Life Is Strange Reunion: recensione dell'ultima avventura di Max e Chloe

Dopo gli errori di Double Exposure, Max e Chloe tornano e ci donano un finale che non spaevamo di volere

di Domenico Colantuono

Quando nell’Ottobre del 2024 mi sono trovato dinanzi ai titoli di coda di Life Is Strange Double Exposure sono rimasto profondamente deluso dalla storia proposta e, soprattutto, dal modo in cui questa è stata declinata.

Al netto del piacere di ritrovare una Max adulta ma capace di preservare la sua identità, la trama del gioco era focalizzata più sugli eventi da narrare che sulle emozioni che questi provocavano nei vari personaggi - che poi sarebbe il marchio di fabbrica della saga.
La conseguenza è che restava ben poco dei vari buoni personaggi creati, i quali diventavano dei semplici figuranti per una storia che, al netto dei primi due capitoli, risultava abbastanza scontata e banale.

Ecco perché l’annuncio di Life Is Strange Reunion mi ha lasciato molto freddo, con un costante brivido lungo la schiena che Deck Nine Games volesse continuare i fatti narrati in Double Exposure usando il ritorno di Chloe come un'esca per attirare i fan di lunga data.

Safi funge invece da scheggia impazzita che però dà coerenza all’intera storia. Un po’ come lo Stregatto di Alice nel paese delle meraviglie, sa più di quanto dica e sembra essere sempre un passo davanti a Max.
Safi è un’anomalia, sarebbe dovuta essere morta invece è viva. Nessuno ricorda della sua morte e nessuno sembra interessarsi del fatto che lei sia viva, e questo essere un rumore bianco nel mondo le crea un profondo senso di incompletezza.

Chloe è il vero azzardo del titolo. 
Per metà dei giocatori è morta 11 anni fa, un’altra metà ha sacrificato un’intera città per lei, e dopo averla messa in un angolino in disparte in Double Exposure il team di sviluppo è riuscito ad evitare che il suo ritorno fosse un semplice effetto nostalgia, rendendola forse il personaggio meglio scritto del titolo.

La presenza di Chloe è un paradosso, lei è viva e morta e in questa realtà, almeno in teoria, non c’è spazio per lei. 
Il gioco non ci gira intorno alla cosa e spinge affinché il giocatore senta il peso della scelta fatta nel primo Life Is Strange.
Se si è deciso di salvare Chloe si osserverà il fardello che questa si è portata dietro per tutti questi anni, se invece si è deciso di sacrificarla, si osserverà la donna che sarebbe potuta essere.
Tutto è ora reale e irreale allo stesso momento e chi ne paga le conseguenze è Chloe, la quale si trova a voler semplicemente esistere e vivere.

C’è ancora spazio per Max e Chloe?

Al netto delle tante cose che accadono sullo sfondo, è sin da subito chiaro che Life Is Strange Reunion vuole analizzare e raccontare il rapporto tra Max e Chloe.

Le due donne sono cresciute e così le loro differenze, e al netto dei sorrisi e delle battute reciproche è evidente che ci sia una certa distanza, fisica ed emotiva, tra loro.
Tale distanza è visibile su molteplici livelli, tanto dalle scelte artistiche e stilistiche quanto in quelle narrative.
Gli abbracci e le carezze adolescenziali sono stati sostituiti da movimenti goffi e impacciati, quasi come due pezzi di un puzzle che non si appartengono.

Questo continuo anelito al ricongiungimento dà enorme profondità e senso a Life is Strange: Reunion. Entrambe devono fronteggiare i propri demoni interiori mentre intorno a loro tutto sembra destinato a crollare, tormentate dal timore che l'una non possa più trovare spazio nella vita dell'altra.

Viaggi nel tempo e insolenza, il gameplay di Life Is Strange Reunion

Pad alla mano Life Is Strange reunion non rivoluziona il genere; mantiene le buone idee di Double Exposure e vi ci aggiunge gli elementi caratteristici del primo capitolo.
Max può manipolare il tempo per raccogliere oggetti ed estorcere informazioni durante le conversazioni con i vari personaggi.

La grossa novità di reunion è la possibilità di controllare anche Chloe, cosa che offre nuove meccaniche di gioco come le sfide d’insolenza che l’aiuteranno a uscire da situazioni complicate o a vincere le varie discussioni che avrà con i cittadini di Lakeport.

Non manca poi il sistema di decisioni tipico del franchise, che permetterà sia a Max che Chloe di fare una serie di scelte che andranno a influenzare i fatti narrati. All’inizio alcune scelte potranno sembrare banali, tuttavia Reunion riesce a prendere in contropiedie i giocatori che non hanno saputo leggere tra le righe o hanno perso i vari dettagli nascosti.

In ogni ambientazione vi sono poi una serie di collezionabili e podcast da ascoltare che contribusicono al world building e aggiungono profondità al mondo di gioco.

Life Is Strange Reunion, un finale che non sapevamo di volere

Life Is Strange Reunion è una piacevolissima sorpresa che non solo evita gli errori di Double Exposure, ma li cancella senza alcun rimorso, proponendo una storia che non sapevamo di aver bisogno.

Rivedere Max e Chloe è come rincontrare due amiche dopo tanto tempo e notare che nonostante le differenze e le difficoltà, sono ancora le stesse persone di una volta.
L’intreccio dei loro destini è qualcosa che i fan della saga meritavano e dopo l’errore di Double Exposure Deck Nine ha fatto attenzione a ogni dettaglio, proponendo una storia che merita di essere vissuta.

Nonostante il titolo si focalizzi sul rapporto tra Max e Chloe, i fatti che fanno da sfondo sono intriganti e per nulla scontati, e - nonostante siamo ben lontani dal livello del primo Life Is Strange - non disdegnano qualche pugno nello stomaco al giocatore.

Life Is Strange Reunion chiude l’arco narrativo di Max e Chloe raccontando una storia pregna di dolore, di confusione e di intimità, e lo fa dandoci un’enorme lezione di vita; ovvero che alle volte nonostante i nostri sforzi alcune cose sono destinate ad avvenire e a noi non resta che accettare le conseguenze, con la consapevolezza che non siamo mai soli.