Fading Echo, l'acqua è un elemento alleato - Recensione

Abbiamo cercato di salvare quel che resta dell'umanità nel videogioco d'esordio dello studio francese Emeteria.

di Antonio Armento
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Fading Echo è una di quelle produzioni che non nascono per caso e nascondono alcuni aneddoti decisamente interessanti, quelli che donano la cosiddetta "anima" a un videogioco. Non a caso, dietro un mondo concepito con tanta cura, è evidente l'amore per il gioco da tavolo: Fading Echo, infatti, è stato pensato come una produzione molto simile a Dungeons & Dragons dal CCO, per poi divenire qualcosa di similmente diverso grazie alle menti creative di Emeteria, i cui membri sono veterani dell'industria videoludica. 

Quello che ci siamo trovati davanti è un videogioco d'azione in cui le fasi di combattimento (e non solo) vengono scandite da abilità uniche che si basano su alcuni elementi che, in modo quasi totalitario, sorreggono la stessa esperienza. Nello specifico sarà l'acqua che innescherà delle reazioni in un mondo che sembra essere stato corrotto.

Fading Echo è videogioco che ci ha lasciato delle sensazioni tutto sommato positive: è criptico nella sua narrativa, fa il verso al mondo dei comics americani e ci aggiunge anche un pizzico di quell'amato/odiato multiverso. Però (e c'è sempre un però) ci sono alcuni aspetti che non ci hanno pienamente convinti, tra cui un ritmo che lascia un po' spaesati, una ripetitività nel gameplay e un combat system poco incisivo per quanto veloce e fluido.

Al momento il gioco è disponibile solo per PC, ma in futuro verrà rilasciato anche per console PlayStation e Xbox. Ma bando agli indugi e scendiamo nel mondo di Corel.

Solo l'acqua può far risorgere un pianeta morente

Come detto, ci troviamo su Corel, una terra ormai vicina a non essere più quell'oasi che tutti ricordavano. La protagonista di questa "fiaba" è One, una ragazza che ha dalla sua il potere dell'Etere e che, indovinate un po', dovrà salvare il mondo e ristabilire il corso degli eventi (ovviamente la trama è più ricca di così, ma vogliamo evitarvi inutili spoiler). Quella che ci aspetta è dunque un'epopea che ci porterà ad attraversare isole misteriose, realtà inimmaginabili e mondi paradossali: per nostra fortuna, potremo in qualsiasi momento assumere la forma di una sfera d'acqua e interagire con il mondo di gioco (non immaginate nemmeno quanto sia comodo attraversare i cancelli abbandonando la forma umana). 

Fading Echo è un'avventura che attira subito l'attenzione di coloro che amano infinitamente le ambientazioni desertiche punk e lo stile che richiama il fumetto americano. Infatti, fin dai primi momenti di gioco, la storia viene rappresentata come un web-comics, con tanto di balloon che aleggiano vicino ai nostri protagonisti. Questo aspetto ci ha colpito parecchio, poiché avvicina il mondo del fumetto a quello dei videogioco e rende le vicende ancora più interattive e appetibili. 

Tuttavia, il vero e proprio tassello di congiunzione di Fading Echo è l'acqua, un elemento fondamentale che si congiungerà (come buon fluido che si rispetti) con altri elementi come la lava, i rifiuti tossici (di colore verde) e qualche altro tipo di corrosione. Il team di sviluppo è stato ingegnoso sotto questo aspetto poiché la "miscela" con i nuovi elementi rende il gameplay più articolato, anche per quel che concerne le sezioni "puzzle".

Un passo alla volta e cerchiamo di venirne a capo: One oltre a essere una leggenda e potersi trasformare in una sfera d'acqua, è una combattente formidabile che avrà dalla sua un gruppo di scapestrati che l'aiuteranno ad arrivare "vittoriosa" alla meta. Infatti, la ragazza può eseguire delle combo niente male contro i malcapitati di turno e calciarli in modo composto verso qualche fosso mai troppo profondo. Al tempo stesso e cambiando forma, si servirà degli attacchi d'acqua che andranno a indebolire i vari cattivoni soprattutto qualora siano dell'elemento opposto al nostro, in questo caso di fuoco.

Ecco, gli sviluppatori hanno pensato di ricoprire i nostri rivali di determinate sostanze elementali, così da far entrare in gioco un sistema GdR abbastanza ingegnoso, che ci farà pensare attentamente a ogni colpo che vorremo mettere a segno. Ma se siamo fatti di acqua, come possiamo attaccare con altri elementi? È semplice: One può assorbirli, farli suoi temporaneamente e sfruttarli non solo in combattimento, ma anche per superare zone inaccessibili. In altre parole, l'uso dei vari power-up consente al gameplay di essere più stratificato e unico in un certo senso.

Nonostante queste premesse così appetitose, il combat system non è riuscito a convincerci pienamente. Le idee ci sono, ma controller alla mano non siamo riusciti a sentire pienamente l'impatto dei colpi, facendo apparire il tutto più "meccanico" del previsto e poco reattivo. Per intenderci, la sensazione è quella di premere tasti a ripetizione in scontri che non sono proprio il massimo. Inoltre, bisogna tenere a mente che One non possiede una barra della stamina e può schivare in continuazione senza stancarsi: questo rende la difficoltà più semplice anche con selettori tarati verso l'alto. 

Buone idee ma troppa ripetitività 

Se dal punto di vista creativo Fading Echo ci ha lasciato delle buone impressioni, non possiamo dire lo stesso per quel che riguarda il ritmo di gioco. Fin dai primi minuti è così evidente la sua natura forse un po' schematica: sconfiggi gli avversari, raccogli il cristallo, apri la porta del multiverso, attiva il portale. Questa sequenza, seppur accompagnata da una narrativa tutto sommato interessante, appesantisce inevitabilmente quello che deve fare in primis un videogioco: intrattenere e rendere sempre più intrigante l'esplorazione.

Altro fattore che non aiuta è la mancanza di punti di interesse, di una bussola che guidi il giocatore verso il prossimo obiettivo, impedendogli di tornare sui suoi passi. Capiamo la necessità di far orientare verso la prossima meta con pochissimi aiuti (un po' come avveniva un tempo, del resto), ma implementare questa funzione (anche in modo opzionale) crediamo fosse cosa buona e giusta. 

Fading Echo è un'esperienza unica a modo suo, prova a cambiare un po' le prospettive del genere e mette in scena una storia interessante e interattiva. Affrontare quest'avventura è meno convenzionale del previsto e cambia alcune delle carte in tavola del genere RPG. Innovare non è facile ed è lodevole quando lo si fa, ma bisogna essere sempre estremamente cauti perché il giocatore può "stranirsi" con molto poco.

Ultima cosa, il gioco non è sottotitolato in italiano, un aspetto che rende ancora meno "digeribile" l'avventura a chi non mastica bene l'inglese: e i dialoghi, soprattutto in gioco, non sono affatto pochi.