Army men: RTS

di Redazione Gamesurf

E il circolo è chiuso. In pratica il succo di Army Men RTS è tutto qui: si tratta solo di cercare di contrapporre le squadre di unità giuste al tipo di nemico incontrato e niente altro.
Anche dal punto di vista delle modalità presenti non c'è molta varietà in quanto sono solo tre. La prima è ovviamente la campagna costituita da 15 missioni. Ognuna di queste ha un obiettivo principale e due speciali. Il primo va necessariamente completato se si vuole andare avanti mentre gli altri sono facoltativi e danno una sorta di bonus. Se vengono completati sbloccano scenari nelle altre modalità del gioco ovvero le Grandi Battaglie e le Operazioni Speciali. Questo è l'unico motivo di interesse nel quadro delle modalità di gioco in quanto le missioni della campagna procedono secondo uno sviluppo su cui la scelta di chi gioca non incide in alcun modo e non è prevista la possibilità di partite custom o skirmish.

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A completare il quadro arriva una breve tutorial e un archivio per osservare con calma le caratteristiche di strutture e unità.
Una nota decisamente positiva viene dai controlli di Army Men. Essendo uno strategico, genere di difficile trasposizione su una console a causa delle periferiche di comando, la cosa poteva essere fonte di frustrazione per il giocatore. Invece le scelte fatte dai programmatori facilitano la vita. Al posto della selezione con il drag del mouse non possibile qui per ovvi motivi, i gruppi di unità sono selezionati con la pressione di un solo tasto. Un cerchio diventa via via più grande nel diametro ad ogni pressione del tasto e tutte le unità comprese saranno selezionate.

Un metodo che non equivale certo a quello del PC ma che prova a sostituirlo con una certa efficacia. Aiutano nella selezione anche i tasti triangolo e quadrato i quali servono, rispettivamente, a scegliere unità preventivamente selezionate e ad aggiungerne di nuove a quelle già raggruppate. Pure sotto questo punto di vista non c'è altro. E' impossibile creare formazioni, usare strategicamente le squadre create e sfruttare a proprio vantaggio la morfologia della mappa come le zone rialzate. Tra l'altro le squadre tendono tutte a muoversi in bizzarre formazioni a colonna, tanto che, ingaggiato il nemico, finiscono prese tra le tenaglie del fuoco avversario.

Alla fin fine ogni missione si riduce ad ammassare un quantitativo di truppe sufficienti ad annientare il nemico e a resistere ai suoi, per altro infrequenti, attacchi. Una semplice tattica diretta a logorare progressivamente le fila nemiche è, nella totalità dei casi, più che sufficiente a garantire il successo. Il nemico controllato dalla CPU si comporta per di più in maniera strana. Si ha l'impressione che faccia davvero poco per contrastare la nostra avanzata e al tempo stesso sembra che questa mancanza di intraprendenza sia compensata da una sproporzione a suo favore dei danni inflitti, specie nelle frequenti imboscate dove non si può fare a meno di perdere regolarmente unità.

Grafica e sonoro sono gradevoli e la prima è certo uno dei motivi di maggior interesse perché la curiosità di vedere come i luoghi quotidiani possano funzionare da sfondo per le battaglie tra soldatini spinge a giocare e a divertirsi tutto sommato. Le musiche, che fanno il verso ai grandi classici del cinema di guerra, danno quel tocco di ironia che non può mancare in un titolo del genere.

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