The Dressmaker

di Francesca Perozziello
Tacchi alti, labbra rosse, sigaretta. Dopo anni di assenza dal paesino di Dungatar, Myrtle torna a casa armata di vestiti alla moda e macchina da cucire.
Il ritorno nel piccolo centro australiano non é dei più facili, anche perché Myrtle, che ora si fa chiamare Tilly, ha vissuto a lungo nella vitale e colorata Europa.

Strade di terra battuta. Finestre chiuse dietro cui un paio di occhi sono sempre pronti a spiare, botteghe di legno con le stesse, vecchie insegne consumate. Fra Dungatar e Parigi, forse, c'é qualche differenza. E Tilly lo sa.

Kate Winslet, in un vero e proprio momento di grazia della sua carriera, sta collezionando ruoli piuttosto interessanti. Dopo Steve Jobs e Codice 999, la troviamo nel polveroso outback australiano degli anni '50, in una pellicola dal sapore quasi europeo. Le premesse per un film d'autore, capace di scavare in profondità nella mente e nelle vite dei personaggi, c'erano davvero tutte. Ma non affrettiamo le cose.

Tornata a casa per assistere la madre, Molly, che nel corso degli anni si é sempre di più lasciata andare, Tilly si scontra con un misterioso passato che ricomincia a perseguitarla. Fra racconti e flash-back, la sceneggiatrice e regista Jocelyn Moorhouse prova a ricomporre il mosaico della vita di Tilly, un mosaico in cui alcuni tasselli occupano il posto sbagliato.
Oltre all'attrice britannica nel ruolo di protagonista assoluta, il cast del film é composto per la maggior parte da interpreti australiani, creando così un contesto realistico per la storia. Fra tutti spicca Hugo Weaving nei panni del sergente Farrat, poliziotto amante del crossdressing, nonché uno dei pochi in paese a non respingere Tilly e la madre. A oltre vent'anni di distanza da Priscilla - La regina del deserto, Weaving abbandona il ruolo in cui si era fossilizzato a partire dalla saga Matrix, quello del super-cattivo da fumetto, per dare prova della sua versatilità.


Nel cast troviamo anche Sarah Snook, giovane attrice australiana capace di caratterizzare in modo ambiguo i suoi personaggi. Anche in questo caso, la sua Trudy Pratt é una donna dalla doppia faccia: se da un lato é affascinata dall'abilità di Tilly, dall'altro é la degna erede dell'educazione perbenista di Dungatar. Principe azzurro della situazione é invece Liam Hemsworth nei panni di Teddy, forse l'unico personaggio completamente positivo del film.


Con la sua interpretazione di Tilly, sensuale e ricercata, Kate Winslet dà vita a un personaggio sfaccettato, complesso, tormentato. Impossibile non affezionarsi a Tilly, perseguitata da tutto e da tutti, oltre che alla splendida Judy Davis nel ruolo di Molly.
Ma se il film riesce ad emozionare e a coinvolgere fino a un certo punto della storia, é anche vero che si avverte, nella seconda parte del film, una spaventosa virata verso il "già visto". Quella che poteva essere una vicenda diversa dalle altre, si affievolisce a favore di un ritmo narrativo e di scelte fin troppo prevedibili, specialmente per quanto riguarda i personaggi.

Un vero peccato, perché l'eccentrico ritratto femminile di Tilly portato sullo schermo da Kate Winslet aveva tutte le carte in regola per fare di questa pellicola un vero film di culto. Senza nulla togliere alla regista australiana, Moorhouse sembra essersi lasciata prendere la mano dal melenso e dal commovente, perdendo di vista l'obiettivo del suo film. Sì, perché la vendetta messa in atto dalla protagonista, una vendetta raffinata e sottile, finisce per ricadere nei soliti cliché tanto cari alle pellicole sentimentali.


The Dressmaker riesce a incantare con i suoi abiti degni dei tempi d'oro di Hollywood e con il continuo gioco di alternanze fra la Dungatar, cittadina bigotta e conservatrice, in opposizione alla libertà di spirito e di comportamento di Tilly, la cui permanenza in Europa le ha permesso di capire molte cose sulla sua gente. Una vera sofferenza, per lo spettatore, assistere alla distruzione delle ottime premesse della prima parte del film, salvo poi riprendersi sul finale grazie a una protagonista che riacquista la sua coerenza.

Una cosa é certa: grazie a Kate Winslet, alcune battute di questo film resteranno nella memoria di molti spettatori.