NBA 2K27 Recensione PS5: ancora più fluido, ancora più profondo, ancora con le stesse microtransazioni

Visual Concepts affina il gameplay fino a sfiorare la perfezione, MyCAREER cresce con Fire & Concrete e cinque ere storiche giocabili, il comparto tecnico è da dieci e lode. Le microtransazioni restano il problema irrisolto.

di Manuel Le Saux
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Dopo anni passati a perfezionare una formula che, nel bene e nel male, è diventata un vero punto di riferimento per i videogiochi di basket, Visual Concepts torna sul parquet con NBA 2K27, nuovo capitolo della storica serie pubblicata da 2K.

Il concetto alla base non cambia: NBA 2K vuole continuare a essere la simulazione cestistica più completa e spettacolare possibile, mettendo insieme un gameplay estremamente profondo, una quantità enorme di modalità e una riproduzione visiva sempre più vicina alla realtà. E anche quest'anno il risultato riesce a dimostrare quanto la serie sia ormai arrivata a un livello di maturità impressionante.

La cosa che si apprezza maggiormente è però la capacità di Visual Concepts di non limitarsi a riproporre quanto già visto. NBA 2K27 prende una base ormai solidissima e interviene ancora una volta su diversi aspetti fondamentali, cercando di rendere l'esperienza più fluida, completa e, soprattutto, accessibile anche a chi non vive ogni partita con il controller in mano. 

Gameplay NBA 2K27: step-through, Dunk Meter e difesa rifatta da zero 

Il gameplay rimane il cuore pulsante di NBA 2K27 e, ancora una volta, rappresenta probabilmente il punto più convincente dell'intera produzione.

La sensazione è quella di trovarsi davanti al classico gameplay 2K, ma ulteriormente rifinito. I movimenti sono più naturali, i contatti tra i giocatori sono stati migliorati e il sistema di collisioni restituisce una maggiore credibilità agli scontri fisici, sia nelle penetrazioni che nei duelli sotto canestro. La difesa è stata profondamente rivista, con contest più coerenti, migliori posizionamenti e un'intelligenza artificiale che legge meglio le situazioni di gioco.

Anche il reparto offensivo guadagna nuove possibilità: arrivano gli step-through up-and-under, una gestione più dinamica delle conclusioni al ferro, una personalizzazione dei palleggi più ampia, nuovi comandi avanzati e un Dunk Meter completamente dinamico. Il tiro ritmico è stato inoltre ulteriormente perfezionato.

A convincermi particolarmente è però il lavoro fatto sulla gestione delle tattiche. Le indicazioni possono essere richiamate e applicate con maggiore rapidità e semplicità, rendendo più immediata la possibilità di modificare il proprio approccio durante la partita. NBA 2K27 riesce quindi a mantenere quella profondità tattica che da sempre caratterizza la serie, ma prova a renderla meno intimidatoria per chi si avvicina per la prima volta alla simulazione.

Dopo tutti questi anni, riuscire ancora a migliorare un sistema di gioco così complesso non è affatto scontato. NBA 2K27 ci riesce e, personalmente, considero il gameplay ormai vicinissimo alla perfezione. 

MyCAREER, MyTEAM e MyNBA: la quantità di contenuti che fa la differenza

Uno dei punti di forza storici della serie è la quantità di contenuti. NBA 2K27 continua questa tradizione proponendo un'offerta praticamente sterminata.

La mia CARRIERA è ancora una volta il fulcro dell'esperienza. Creiamo il nostro MyPLAYER, scegliamo caratteristiche, posizione, fisico e stile di gioco e iniziamo un percorso che ci porterà dal campo alla consacrazione nella NBA.

Quest'anno la modalità fa un ulteriore passo avanti. La nuova storia Fire & Concrete è ambientata anche nello storico Rucker Park e si sviluppa attraverso undici capitoli, più del doppio rispetto alla storia dello scorso anno. A questo si aggiungono per la prima volta cinque diverse ere giocabili della NBA, dalla Magic vs. Bird Era del 1984 fino alla Steph Era del 2016, e soprattutto la possibilità di affrontare l'intera esperienza in cooperativa con un amico attraverso il nuovo Running Mate.

Ma è soprattutto la costruzione del nostro giocatore ad avermi convinto. Il MyPLAYER Builder è ancora più profondo, ma allo stesso tempo più comprensibile. Ci sono 53 Badge complessivi, 19 dei quali completamente nuovi, i Cap Breaker possono essere visualizzati direttamente durante la creazione della build e, per la prima volta, sono disponibili anche le build MyPLAYER femminili.

Il risultato è una modalità che permette di sperimentare molto di più senza avere necessariamente la sensazione di dover conoscere ogni singolo parametro prima ancora di iniziare. È possibile giocare offline e online, affrontare la storia, migliorare progressivamente il proprio atleta, vivere la Città e partecipare alle numerose attività disponibili. La nuova Città comprende anche Casual Corner, Crew HQ, il ritorno di The Track, Street Kings e il rinnovato Rucker Park. 

Poi c'è MyTEAM, la modalità dedicata alla costruzione della propria squadra ideale attraverso la raccolta di carte NBA e WNBA. Quest'anno troviamo uno scambio completamente rinnovato, una scheda Play riprogettata, modalità multiplayer a rotazione come Triple Threat Online e Clutch Time Online, un nuovo sistema XP, una casa d'aste unificata tra PS5, Xbox Series X|S e Switch 2 e un nuovo sistema di scoperta delle carte.

La mia NBA continua invece a essere la scelta ideale per chi vuole vivere il basket dal punto di vista manageriale. Possiamo gestire una franchigia, intervenire sul mercato dei free agent, sui contratti e sulle dinamiche interne della squadra, con l'aggiunta di un nuovo sistema di fiducia con il General Manager e della modalità MyNBA Legacy.

Gioca ora rimane la soluzione più immediata per scendere sul parquet senza complicazioni, mentre WNBA/The W permette di vivere il basket femminile attraverso una modalità dedicata alla crescita della propria atleta. Quest'anno The W punta maggiormente sulla progressione a lungo termine, con il nuovo sistema Build-as-You-Go, nuovi Team Badges e Teammate Badges e strumenti più completi per la gestione della WNBA.

Chi vuole invece imparare o approfondire il sistema di gioco può affidarsi a Impara 2K, mentre 2KTV continua a rappresentare lo spazio dedicato ai contenuti video e alle informazioni legate al mondo di NBA 2K.

Infine troviamo le Stagioni, che continuano a offrire una progressione parallela legata a MyCAREER e MyTEAM. Il Season Pass gratuito permette di ottenere ricompense giocando, mentre Pro Pass e Hall of Fame Pass aggiungono ricompense premium. Il problema è che questo sistema va ad aggiungersi a una struttura economica già molto presente all'interno del gioco. 

Microtransazioni: il problema che Visual Concepts non riesce a risolvere

Ed è proprio qui che arriva il principale difetto di NBA 2K27.

Le microtransazioni sono ancora presenti, soprattutto all'interno di MyCAREER, ma quest'anno mi sento di fare una precisazione importante. Il gioco permette infatti di guadagnare VC e monete anche semplicemente giocando e completando le numerosissime sfide e attività presenti, portando a termine gli obiettivi e accumulando progressivamente le ricompense. Questo rende il sistema sicuramente meno invasivo rispetto a quanto potrebbe sembrare inizialmente.

Il vero problema è un altro: acquistando VC con denaro reale è possibile accelerare enormemente la crescita del proprio giocatore e raggiungere in pochissimo tempo un livello molto alto, costruendo praticamente da subito un atleta estremamente potente. Chi invece sceglie di non spendere deve necessariamente affrontare un percorso più lungo, giocare molte più partite e completare le varie attività per accumulare abbastanza monete da migliorare progressivamente la propria build.

Quindi, almeno personalmente, non considero le microtransazioni indispensabili per giocare o per costruire il proprio giocatore: si può tranquillamente crescere anche senza spendere altro denaro. Sono però un sistema che permette di raggiungere lo stesso risultato in molto meno tempo e, soprattutto quando si entra nell'online, può creare una differenza evidente tra chi decide di investire altri soldi e chi preferisce affidarsi esclusivamente alle ricompense ottenute giocando.

È proprio questo l'aspetto che continuo a non apprezzare. Dopo aver acquistato un gioco dal prezzo pieno, l'idea di dover spendere ulteriormente per rendere competitivo il proprio giocatore non mi convince. Allo stesso tempo, però, NBA 2K27 offre abbastanza contenuti e possibilità di guadagno in-game da permettere anche a chi non vuole spendere di costruirsi, con pazienza, una build competitiva.

Nel nostro caso abbiamo scelto volutamente di non acquistare VC aggiuntivi. Ci sono volute parecchie ore e tantissime partite, ma siamo riusciti comunque a sviluppare progressivamente il nostro giocatore e a costruire una build soddisfacente. 

Comparto tecnico e audio: su PS5 è semplicemente da dieci e lode

Tecnicamente NBA 2K27 è semplicemente impressionante.

Su PlayStation 5 il livello di dettaglio raggiunto da Visual Concepts è ormai quasi maniacale. I giocatori sono riprodotti con una precisione incredibile e, in moltissimi casi, la differenza con le loro controparti reali diventa davvero difficile da percepire.

Quest'anno ho apprezzato particolarmente il lavoro dedicato alla WNBA. Giocatrici, stadi, animazioni e dettagli sono realizzati con una cura eccezionale. Anche elementi come la fisica dei capelli, il sudore e le piccole variazioni nelle espressioni contribuiscono a rendere ogni atleta estremamente credibile.

Il comparto tecnico non si limita però ai modelli poligonali. Illuminazione, parquet, palazzetti, pubblico e animazioni contribuiscono a creare un'atmosfera incredibilmente realistica.

E poi c'è l'audio.

I cori del pubblico, i rumori del palazzetto, l'ambiente e soprattutto una telecronaca estremamente professionale rendono ogni partita un'esperienza coinvolgente. Avendo avuto la possibilità di vivere personalmente una partita NBA, posso dire che NBA 2K27 riesce davvero a restituire quella sensazione di essere all'interno del palazzetto, con il pubblico che partecipa all'azione e ogni possesso che sembra avere un peso specifico.

Qui siamo davvero davanti a un comparto tecnico da dieci e lode.