Ridley Scott: “Alien era morto. Io l’ho riportato in vita”
Durante un'intervista il Maestro ha rivendicato senza mezzi termini il suo primato
Ridley Scott non ha mai avuto particolare difficoltà a dire quello che pensa. A 88 anni questo immenso regista sembra avere ancora meno intenzione di scegliere le parole con cautela, soprattutto quando si parla di Alien.
Durante un'intervista Scott ha rivendicato senza mezzi termini il primato del suo Alien del 1979 e ha raccontato di aver deciso di riportare in vita la saga dopo il quarto film. Da quella convinzione nacque Prometheus, sviluppato insieme allo sceneggiatore Damon Lindelof.
La ricostruzione di Scott lascia però spazio a qualche obiezione. Alien resta effettivamente uno dei vertici assoluti della fantascienza cinematografica, mentre Alien: La clonazione rappresentò una conclusione tutt'altro che amata della prima fase della saga. Definire però Prometheus una resurrezione del franchise è un'affermazione almeno in parte discutibile.
Il futuro di Alien passa ancora da Scott
Del resto il regista non sembra intenzionato a lasciare andare questa saga. Dopo il successo di Alien: Romulus, starebbe lavorando alla sceneggiatura del prossimo film e avrebbe manifestato l'intenzione di riportare la storia verso gli elementi delle sue precedenti opere, compreso il percorso legato all'androide David interpretato da Michael Fassbender.
Una scelta destinata inevitabilmente a far discutere, soprattutto dopo che Romulus aveva riportato la saga verso atmosfere più vicine alle sue origini. Nel frattempo il suo più recente film, The Dog Stars, ha avuto un debutto commerciale decisamente difficile e non di meno criticato: circa 19,3 milioni di dollari incassati a fronte di un budget stimato tra 70 e 110 milioni.