disturbarli troppo) e meteoriti da disincagliare. Ogni scoperta ci fornirà crediti con cui migliorare le prestazioni del veicolo al garage, come la potenza del motore, l’altezza delle sospensioni, la rigidità della scocca, la resistenza agli urti e all’allagamento, la capienza dell’inventario... Per sbloccarne di nuovi invece dovremo completare i tortuosi percorsi che metteranno a dura prova la nostra padronanza del modello di guida e del motore fisico.

Pad alla mano, over the hill simula discretamente il comportamento delle ruote su terreni accidentati e fangosi. La velocità di crociera è bassa, ma dovremo spesso rallentare ulteriormente per non danneggiare il telaio o guadagnare trazione con l’assetto basso. In caso di difficoltà possiamo agganciarci ad alberi o arbusti per una spinta extra, e se questi mancano possiamo prendere un picchetto dallo “zaino”, assieme ad altri strumenti per aiutarci nelle situazioni più spinose. Le scorte sono risicate, ma non ci sono penalità o costi nel loro utilizzo. Anche le riparazioni sono gratuite, e non rimarremo mai davvero a piedi, tuttavia allo scendere della “barra vita” peggiorerà il rendimento del mezzo. Il suolo si deforma leggermente al nostro passaggio, ma non mi pare influenzi la tenuta di strada, a differenza di acquazzoni e tormente, che rendono tutto scivoloso.

È un’esperienza dai ritmi pacati, senza pretese, ideale per staccare la spina e perdersi in luoghi pittoreschi nella natura incontaminata, tra il borbottio del motore, il fruscio degli pneumatici e melodie serene in loop alla radio. Sebbene però sia presente una componente singleplayer, gli sviluppatori hanno decisamente favorito le carovane più numerose, risultando in un bilanciamento poco favorevole per gli avventurieri solitari.

Di base, il kit dei giocatori è lo stesso in entrambe le modalità. Quello che cambia è il numero di fuoristrada a schermo, che sì aggiungono caos, ma anche un valido sostegno per uscire dai guai. Incastrarsi sulle rocce o cappottarsi è questione di un attimo, ma basta avvinghiarsi ai compagni o essere spintonati per riprendere la marcia. Da soli che si fa? Non sempre c’è un tronco su cui fare leva, specie nelle aree più brulle, e abbiamo di solito un paio di picchetti di scorta, che di certo non bastano per le arrampicate più lunghe. Abbandonare una scalata dopo tanta fatica è alquanto frustrante e va contro lo spirito del gioco. Ragion per cui aumenterei la quantità di oggetti trasportabili quando si è offline; non credo che qualcuno ne avrà a male.

Un altro aspetto che rivedrei è la gestione del parco auto. Ci sono infatti un sacco di vetture e, nonostante l’assenza di parametri in bella mostra, ognuna vanta pregi e difetti quando si vanno a considerare fattori come velocità di punta, coppia, peso, altezza da terra, angolo di sterzata, baricentro... Possiamo passare dall’una all’altra in qualunque momento per verificarlo di persona, tuttavia, dato che ogni mezzo si potenzia a parte e non ci sono fisicamente abbastanza risorse per tutti, si è un po’ restii a investire quattrini per massimizzarne la resa. A meno che non abbiate intenzione di resettare regolarmente i progressi o grindare meteoriti. Forse si poteva aumentare il costo dei vari power-up, ma renderli disponibili all’intero roster, e al tempo stesso far sì che i singoli elementi potessero accedervi una volta percorsi un certo numero di chilometri, come già avviene per le livree speciali.

Sono comunque considerazioni che non intaccano più di tanto una formula che funziona molto bene e, come ribadito più volte, dà il meglio di sé in multiplayer. Magari l’atmosfera non sarà altrettanto rilassante con un coro di voci che sghignazza mentre ci si butta a vicenda nei dirupi, ma le scampagnate non potrebbero essere più divertenti. I server supportano stanze fino a quattro giocatori, pubbliche oppure private tramite password. La qualità dell’esperienza varia in base alla connessione dell’host, con lag e collisioni barbine se la stabilità non è al top, ma per il resto non ho riscontrato problematiche. Il gioco poi supporta già le mod, che possiamo portare con noi online. Perlopiù abbiamo skin alternative e qualche model swap, ma se la situazione è questa prima del day one è solo questione di tempo prima che saltino fuori meccaniche inedite. Una cosa che manca? La possibilità di disegnare sulla cartina. Comodo piazzare indicatori, visibili anche dagli altri, ma poter tracciare rotte aiuterebbe molto la comunicazione (un po’ come in Slay the Spire 2).

Il pacchetto al momento include due regioni, Canada e Algeria, per un totale di cinque mappe. Biomi e level design sono ben diversificati, impegnativi al punto giusto e ricchi di opportunità per esplorazioni più o meno ortodosse. Vedere tutto vi porterà via circa 15-20 ore, di più se puntate al 100%. Affrontare l’avventura in solitaria è fattibile, ma richiede più pazienza; meglio tra amici, a meno che proprio non amiate il genere.

Sul profilo tecnico, modelli low-poly e colori pastello caldi denotano un quadro davvero grazioso, con ottimi effetti di luce e scorci niente male. C’è un netto contrasto tra la vegetazione minimale e il nostro fuoristrada iper-accessoriato, che risalta così nella scena; inoltre, una serie di accorgimenti fanno sì che la nostra posizione sia sempre bene in vista anche in mezzo alla boscaglia. Su PC il gioco è leggero, con tempi di caricamento veloci, prestazioni stabili e tante opzioni per ottimizzare ulteriormente il carico. Piacevole la colonna sonora, che scompare sullo sfondo per lasciare il palcoscenico a un’effettistica ambientale piuttosto credibile, tra cinguettii, soffi di vento e gocce di pioggia che picchiettano sui tetti. C’è una gran pace, salvo beccare il solito buontempone con la sirena della polizia sparata a palla nelle vallate (che poi sarei io).