Un gioco multi chiude "per colpa" di Amazon

Il gigante dell'e-commerce era il fornitore dell'infrastruttura online

di Davide Tognon

Nel 2018, Amazon ha acquistato GameSparks, una compagnia irlandese che si occupa di fornire un servizio di infrastruttura online per il gaming. Diversi sviluppatori indie si sono rivolti a GameSparks per implementare nei propri titoli funzionalità online come l'autenticazione, il matchmaking, le classifiche etc... Tuttavia, il leader mondiale dell'e-commerce ha cambiato i suoi piani piuttosto in fretta: nel luglio 2021 ha infatti comunicato la cessazione del servizio, avvenuta pochi giorni fa, il 30 settembre.

Per le software house che si sono affidate a GameSparks si è trattato ovviamente di un grosso problema, anche perché pare che non esista un metodo semplice di migrare le funzionalità online in questione su dei servizi analoghi. In un caso, alla chiusura di GameSparks conseguirà addirittura quella del videogame che ne fa uso: Killer Queen Black, un platform arcade esclusivamente multiplayer, verrà spento il 30 novembre (nel caso in esame, Amazon ha acconsentito di estendere l'utilizzo di GameSparks di due mesi). I suoi sviluppatori, lo studio Liquid Bit, giustificano la scelta spiegando che per ripristinare le funzionalità perdute sarebbero costretti a riscrivere il codice del gioco, uno sforzo che non vale la candela.