007 First Light, la recensione: dalle origini con amore
Il ritorno dell'agente segreto inglese è un autentico centro perfetto!
Il mio nome è Bond, James Bond! È pressocché inevitabile esordire così con 007: First Light, l'opera che rinnova la "licenza di uccidere" e che fa il ritorno nel mondo dei videogiochi grazie a IO Interactive, team di sviluppo conosciuto per aver dato i natali a Hitman e all'infallibile agente 47, noto sicario che sa sempre come portare a termine ogni incarico. In ogni caso, IO Interactive non è solo Hitman e, senza troppi giri di parole, lo ha dimostrato con 007 First Light in un'operazione non così semplice: dare lustro a un prodotto che non si limitasse semplicemente a fare bene i compiti a casa, ma che fosse in grado di valorizzare e riportare in auge l'agente al servizio segreto di Sua Maestà.
Una nuova storia dunque che riscrive (in un certo senso) le origini del personaggio, uno 007 giovane, spavaldo, spericolato e poco incline a seguire i protocolli o a farsi dare ordini precisi. Un'evoluzione costruita magnificamente, senza affanni, con cognizione di causa e che ci porta a compiere delle imprese così surreali che non si vedevano dai tempi di Goldfinger. 007 First Light abbraccia i fan storici, quelli più fedeli, coloro che hanno letto ogni romanzo di Ian Fleming e conoscono questo ruggente quanto longevo agente a menadito. Una fedeltà così accurata che ci ha sorpreso ma che, al tempo stesso, riesce anche ad abbracciare coloro che vogliono un'esperienza al cardiopalma, talvolta surreale per la frenesia dell'azione e al tempo stesso compassata da un approccio strategico maturato sul campo dagli sviluppatori.
Qualcuno potrebbe accostare 007 First Light, anzi, frettolosamente definirlo come un mix tra Uncharted di Naughty Dog e Hitman. E in un certo senso qualcosa in comune c'è, ma siamo dell'idea che questo videogioco sia un'opera che abbraccia diversi gusti e che ci proietta in una storia inedita, cinematografica, ma da vivere in prima persona con il controller tra le mani. E ci pensate? Grazie alla nostra passione, possiamo goderci uno James Bond nuovo di zecca e assaporare un'intera quanto inedita epopea. Che meraviglie si possono ancora creare con questo medium?
Una missione ricca di opportunità
Trovarsi dinnanzi a un nome così importante come James Bond e 007 è una grossa responsabilità soprattutto in ambito videoludico, in cui sono stati commessi alcuni scivoloni e, probabilmente, l'unico videogioco degno di nota fu il mai dimenticato GoldenEye 007 su Nintendo 64. Un onere non da poco per IO Interactive, che ha colto la palla al balzo per mettersi alla prova, per sviluppare tutte quelle opportunità che il franchise poteva offrirgli e creare un capitolo unico, identitario, in un action-spy originale che deliziasse un po' tutti.
Un sogno che si è concretizzato, lasciatecelo dire, non solo per la coerenza del personaggio (caratterizzato altresì dalla cicatrice sulla guancia come nei romanzi) ma anche per aver raccontato una nuova storia basata sulle origini di un giovane James Bond, prima che gli venisse "affibbiato" quel doppio zero e il numero sette di matricola. Nessuno nasce come agente segreto e lo scopriremo nei primi minuti di gioco quando, chissà come o forse per una determinazione degna di un combattente d'élite, il nostro eroe riesce a sopravvivere a un attacco alla sua unità militare, trovandosi suo malgrado a collaborare con l'MI6.
Ed è in quei momenti difficili che si vede il valore di un soldato, ma non uno qualunque, nossignore, uno scriteriato, impulsivo (talvolta) e determinato a raggiungere l'obiettivo. E anche se i risultati non sono sempre quelli sperati, con qualche piccolo problemino lasciato un po' ovunque, James Bond riesce in qualche modo a lasciare la sua traccia, a farsi notare e a crescere come un agente che merita quel doppio zero sul petto, accidenti se lo merita!
007 First Light, mentre ci racconta una storia pregna di emozione e di un'azione degna di un colossal d'azione, ci fa vivere la crescita del giovane Bond, non solo come agente sul campo ma anche come uomo: una persona capace di incantare, bleffare, flirtare ed estrarre la pistola di servizio al momento giusto, ma solo quando non viola nessun protocollo, per inciso. Insomma, Bond si fa notare dall'MI6, i servizi segreti del Regno Unito, che vuole addestrarlo e renderlo una risorsa dal grande valore sul campo. E faremo anche la conoscenza di alcune delle figure chiave del franchise, tra cui Q, M e Moneypenny, senza contare gli amici/colleghi di Bond (Cressida e Monroe) e l'istruttore Greenway (poi figura rilevante nella narrativa).
007 First Light ci ha impressionato grazie a un cavillo narrativo/ludico che abbiamo trovato pressocché geniale: l'addestramento di Bond. Questa fase viene raccontata con un taglio cinematografico che ci fa passare da una sequenza di addestramento all'altra, inscenando una storia di formazione al combattimento ma al tempo stesso dandoci le nozioni fondamentali alla battaglia, alle arrampicate, ai colpi di soppiatto e alle fasi in cui avremo la "licenza di uccidere". Riuscire in questa impresa non è certo facilissimo e questo ci dà conferma che l'esperienza del team creativo è fondamentale per riuscire a compiere una manovra del genere.
Esperienza, esatto, la parolina magica che risulta fondamentale per sviluppare un gameplay convincente e armonico, e che al tempo stesso unisca saggiamente le fasi stealth a quelle, passateci il termine, più "caciarone".
Non farti scoprire: si vive solo due volte!
Fin dai primi momenti nei panni del giovane Bond bisognerà prestare attenzione al mondo circostante, essere silenziosi come lepri, cogliere di sorpresa i vari cattivoni e metterli a nanna con un colpo di grazia furtivo. È così evidente come l'anima stealth sia figlia dall'esperienza maturata con Hitman, in cui saremo chiamati a sfruttare le enormi potenzialità ambientali a nostra disposizione e che non compromettano l'esito positivo della missione. Ogni area sarà pregna di indizi che ci saranno utili per scovare opportunità e progredire: potremo infatti origliare delle conversazioni per estrapolare informazioni sul nostro bersaglio, travestirci per intrufolarci in ogni dove o, ancora meglio, bluffare gli autoctoni con la nostra splendida parlantina che li lascerà pressocché perplessi.
Le opportunità a disposizione sono parecchio generose e nel lungo periodo sarà divertente scegliere nuove strategie al fine di scoprire risvolti un pochino diversi dalle scelte originali. Questo ci ricorda gli Hitman più recenti (qui, la nostra recensione del terzo capitolo), è vero, ma lasciateci dire che il tutto è stato alleggerito e il gioco non sarà mai così "punitivo". L'approccio ludico è ben diverso, nessuna guardia stesa dovrà o potrà essere nascosta e la progressione risulta molto più immediata. E del resto, è sempre presente la licenza di uccidere, ma ci arriveremo tra poco.
Insomma, in 007 First Light oltre a scippare le chiavi del magazzino, arrampicarci su grondaie, scavalcare, nasconderci e colpire di soppiatto, potremo sfoderare i nostri gingilli tecnologici, equipaggiamenti capaci di fare la differenza là fuori. James sarà dotato di un Q-Watch, un dispositivo all'avanguardia di hackeraggio in grado di bypassare la maggior parte dei circuiti elettrici entro un breve raggio d'azione: le possibilità che offre sono molteplici e in grado di creare diversivi niente male (come prendere il controllo del sistema di controllo di un aereo e sballottolare gli avversari a destra e sinistra). Non meno importanti il telefono che spara dardi, per far venire nausea e vertigini momentanee a coloro che ci impediscono l'ingresso in qualche edificio, e le capsule fumogene per sferrare un attacco di sorpresa e svignarsela a gambe levate.
I gadget sono il fiore all'occhiello di ogni 007 che si rispetti e scegliere quelli giusti all'inizio di ogni missione può fare la differenza: ricordatevi però di raccogliere batterie o sostanze chimiche per i dardi, altrimenti arriverete impreparati quando c'è da mandare a nanna qualche cattivone in agguato.
La modalità storia di 007 First Light ci ha accompagnato per circa 16 ore con qualche game over alla difficoltà normale: un ottimo entry level per vivere questa esperienza, anche qualora si abbia poco esperienza con il genere. Ad allungare la longevità ci pensa tuttavia la modalità Tacsim, un'esperienza virtuale in cui migliorare le abilità e utilizzare gli strumenti a nostra disposizione in modo creativo per risolvere le sfide. Completando le simulazioni si ottengono informazioni e punti esperienza, i quali aumenteranno il livello di accesso, rendendo disponibili nuovi gadget, completi e armi.
L'unico neo, se così volessimo definirlo, è dato da un'IA non sempre impeccabile che a volte tende a essere un po' troppo "distratta" e che segue degli schemi piuttosto lineari e poco profondi. E come se non bastasse, appena qualcuno si accorgerà della nostra presenza, un battaglione di cattivoni si lancerà in avanscoperta pronto a farci mangiare la polvere (e i respawn non sono così immediati). In questo caso però, abbatterli risulta decisamente appagante.
Ci piace anche evidenziare come in 007 First Light si sia approfondito il rapporto con gli altri membri della squadra, anche al di fuori della missione, facendoci vivere un'esperienza a tutto tondo, intervallata da sezioni di inseguimenti d'auto ed esplosioni degne di un colossal hollywoodiano.
Licenza di uccidere, attivata!
Non pensiate minimamente che durante una missione possiate tirar fuori dalla fondina la pistola e diventare dei tiratori scelti. 007 First Light pone dei limiti e l'uso della forza bruta è permessa solo qualora non avessimo più nessuna possibilità di fuga: in quel caso si attiverà la licenza di uccidere. In quel caso, oltre alla pistola d'ordinanza, potremo recuperare le varie armi dagli avversari (magari in volo mentre gli scagliamo una bella gomitata) e trivellare il malcapitato di turno. Non solo, si potrà decidere di sparare alle gambe per farli barcollare, optare per un colpo alla testa e rallentare l'azione per ottenere un centro perfetto.
Ma prima di utilizzare le armi, James può sfoderare l'arte del combattimento corpo a corpo, implementata incredibilmente bene. In queste circostanze e per far rientrare il pericolo, dovremo combinare una serie di attacchi, rompere la guardia, effettuare delle prese e scagliare la testa dell'avversario su una vetrina che andrà in mille pezzi. Durante le scazzottate assisteremo a dei momenti decisamente esplosivi, così appaganti da fare il verso al più grande film d'azione al cinema.
L'esperienza su console (versione PlayStation 5, da noi testata) è stata davvero illuminante, nel senso che il titolo mantiene quasi costantemente i 60 FPS in modalità prestazioni, al netto di qualche comprensibile sbavatura grafica. La differenza con la modalità qualità non si nota così tanto, quindi il nostro consiglio rimane quello di non sacrificare la stabilità ludica. Ottime anche le implementazioni del DualSense, ovvero feedback aptico e grilletti adattivi.
007 First Light non rappresenta la perfezione ludica e cinematografica, ma ci si avvicina, ricordandoci perché abbiamo sempre amato quel sorriso sbeffeggiante di un mito che, indissolubilmente, è un pezzo di storia!