Marvel Tokon Fighting Souls: Recensione di un picchiaduro piacevole ma caotico
Marvel Tokon Fighting Souls porta gli eroi dei fumetti su schermo
Ci siamo, lo abbiamo provato in varie occasioni, abbiamo sognato un tag team o un picchiaduro con assist, lo abbiamo provato, giocato, sviscerato e alla fine è giunto il momento di parlare di questo progetto, pad alla mano.
A lezione di storia
La modalità Episodi non è una semplice successione di incontri, il gioco propone cinque diversi archi narrativi, ciascuno dedicato a una specifica squadra di personaggi. Avengers, X-Men, Guardiani della Galassia, Samurai Outriders e Knights of Doom sono coinvolti in una grande competizione orchestrata dal Champion, una potente entità cosmica che mette alla prova eroi e villain provenienti da tutta la galassia. Ogni episodio approfondisce i rapporti tra i membri del gruppo protagonista, mostrando alleanze inattese, tensioni interne e differenti visioni su come affrontare la minaccia. La narrazione è presentata attraverso sequenze in stile fumetto animato, con illustrazioni create appositamente per il gioco da artisti provenienti sia dal mondo dei comics che da quello dei manga, conferendo a ogni arco una forte identità visiva. Il risultato è una modalità pensata non soltanto per introdurre nuovi combattimenti, ma anche per raccontare una storia Marvel completamente inedita e offrire ai giocatori un contesto narrativo che valorizza il ricco roster del titolo. Questa è anche la modalità che suggerisco da cui partire perché comunque si trova al suo interno una piccola guida per alcuni eroi e sul modo di controllarli.
Solo-mode
Potete certamente affrontare singole sfide contro la CPU, ma la modalità All-Star Arena e sopravvienza, affianca la campagna principale proponendo un'esperienza dal sapore roguelike, pensata per chi desidera mettersi alla prova in una serie di sfide sempre diverse. In questa modalità i giocatori affrontano percorsi composti da combattimenti consecutivi, scegliendo progressivamente quali avversari affrontare e quali ricompense ottenere lungo il cammino. Ogni partita può evolversi in modo differente grazie a bonus, potenziamenti e composizioni di squadra che modificano l'approccio agli scontri successivi, incentivando la sperimentazione e la rigiocabilità. L'obiettivo non è soltanto vincere i singoli incontri, ma costruire una formazione sempre più forte e adattabile fino a raggiungere le battaglie finali, dando vita a un'esperienza che unisce la profondità strategica dei picchiaduro alla progressione tipica dei moderni roguelike. Divertente, ampia e ricca di contenuti, assolutamente divertentissima e molto fresca.
Un ricco pacchetto
La modalità Training è pensata per consentire ai giocatori di approfondire ogni aspetto del sistema di combattimento in totale libertà. Qui è possibile studiare le mosse dei personaggi, esercitarsi con le combo, perfezionare il tempismo degli assist e comprendere le numerose meccaniche che caratterizzano gli scontri a squadre. Potrete formarvi sulle basi generiche o su ogni singolo lottatore per conoscere ogni segreto di quest'ultimo e dominare così l'arena.
Il comparto multiplayer rappresenta l'ovvio fulcro competitivo dell'esperienza. I giocatori possono affrontarsi in partite classificate per scalare le graduatorie online oppure scegliere incontri più casual e rilassati. Sono presenti lobby pubbliche nelle quali incontrare altri utenti e organizzare rapidamente nuove sfide, oltre a stanze private dedicate alle partite tra amici. Non manca infine il multiplayer locale, che consente di condividere lo stesso schermo e vivere tutta l'intensità dei combattimenti faccia a faccia, mantenendo vivo lo spirito tradizionale dei grandi picchiaduro arcade.
Botte da orbi
Non mi dilungo sul comparto grafico, perfetto, genuino, freschissimo e ben disegnato, oltre a rappresentare un dettagliatissimo 2.5D. Funziona meno bene però di quanto si possa pensare nel momento in cui ci si riempie di personaggi che entrano a supporto del nostro eroe principale o vice-versa. Gli altri lottatori, tre oltre il principale, possono sostituire il primo o dare mosse di supporto, il risultato finale però è la poca lettura della scena quando ci si riempie di personaggi non capendo dove andare a colpire. Il concetto stesso del gioco, con un'unica barra condivisa della vita porta ad avere poco senso il continuo cambio di alias, attenzione, è bilanciato perché ha le varianti di cui ho parlato sopra, ma francamente avrebbe potuto essere tranquillamente il combattimento singolo e forse sarebbe stato decisamente più logico ed ordinato. Nel complesso l'offerta è ampia, vi divertirete tantissimo e posso solo immaginare quanto verrà espanso, ma in questo caos è lecito aspettarsi uno sbilanciamento oggettivo del roster - qualcuno ha detto Wolverine? - e molti dei difetti classici zome gli zooner tornano prepotentemente. Infatti il gioco prevede così tante mosse che con un minimo di tecnica si possono falcidiare i nemici più fastidiosi e quest'assenza di modo di pareggiare la (giusta) facilità di inserimento delle mosse, a volte cozza un po' con il bisogno di pretendere qualcosa di più profondo.