La Turchia vuole imporre severe restrizioni a Steam

Si prospettano tempi durissimi per i giocatori turchi

di Davide Tognon

Il governo turco sembrerebbe seriamente intenzionato a mettere la distribuzione dei video giochi sotto uno stretto controllo. Le piattaforme di gaming che raggiungono una certa soglia di accessi giornalieri, in particolare negozi digitali come Steam ed Epic Games Store, verrebbero obbligati ad assecondare tutta una serie di imposizioni: in caso di rifiuto, la larghezza di banda a loro disposizione in Turchia verrebbe ridotta fino al 90%, rendendoli di fatto inutilizzabili.


Le imposizioni turche ai negozi digitali

Un articolo del Turkiye Today si sofferma sulle imposizioni che verrebbero introdotta dalla nuova legge, la quale attualmente è ancora in fase di discussione. Le piattaforme di gaming verrebbero costrette ad aprire degli uffici su suolo turco, con dei rappresentanti locali; si tratterebbe senza dubbio di una spesa non indifferente (e ingiustificata), ma non è il peggiore fra gli obblighi previsti.

La nuova norma imporrebbe anche che tutti i giochi venduti sulla piattaforma possiedano un rating ufficiale dell'età riconosciuto in Turchia, come il PEGI o l'ESRB. Peccato che sul solo Steam oltre la metà dei video game ne sia sprovvista: la certificazione richiede infatti una spesa non indifferente, che le grandi compagnie del settore possono permettersi di sostenere, ma per i piccoli sviluppatori indipendenti diventa un problema.

Il peggio però deve ancora arrivare: l'autorità turca che si occupa di informatica e telecomunicazioni (BTK) riceverebbe il controllo sui giochi pubblicati, potendo decidere delle modifiche dei contenuti o la rimozione dalla piattaforma. Ma non solo, perché la BTK potrebbe addirittura pretendere che la piattaforma fornisca i dati personali e quelli di log degli utenti, sulla base di non meglio precisate motivazioni di sicurezza.


Steam & Co. se ne andranno dalla Turchia?

Se la legge dovesse entrare a far parte dell'ordinamento turco, è facile prevederne le conseguenze. Dubitiamo che negozi digitali come Steam possano accettare imposizioni tanto oppressive: l'unico esito plausibile sarebbe l'uscita dei soggetti interessati dal mercato turco. Per Valve & Co. si tratterebbe di una perdita tutto sommato limitata, le vere vittime di questo provvedimento sarebbero i giocatori turchi.