Blasphemous 2

Il secondo pellegrinaggio del Penitente nelle terre di Cvstodia

di Davide Tognon

Correva l'anno 2019 quando, con Blasphemous, la software house spagnola The Game Kitchen si affacciava sul panorama dei metroidvania. Si tratta di un genere molto popolare e molto inflazionato, soprattutto sulla scena indie, ma il gioco sviluppato dallo studio andaluso è riuscito a ritagliarsi il proprio spazio grazie ad uno stile unico, messo a supporto di un gameplay solido, prerogative che hanno garantito a questo videogame un certo seguito. Quattro anni dopo, The Game Kitchen è tornata sul pezzo con il sequel Blasphemous 2.

L'universo di Blasphemous rielabora temi propri del cattolicesimo e della tradizione spagnola, attingendo a piene mani da pagine macabre come quelle che riguardano l'inquisizione o la setta dei flagellanti (non a caso il quadro Procesión de disciplinantes, dipinto da Francisco Goya, è indicato come una delle principali fonti di ispirazione). Gli aspetti più grotteschi dell'iconografia cristiana vengono accentuati, per dare vita ad una scena che ha il preciso scopo di inquietare lo spettatore.

Cvstodia, la regione dove è ambientato Blasphemous, si popola così di creature deformi e sofferenti, uno stuolo di peccatori che dalla fede ha tratto solo una infinita pena. Questi disgraziati sono raffigurati con uno spiccato gusto per l'orrido, con una dovizia di dettagli carnali che potrebbe disturbare i giocatori più impressionabili. Bisogna però tenere a mente che questi eccessi non siano un modo fine a se stesso di urtare la sensibilità altrui, ma rappresentano una componente essenziale dello stile di Blasphemous.
L'origine dei mali di Cvstodia si chiama Miracolo. Si tratta forse del concetto più affascinante di Blasphemous: è un fenomeno di carattere religioso, rimasto tuttavia incompiuto e dalla cui imperfezione sono scaturiti i patimenti che affliggono le genti. Il Miracolo è sorta di parodia crudele, che fa risaltare i punti più oscuri della religione e si fa beffe di chi professa ciecamente la fede.

Il testimone privilegiato del Miracolo è il Penitente, che in Blasphemous 2 parte per un altro pellegrinaggio fra le terre di Cvstodia. Il protagonista del gioco è anch'egli un miserabile, una figura anonima caratterizzata da un elmo che riprende la forma del capirote, il copricapo a punta tipico degli appartenenti alla setta dei flagellanti. Il Penitente si opporrà agli abomini scaturiti dal Miracolo, per quanto ci si possa opporre ad un mondo che offre solo sofferenza ovunque si getti lo sguardo.
David Erosa, produttore del titolo, prima dell'uscita aveva affermato che Blasphemous 2 sarebbe stato "più metroidvania" del primo e riteniamo di sapere a cosa si riferisse. La seconda iterazione del Penitente è più potente e più mobile della precedente: le sue accresciute capacità consentono di ampliare sia la portata dei combattimenti, sia quella dell'esplorazione (e relativo backtraking), ossia i due cardini del genere di cui stiamo discutendo.

Nel primo Blasphemous il Penitente si limitava ad impugnare la medesima spada per tutto il corso del gioco, mentre ora si avvale di ben tre armi, che può alternare a piacimento: Sarmiento e Centella, una combinazione di uno stocco con una daga, perfetta per attacchi veloci a breve distanza; Ruego Al Alba, uno spadone che fornisce il giusto compromesso fra velocità, portata e danno; Veredicto, un mazzafrusto alla cui estremità è legato un enorme incensiere, per attacchi pesanti e a lungo raggio.
The Game Kitchen ha svolto un lavoro mirabile nel bilanciare gli strumenti offensivi. Le tre armi sono complementari fra loro e offrono moveset diversi, che si adattano a differenti tipologie di nemici. Il giocatore viene invogliato a provarle tutte e tre nel corso di Blasphemous 2, ma se preferisce può anche utilizzare sempre la stessa arma. Dobbiamo tuttavia accordare una leggera preferenza a Veredicto, per l'esteso arco verticale descritto dai suoi colpi, che si rivela molto efficace contro gli avversari aerei.  

Ad ogni arma corrisponde un apposito skill tree, che sblocca mosse extra e migliora molti parametri in combattimento. Il Penitente può seguire altre vie per potenziarsi: ad esempio può alzare le difese con i bonus raccolti sotto forma di grani del rosario, oppure rinvigorire gli attacchi con altri bonus, raffigurati come santini in un altarino. Se ancora non basta, può anche rendere le armi più letali con un attributo elementale o lanciare magie agli abominevoli opponenti.
Un'ulteriore espressione della nuova forza del Penitente sta nella sua maggiore mobilità. Il primo Blasphemous, andando controcorrente, rifiuta un caposaldo del genere metroidvania come il doppio salto. Il Penitente 2.0 invece abbraccia questa abilità basilare e sarà forse per questo motivo che in Blasphemous 2 troviamo sia alcuni boss particolarmente piacevoli da affrontare, sia ondate di nemici cattive e appaganti da sconfiggere; tenete presente che col doppio salto aumentano le possibilità di game design, con tutto quel che ne consegue.

Non solo il design dei combattimenti, ma ovviamente anche quello del livello trae beneficio quando si controlla un personaggio con maggiori capacità, perché di riflesso aumentano anche le opportunità di chi quel livello lo deve creare. Tornando al doppio salto, grazie ad esso si possono collocare le piattaforme più lontano e nascondere meglio i segreti, dei quali Blasphemous 2 pullula; anche disporre di più armi aiuta, perché ad ognuna di esse è correlata una specifica abilità, che va sfruttata per superare specifici ostacoli.
Cvstodia vanta dunque un level design accorto, che rende molto gradevole l'esplorazione delle varie aree interconnesse. Durante il suo pellegrinaggio, il Penitente incontrerà alcuni NPC (spesso sofferenti per colpa del Miracolo) che assegneranno quest secondarie. Quasi tutte le missioni consistono nel trovare qualcosa di nascosto da qualche parte nella mappa e poi tornare dal quest-giver, anche se non mancano degli incarichi più criptici, che sarà una impresa capire e portare a termine.

Diversi aspetti di Blasphemous 2 derivano dai soulslike, come ad esempio quando la lore del mondo viene raccontata attraverso le suggestive descrizioni degli oggetti. Anche il livello di difficoltà risente di questo influsso: per portare a termine il gioco bisogna possedere una certa dimestichezza con azione 2D e platforming. Ci sono picchi di difficoltà, seppur non esagerati e nel campo dei metroidvania si è visto molto di peggio, ma qualche passaggio potrebbe causare frustrazione ai meno esperti.
Per giocare a Blasphemous 2 è indicato munirsi di un gamepad. Con un controller Xbox, il comando del Penitente si è confermato preciso e puntuale in ogni situazione. Passando al comparto tecnico, sebbene The Game Kitchen abbia dichiarato di averlo costruito partendo da zero, si nota qualche asset importato dal primo capitolo e, in generale, non c'è una grande differenza col predecessore in termini di resa a schermo; forse lo studio spagnolo dimostra più maestria nell'utilizzo di Unity. Fattore novità a parte, Blasphemous 2 è senza dubbio un bel vedere. 

Abbiamo accennato prima allo stile, che si appropria di elementi delle culture spagnola e cristiana, i quali vanno a raffigurare un quadro unico nei personaggi, nei mostri, nelle architetture, negli sfondi, e così via: basta uno sguardo per distinguere Blasphemous 2 dagli altri videogame. Forse non tutti gradiranno gli eccessi, ma piacciano o meno sono senza dubbio un motivo di interesse. La pixel art in sé è molto valida, con modelli ben disegnati e animati (in particolare il Penitente e le sue armi). Frame rate incollato a 60, com'è giusto che sia.



Il sonoro vanta un repertorio piuttosto vario: una melodia di pianoforte qui, una di chitarra (che fa molto flamenco) là. Forse le musiche in sé non sono abbastanza disturbanti per rendere la sensazione di sofferenza perenne di Cvstodia, ma accompagnano degnamente il pellegrinaggio del Penitente. Il doppiaggio è offerto in spagnolo o inglese, con i sottotitoli in italiano. Lo spagnolo è una scelta pressoché obbligata, anzi, una vera e propria esperienza uditiva, che cala lo spettatore nella parte come pochi altri doppiaggi di videogiochi sanno fare.

Per concludere, non possiamo che consigliare Blasphemous 2 a tutti coloro che si dilettano con i metroidvania. Il suo stile provocatorio potrebbe risultare indigesto alle persone particolarmente sensibili sui temi religiosi, ma al tempo stesso attrae chi cerca qualcosa di diverso dal solito. Ma ciò che più conta, dietro allo stile troviamo un videogame fatto bene, che diverte sempre nella ventina di ore (backtracking compreso) necessaria a portarlo a termine, un videogame con il quale The Game Kitchen ha dimostrato di sapersi evolvere.