Echoes of Aincrad: la recensione del gioco di Sword Art Online che volevamo!
Torniamo ad Aincrad nel nuovo action RPG dedicato all'arco narrativo più amato di SAO!
Echoes of Aincrad: Sword Art Online come non lo avete mai visto!
Se amate il mondo di Sword Art Online, sicuramente stavate aspettando la nostra recensione di Echoes of Aincrad, che abbiamo testato su PlayStation 5 in previsione della sua uscita il 10 luglio data in cui arriverà anche su PC e Xbox. Nato in casa Bandai Namco, Echoes of Aincrad offre un punto di vista innovativo riguardo lo sconfinato mondo di Sword Art Online. Per chi non lo conoscesse, ricordiamo che SAO è una celebre e amata opera di Reki Kawahara, nata come light novel e approdata con successo al mondo dei manga, degli anime e a quello dei videogiochi, dove ha avuto diverse trasposizioni, ma mai un episodio realmente soddisfacente. Siamo nel 2022 e il mondo dei videogame viene sconvolto dall’uscita di Sword Art Online, un MMORPG dove i gamer, grazie all’apposito casco di realtà virtuale NerveGear, “entrano” realmente nel gioco e vivono avventure estremamente realistiche e credibili. Il problema è che, con un annuncio a sorpresa, il creatore di SAO svela che nessuno può scollegarsi dal gioco, perché togliersi il casco significherebbe ritrovarsi col cervello completamente fritto. L’unico modo per poter tornare alla propria vita è uccidere il boss finale, che si trova al centesimo piano del castello di Aincrad, con l’aggiunta del fatto che se si dovesse fallire, al game over nel gioco equivarrebbe la morte in real, alla faccia del permadeath!
Siamo stati abituati a seguire le trame di Sword Art Online attraverso gli occhi dei protagonisti della storia, come Kirito e Asuna, ma Echoes of Aincrad ci permette di creare un personaggio da zero e vivere l’avventura da un altro punto di vista, fermo restando che, durante le nostre partite, avremo modo di incontrare diversi volti conosciuti dal grande pubblico. L’impianto ludico è quello di un action RPG in terza persona, fatto di esplorazione e combattimenti, con tanta attenzione nella gestione del nostro equipaggiamento. La trama è raccontata da alcune cinematiche e un discreto numero di dialoghi, con il nostro protagonista che potrà dare alcune risposte alle domande altrui, ma incarna il classico esempio di eroe “muto” in stile The Legend of Zelda. Durante il prologo ci ritroveremo a giocare la beta di Sword Art Online, per arrivare al tanto atteso day one. Una volta loggati nella versione completa del gioco scopriremo, assieme a più di 10.000 utenti, il malvagio piano del suo creatore e l'impossibilità di scollegarsi dalla partita. A questo punto, assieme a un pugno di compagni, inizieremo la nostra scalata verso il centesimo piano, ma sappiate che Echoes of Aincrad va a coprire gli archi narrativi che riguardano i primi due piani; non aspettatevi, però, di seguire pedissequamente quanto visto in manga e anime. La scelta narrativa di avere un personaggio inedito (dovrete aspettare di finire il prologo per potervi dedicare all’uso completo dell'editor) si rivela vincente e ci offre un punto di vista inedito e l'occasione per vivere trame originali, per quanto sempre inserite ad arte nell'arco narrativo canonico.
Echoes of Aincrad: trama e mondo di gioco
La storia ci mette un po' a decollare e, anche con il passare del tempo, viene spesso diluita eccessivamente dalla durata delle missioni. L'atmosfera di Sword Art Online è resa con attenzione e i nostri protagonisti parlano tra loro di NPC, missioni, statistiche e quant'altro, esattamente come farebbe qualsiasi gamer in compagnia dei propri amici durante una sessione di un MMORPG. Si ricevono missioni principali o secondarie, si parte in compagnia di uno dei nostri compagni, si raggiunge un dato obiettivo e si torna in una delle città disponibili, dove possiamo controllare il loot e compiere altre operazioni di potenziamento. Dentro le città possiamo muoverci sia con una classica passeggiata, sia grazie al teletrasporto, tarato su quattro luoghi specifici: il fabbro, il negozio di oggetti, la nostra camera nella locanda e l'hub da cui si accede alle missioni. Fabbri e negozi rientrano nel sistema di compravendita e crafting legato al loot che potremo recuperare durante le missioni, tra quel che troveremo sul territorio, nelle casse del tesoro e, naturalmente, nei cadaveri dei nemici.
Le armi a disposizione si dividono in sei categorie tra spade di varie dimensioni, asce e mazze. Ognuna di queste permette un differente stile di combattimento e in specifici casi possiamo equipaggiare anche uno scudo. Dai fabbri, oltre alla normale compravendita, possiamo anche sintetizzare due armi in modo che una riceva le abilità speciali dall'altra, senza contare che potremo sacrificare uno strumento d'offesa per ricavarne materiali e potenziarne un altro. La varietà è tanta e ognuno potrà trovare lo stile adeguato da affiancare a un attento utilizzo degli oggetti, utili per combattere, curarsi e portare a termine alcuni semplicissimi enigmi ambientali, come utilizzare una pietra del fuoco per bruciare dei rovi e raggiungere un forziere nascosto. Da notare che non potrete cambiare equipaggiamento durante le missioni, ma dovrete sempre fare tappa in una città per poterlo fare.
Il gameplay di Echoes of Aincrad
Tra esplorazione e dungeon troverete un gran numero di mostri, dai più deboli ai temibili boss, passando tra frequenti miniboss che potrebbero darvi del filo da torcere, soprattutto nelle situazioni più affollate. Una volta che un nemico vi avrà visto, potrete anche provare a fuggire, ma sappiate che, quasi sempre, continuerà a inseguirvi imperterrito. Il controller è mappato per permettere di avere tutto sotto controllo, tra colpi normali o forti, senza dimenticare le abilità speciali che infliggeranno molti danni, ma consumeranno punti abilità. Oltre all'indicatore dei punti abilità avremo anche quello della resistenza. Sarà importante non consumarlo troppo in fretta, perché a quel punto non potremo, per un breve tempo, fare quasi nulla. Movimenti come scattare, parare e schivare consumano resistenza e rimanerne a secco significa restare quasi inermi e in balia del nemico, tenendo ben presente che compiere parate e schivate con il giusto tempismo è una delle chiavi per la vittoria.
Importantissimo riuscire a gestire al meglio il nostro compagno a partire dalla possibilità di switchare tra Modalità Scambio e Modalità Libera, in base a cui sarà impostata la sua intelligenza artificiale. La prima fa in modo che il compagno attacchi il nostro stesso obiettivo, in modo che questo divida su entrambi la sua attenzione, soluzione ottima per affrontare i boss più coriacei, soprattutto se ci troviamo in difficoltà e necessitiamo di tirare il fiato. La seconda lascia il nostro partner libero di combattere contro chi vuole, scelta ottima quando affrontiamo gruppi numerosi di mostri. In qualsiasi momento potremo passare da l’una a l’altra modalità, donando al combattimento un'interessante vena strategica. Inoltre ognuno dei compagni selezionabili ha abilità di supporto e di attacco, entrambe davvero efficaci per avere la meglio degli avversari più difficili. Per utilizzarle dovremo riempire degli appositi indicatori grazie ai colpi che infliggeremo agli antagonisti. Unendo tutto questo, il combat system si rivela interessante e ben studiato, capace di sfruttare molteplici fattori per andare a creare un'esperienza action che non delude. Naturalmente potrete scegliere uno dei quattro livelli di difficoltà disponibili e dovrete imparare a gestire i checkpoint sparsi nel mondo che permettono di svelare parti di mappa e di rifocillarsi in previsione delle prossime battaglie, anche se questo farà rinascere i mostri che avremo già sconfitto, esclusi i boss. Il sistema è figlio dei soulslike, ma non preoccupatevi: Echoes of Aincrad ha meccaniche che ben si adattano a qualsiasi tipologia di gamer, in base a come gestirete le opzioni. Una volta terminato il gioco avrete accesso a una modalità con permadeath, per entrare meglio nello spirito di Sword Art Online.
Echoes of Aincrad: pregi, difetti e conclusioni finali
Certo, non è tutto oro quello che luccica e il gameplay soffre di un certo sbilanciamento in favore dei combattimenti, dove si fa sentire la poca varietà dei nemici, spesso ripetuti. Inoltre le ambientazioni, sia nelle città che fuori dalle mura e nei dungeon, offrono ben pochi spunti di interesse, se non per alcuni luoghi dove potremo leggere brevi testi dedicati alla lore del gioco. Le mappe sono ampie, ma vi troverete semplicemente mostri e forzieri da aprire, mentre le città sono stracolme di personaggi con cui non potrete avere alcuna interazione, un po’ un autogol per un titolo che deve ricreare l’atmosfera di un MMORPG. Peccato, perché la direzione artistica di Echoes of Aincrad ricalca a dovere l'immaginario visivo che da anni leghiamo al brand di Sword Art Online. La resa grafica è discreta senza particolari picchi, con una palette vibace e un frame rate quasi sempre stabile. Paesaggi e boss sono gli elementi più soddisfacenti, mentre in città si nota qualche artefatto che cerca di alleggerire il motore grafico, come pop-up o elementi che scompaiono in base alla nostra distanza. Potrete scegliere tra modalità grafica e prestazioni, ma onestamente non ho notato particolari differenze. Buono il comparto sonoro dove le musiche piacevoli ci accompagnano per tutto il nostro viaggio. Come spesso accade, il doppiaggio giapponese vince su quello inglese, mentre tutti i testi sono tradotti in italiano.
Echoes of Aincrad non entrerà nella storia dei videogame, ma ha il pregio di essere un buon titolo e di essere la migliore rappresentazione videoludica dedicata a Sword Art Online. Tecnicamente valido, con un combat system soddisfacente e un sistema di crescita e crafting derivativi, ma funzionali, Echoes of Aincrad pecca dal punto di vista dei contenuti, con un mondo un po’ spoglio e una trama che stenta a decollare. Resta il fatto che i fan della saga hanno l’occasione unica di indossare il NerveGear e lanciarsi in prima persona nelle avventure nate dalla mente di Reki Kawahara! Se amate SAO, non potete lasciarvi scappare Echoes of Aincrad!