Nel duro medioevo di 1348 Ex Voto

Un violento viaggio nell'Italia medievale firmato da Sedleo, debuttante studio italiano

di Claudio Magistrelli

Armi, donzelle e cavalieri: questo è l'immaginario che un po' tutti associamo al medioevo, retaggio dello studio scolastico e dei poemi epici. Il medioevo di 1348 Ex Voto invece riporta (correttamente) alla mente un altro simile trittico di vocaboli, ovvero Armi, acciaio e malattie, titolo di un saggio di Jared Diamond, che non parla esclusivamente di quel periodo storico (bensì più in generale degli ultimi 13.000 anni, lettura interessantissima), ma che ben si presta a descrivere il gioco d'esordio di Sedleo, neonato studio fiorentino. Presentato alla Gamescom dello scorso anno e pubblicato dai francesi di Dear Villagers, 1348 Ex Voto ci porta in un medioevo molto più duro e ostico di quello della tradizionale, volutamente incupito per raccontare la propria storia, ma anche incastonato tra luoghi e borghi che rimandano immediatamente ai panorami italiani.

La trama di 1348 Ex Voto

"Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: del doman non v'è certezza”: un concetto che sembra già molto chiaro a ld Aeta e Bianca, benché Lorenzo De Medici canterà queste parole solo più di un secolo dopo gli eventi che le vedono protagoniste di 1348 Ex Voto. Figlia di famiglia nobile una, Aeta, e popolana destinata al convento l'altra, Bianca, le due ragazze sanno che per quanto il sentimento le unisca, la vita è destinata a separarle e le numerose morti di peste che iniziano a comparire nei paraggi non sono che un ulteriore segnale in questo senso. . Quello che non possono immaginare invece è che la loro separazione avverrà ben prima di quanto immaginato: dei banditi hanno assaltato il villaggio e all’arrivo di Aeta di Bianca non c'è più traccia. Aeta, che poco prima aveva giurato a Bianca che l'avrebbe protetta a ogni costo, si avventura dunque in cerca di giustizia e della sola persona a cui tenga al mondo.

1348 Ex Voto

1348 Ex Voto
14,69

C'è di sicuro parecchia enfasi sulla componente narrativa di 1348 Ex Voto, e la riprova è l'investimento fatto per l'ottimo doppiaggio delle due protagoniste affidato a Alby Baldwin e Jennifer English, ma anche alle poche, ma pesate e rifinite, righe di dialogo che portano avanti la storia. Per tutti questi motivi fa un po’ strano che proprio le cinematiche, tra cui quella di apertura che si fa carico di buona parte del peso della narrazione, risultino un po’ deboli a causa di una recitazione troppo rigida dei modelli e di qualche imperfezione nella resa degli scenari. Nulla che tuttavia butti troppo fuori dal gioco, anche perchè appena si inizia a camminare tra quelle valli e quei castelli le cose cambiano.

1348 Ex Voto tra action e walking simulator

Tra le diverse fonti di ispirazione citate dal team di sviluppo, quella più vicina all’esperienza di gioco di 1348 Ex Voto è senza dubbio Hellblade, anche se nel caso del gico italiano il combattimento è decisamente più profondo e curato rispetto al titolo di Ninja Theory. L’avventura di Aeta alla ricerca di Bianca è un'affascinante camminata in mezzo alla natura e i borghi di un medioevo italiano “estremizzato”, in cui sulla vostra strada incontrerete quasi unicamente banditi e avversari. Un po’ giocando con le suggestioni dei luoghi isolati in italia, in cui è davvero possibile non incontrare anima viva spesso, un po’ esagerando la pericolosità del periodo con una lunga e sanguinosa scia di borghi predati e razziati da bande di briganti o esaltati religiosi, Sedleo ci catapulta in scenari davvero ben tratteggiati e suggestivi, dove la natura appare in tutta la sua indifferenza e le rare tracce umane sono spesso sinonimo di guai.

Si cammina molto in 1348 Ex Voto, ogni tanto incontrando qualche puzzle ambientale lungo il cammino, altri gruppi di banditi sempre pronti a passarci per la lama e farci la pelle. Gli scontri risultano forse un po’ meno fluidi di quanto voluto e si basano su affondi (a una o a due mani), parata e schivata, con una combinazione dei tre elementi necessaria a superare difese e resistenza dell’avversario. Le diverse armi, a lungo o breve raggio, impegnate da brigandi, soldati o altri felloni richiedono approccio offensivo e difensivo un filo diverso in relazione alla distanza, mentre un menù di abilità e uno di personalizzazione dello spadone permettono di aggiungere nuovi assi al proprio repertorio. È un sistema che, ad ogni modo, riflette i ritmi del gioco, dunque la furia non paga, anche perché Aeta è una aspirante cavaliere che fino a poco fa si allenava nei boschi con Bianca. Il gioco sembra essere consapevole delle difficoltà del suo protagonista e almeno nelle prime fasi dissemina qua e lá dosi di cibo per ripristinare l'energia. La crescita nelle abilità da spadaccina di Aeta accompagnano la crescita di livello degli avversari, ma non bisogna mai aspettarsi un action caciarone: un po' per senso dell'onore, un po' per non mettere troppo in difficoltà il giocatore, gli scontri sono sempre uno contro uno, anche quando il gruppo di avversari è più numeroso.

1348 Ex Voto ha fatto parlare di sé fin dalle prime immagini, merito senza dubbio delle ambientazioni suggestive e di una qualità grafica di livello, alzando parecchio le aspettative nei confronti di un gioco che ha certo dichiarate ambizioni cinematografiche, ma che non fa mistero nemmeno delle ridotte del team. Gli ultimi tempi però ci hanno insegnato che anche qualche decina di persone, con una buona idea, può mandare all'aria i punti saldi dell'industria: il gioco di Sedleo non avrà lo stesso impatto di quello di Sandfall, ma dimostra comunque che un gruppetto di talento possono fare cose molto buone. 1348 Ex Voto può vantare scenari ispirati e ben realizzati, soprattutto nel colpo d'occhio complessivo, un'atmosfera centrata e un sistema in equilibrio tra la camminata esplorativa e il combattimento all'arma bianca che funziona. In qualche modo 1348 Ex Voto funziona anche oltre ciò che fa grazie alla capacità di trasmettere al giocatore le sensazioni di difficoltà della propria protagonista e dell'epoca brutale in cui è immersa. Una certa legnositá, qualche animazione poco rifinita, il combattimento che non viene incontro al giocatore dialogano con quel senso di solitudine, inquietudine e disperazione che incombe su Aeta.

Se non leggete un voto in fondo a queste nostre considerazioni è perché il codice review ci è arrivato a ridosso dell’embargo. Torneremo presto su queste righe per aggiornare l'articolo con voto e commento: ci rileggiamo qui tra poco per verificare le sensazioni per lo più positive domineranno anche la fase conclusiva della nostra avventura.