Blue Prince, la recensione: verso la stanza 46 su Nintendo Switch 2
La formula roguelite che si fonde con quella da puzzle game riesce a stregare anche sull'ammiraglia Nintendo.
E così, un po' a sorpresa, quella che è stata tenuta d'occhio da videogiocatori e critica e che si è rilevata come una delle sorprese del 2025, si prepara ad avvolgere i giocatori Nintendo in un'avventura pregna di mistero e di enigmi da far girare la testa (e in questa guida troverete qualche dritta su puzzle, enigmi e codici). A dir la verità, avevamo già giocato intensamente a Blue Prince circa un anno fa, trovandolo un vero e proprio gioiellino: un brillante esempio di game design che risplende per carattere e inventiva.
E ora, pensate tutto questo pacchetto in un porting su Nintendo Switch 2, un'ibrida che fa della portabilità la sua arma vincente: e questo non è poco considerando che molti videogiocatori riescono a dedicarsi a questa passione solo in alcuni ritagli di tempo. Allora, spinti dalla curiosità, ci siamo ributtati a capofitto in questo roguelite in prima persona con tanti bei puzzle da risolvere, verificando al contempo se Blue Prince sia realmente godibile con console alle mani (ma anche in modalità TV, sia chiaro).
La risposta è sì, anche se con qualche piccolo compromesso grafico. Dopotutto, volete mettere la "gioia" di ritrovare la stanza 46 senza avere la minima idea di come arrivarci? Tranquilli, è questo l'aspetto più goloso di Blue Prince.
Blue Prince: il ritorno alla villa Mt. Holly
Simon Jones è un ragazzo di 14 anni, molto fortunato (o almeno qualcuno lo direbbe), che ha ricevuto in eredità dal prozio Herbert S. Sinclair la tenuta di Mount Holly. Però, lo zio mise una condizione a tale testamento: il pronipote avrebbe ereditato l'intera proprietà solo nel caso avesse scoperto l'ubicazione della 46esima stanza del maniero, che contava soltanto 45 stanze.
Sembra una burla, eppure in questo luogo ogni alba svela un nuovo mistero, dove i corridoi e le stanze continuano a mutare. E ogni giorno ci ritroveremo in questo loop, in cui tutto sarà resettato e dovremo risolvere i segreti di questa villa che sembrano non farci mai venire a capo.
Blue Prince, del resto, è un'avventura rompicapo in cui saremo chiamati a pensare, a spremere le meningi per riuscire a superare gli svariati enigmi e trovare ogni singolo appunto che conterrà suggerimenti o ci darà indizi su come affrontare le future stanze. Dunque, non solo è richiesta molta dedizione alla causa, ma anche una buona conoscenza dell'inglese: infatti, l'esperienza non è localizzata in italiano e quindi non risulta perfettamente godibile a chi non mastica la lingua anglosassone.
Qualora si superino gli "ostacoli" linguistici, Blue Prince saprà deliziare come pochi altri grazie a una creatività e a un gameplay decisamente non ordinari. Le condizioni sono molto semplici: Sinclair dovrà esplorare le varie stanze entro un numero prestabilito di passi e cercare di posizionarle per raggiungere questa fatidica camera, una meta quasi irraggiungibile che potrebbe far perdere le speranze al giocatore.
Ma proprio quando tutto sembra perduto, e soprattutto dopo aver assimilato le meccaniche di base (e posizionato le sale in modo intelligente sulla falsa riga di un gioco da tavolo), ecco che quel magico momento arriverà, in cui si assisterà a... beh, non ve lo diremo, dovrete giocarvi Blue Prince dall'inizio alla fine.
Una volta esauriti i passi a nostra disposizione, dovremo giustamente riposarci e ripartire dal principio in questa villa che sembra mantener premuto in continuazione il tasto reset. Nuovo giorno, in cui esplorare stanze che possono contenere oggetti chiave, documenti importanti e corridoi che ci consentiranno di andare in luoghi adiacenti con un numero maggiore di porte da aprire. Bisogna comunque far attenzione alle stanze rosse, spesso e volentieri ci porteranno in vicoli ciechi e avranno un effetto negativo sull'esplorazione.
In ogni caso, l'aspetto che affascina di Blue Prince è proprio in quella formula roguelite in cui bisogna tentare e ritentare e prendere appunti per non mandare in malora tutte le fatiche del giorno precedente. Giorni si vedranno solo stanze vuote, altri i passi a disposizione si esauriranno alla svelta, ma poi ci saranno anche momenti energici in cui lo studio del mondo di gioco permetterà di aprire una porta prima inaccessibile oppure ottenere la chiave per il giardino segreto.
Blue Prince, nonostante l'ingegnoso comparto grafico caratterizzato da shader per ottenere un aspetto da graphic novel, punta inesorabilmente sul far "rigiocare il giocatore", incoraggiandolo nei fallimenti e dandogli anche quel filo di frustrazione che gli consente di ricominciare senza arrendersi. E questo è davvero nobile per un videogioco!
Come si comporta su Nintendo Switch 2?
Dopo aver rinfrescato la memoria e aver rinnovato la grinta nel risolvere ogni rompicapo (o almeno ci abbiamo provato), ci siamo soffermati anche sull'analisi delle prestazioni della versione dell'ammiraglia Nintendo. Cominciamo col dire che l'esperienza è settata per mantenere un framerate stabile a 30 FPS, che potrebbero sembrare pochi di questi tempi ma che, ve lo garantiamo, non rendono l'esperienza meno appetibile rispetto alla controparte per altre piattaforme.
La situazione migliora nettamente qualora si giochi (quasi) esclusivamente in modalità portatile, fruizione che abbiamo preferito per veloci sessioni o per occupare quei momenti morti della giornata. Quello che possiamo dirvi è che non ci sono problemi di sorta evidenti, nessuno scatto né tantomeno rallentamenti. Tuttavia, i tempi di caricamento non risultano così immediati, ma niente di cui preoccuparsi particolarmente (meglio però installarlo nella memoria della console). Interessanti i controlli tramite la funzionalità mouse dei Joy-Con 2 che tutto sommato sono ben implementati e rispondono perfettamente agli input.
È dunque consigliabile recuperare Blue Prince su Switch 2? Beh, se possiamo permetterci e qualora adoriate giocare in portabilità, allora ne resterete soddisfatti. In docked c'è qualche piccolo problemino, ma nulla da far strappare i capelli, dopotutto.