Be missed and remembered - Recensione di una visual novel che poteva essere altro

La visual novel di Overlap Games e Nekoneko sembra provenire da un'altra era, e la cosa non è un complimento

di Domenico Colantuono
Segui Gamesurf su Google

Tra gli anni ‘70 e ‘80 il Giappone ha vissuto un cambiamento radicale che ha ridefinito il tessuto sociale, culturale e geografico del paese. 

Un miracolo economico che ha posto i binari per la trasformazione tecnologica dello stato asiatico, ma che al contempo ha anche ampliato le già profonde fratture interne: con un centro che si è ampliato a dismisura, fagocitando tutto ciò che fosse sulla sua strada e dando vita alle megalopoli come quella del Tokaido, e una periferia che ha visto i propri spazi diventare sempre più piccoli e vivere il fenomeno del Kaso, ovvero la costante fuga di giovani verso le città.

Tale trasformazione non ha cambiato solo l’economia del paese, ma ne ha anche stravolto le tradizioni e la cultura - fortemente legate al folklore delle aree rurali.
La religione shintoista ha smesso di essere collante sociale, le ricorrenze legate alla natura e alla ricerca di un equilibrio con questa sono diventate qualcosa da cui fuggire e il timore per gli Yokai e gli spiriti della natura è stato scacciato dalle luci delle città e dai treni ad alta velocità.

E questa trasformazione del paese del Sol Levante fa da sfondo a Be missed and remembered: The letter from Mayoiga, visual novel nata dalla collaborazione tra Overlap Games e Nekoneko Soft che ci porta a spasso per ere diverse del Giappone con l’intento di scoprire di più e risolvere il segreto che avvolge una ragazzina e una maledizione legata a un antico santuario.


The letter from Mayoiga è una classica storia giapponese già vista e rivista

Be missed and remembered: the letter from Mayoiga racconta una classica storia giapponese, di quelle che chi bazzica tra anime, manga e videogiochi, ne ha già viste e sentite a centinaia. E questo è solo il primo degli aspetti deboli della produzione.

Il titolo ci porta negli anni ‘70 e ci mette nei panni di Naofuyu, studente proveniente da Tokyo che decide di passare le vacanze estive nella casa dei nonni in un villaggio remoto e lontano dal rumore e dalla frenesia della città.
Accompagnato dalla sorella minore Risa, i due ben presto vengono messi in guardia dagli abitanti del villaggio che uno spirito malvagio, Susu, si annida tra i sentieri del monte Oyama che sovrasta il villaggio.

Naofuyu, figlio di un’era fatta di esplorazioni spaziali e passeggiate lunari, decide di investigare la cosa e scopre che lo spirito malvagio non è altro che una ragazzina colpita da una maledizione legata a un tempio dell’acqua.

Naofuyu e Risa decidono di aiutare Susu a rompere la maledizione, in quella che ben presto diventa una corsa contro il tempo prima che l’estate finisca.

Evito in questa recensione di andare troppo nei dettagli per due semplici motivi: la scrittura è già debole di suo e diventa prevedibile e poco appassionante dopo le prime due ore di gioco, poi vi è da sottolineare che la trama è l’unica cosa che il titolo ha da offrire - quindi anche il minimo spoiler vi rovinerebbe l’esperienza - già non esaltante di suo.


L’assenza di gameplay in The letter from Mayoiga

Solitamente le visual novel seguono uno schema ben definito: vi è una fase iniziale che presenta i personaggi, le ambientazioni e mette il giocatore davanti alle prime scelte, di poco conto, da fare.
Una parte centrale in cui alcune delle scelte fatte cominciano a tessere la trama di gioco.
Una parte finale dove tutte le scelte fatte si accompagnano ai vari punti di svolta fino alla conclusione, o una delle conclusioni, che ci porta ai titoli di coda.

Se decidete di giocare a Be missed and remembered: the letter from Mayoiga dimenticate tutto ciò. Il gioco non propone alcuna scelta da fare o nessun bivio narrativo. Vi chiederà semplicemente di cliccare per leggere i dialoghi tra i vari personaggi.
Decisione che, per quanto non condivida, comprenderei per un titolo di un paio di ore, ma non per una visual novel che supera ampiamente le 8 ore di (non) gioco.

L’unione di assenza di gameplay e trama che non brilla per fantasia fa sì che il titolo si trascini a fatica verso i titoli di coda, con l’unico risultato che diventa automatico a un certo punto cliccare all’impazzata per skippare tutte quelle conversazioni secondarie che aggiungono poco e nulla alla trama: perché, francamente, della gara di sputo dei semi di anguria mi importa poco.


Manca quel guizzo creativo che avrebbe potuto fare la differenza

Tecnicamente parlando Be missed and remembered: the letter from Mayoiga non offre nulla che lo faccia spiccare dalla massa di visual novel presenti sul mercato (che offrono però un gameplay e trame più articolate e mature).

Non c’è una firma stilistica che catturi l’occhio o scelte di design che puntino a dare profondità o anche identità alla produzione. Il risultato è che se vi mettessi davanti un’immagine da The letter from Mayoiga e un’altra visual novel, difficilmente capireste che si tratta di due prodotti diversi.

Di positivo c’è il doppiaggio in giapponese, che evita il semplice wall of text da leggere, e una colonna sonora che vanta la canzone “Rainy 1970’s” di Nami Kawana che porta forti vibes pop rock di quel decennio.

Be missed and remembered ci ricorda che non tutto deve essere un videogioco

In un’intervista, il producer del gioco ha affermato che l’idea per Be missed and remembered è nata dal suo amore per Narcissu, visual novel del 2005 di Tomo Kataoka, che toccava temi potentissimi come la dignità del fine vita, l’isolamento emotivo delle malattie terminali e l’accettazione della morte.

Ed è per via dell’ottimo lavoro fatto con Narcissu che Overlap ha deciso di affidare a Kataoka la scrittura di Be missed and remembered, chiedendogli però al contempo di evitare storie troppo impegnative e finali tristi; decisione che a mio parere ha tagliato fuori ogni potenziale narrativo dalla storia.

Tutti quegli spunti che ho accennato nell’introduzione e che potevano dare enorme profondità all’esperienza, restano semplicemente sullo sfondo, senza mai venire approfonditi o incorporati nella narrazione.

Il risultato finale è quindi un prodotto blando sul piano narrativo, che sembra appartenere a un’altra epoca e parla a un pubblico che forse oggi nel mondo dei videogiochi non esiste più.
E qui arriva il punto focale della recensione: Overlap, la società di produzione dietro Be missed and remembered, è un editore di anime e manga che ha deciso di allargarsi al settore dei videogiochi proponendo una produzione fatta per il mercato analogico a un settore che segue regole totalmente diverse.

Perché io sono convinto che lì fuori ci sia un pubblico per Be missed and remembered, ma molto probabilmente è un pubblico che solitamente sfoglia le pagine di un manga in metro o guarda una puntata di un anime prima di andare a dormire, sicuramente non è un pubblico che freme dall’idea di cliccare la barra spaziatrice per 8 ore di fila per vedere una storia che poteva essere proposta in altri formati e arrivare a un target sicuramente più idoneo.