PlayStation senza dischi dal 2028: il nodo della proprietà
Cambiano le mode e le abitudini di certi consumatori, ma il collezionismo del fisico è un'altra faccenda
La decisione di Sony di interrompere la produzione dei giochi PlayStation in formato fisico rappresenta molto più di un semplice cambio di strategia commerciale. Per milioni di utenti segna infatti un passaggio definitivo da un modello basato sul possesso del prodotto a uno fondato sull'accesso tramite licenza, con tutte le conseguenze che ciò comporta.
Sony Interactive Entertainment ha annunciato che da gennaio 2028 tutti i nuovi giochi PlayStation saranno distribuiti esclusivamente in formato digitale, mentre i titoli già pubblicati o previsti prima di quella data continueranno a essere disponibili anche su disco. Secondo la società la scelta riflette un cambiamento ormai evidente nelle abitudini dei consumatori, con gli acquisti digitali che rappresentano la larga maggioranza delle vendite.
Supporto fisico e digitale: il valore del possesso
Dal punto di vista industriale è una decisione comprensibile. Eliminare la produzione dei Blu-ray consente di ridurre costi di stampa, logistica e distribuzione, oltre a concentrare le vendite sul PlayStation Store, dove Sony trattiene una quota maggiore dei ricavi. Allo stesso tempo scompare gran parte del mercato dell'usato, viene meno la possibilità di prestare un gioco o conservarlo come oggetto da collezione e cresce la dipendenza dall'ecosistema digitale della piattaforma.
Il tema va ben oltre il collezionismo tout-court. Negli ultimi giorni Sony è finita al centro delle polemiche anche per un'altra vicenda che ha riacceso il dibattito sul significato della parola "acquisto" nell'era digitale. A causa della scadenza dell'accordo di licenza con StudioCanal, dal prossimo 1° settembre oltre 500 film saranno rimossi dalla libreria video PlayStation. La conseguenza più controversa è che molti utenti perderanno l'accesso anche a titoli regolarmente "acquistati" negli anni, senza che al momento siano stati annunciati rimborsi o forme di compensazione. Fra i film coinvolti figurano opere molto popolari come Terminator 2, Apocalypse Now e Il labirinto del fauno.
È un episodio che evidenzia una differenza sostanziale tra supporto fisico e contenuti digitali. Quando si acquista un Blu-ray o un DVD, il supporto rimane nella disponibilità del proprietario e può essere utilizzato indipendentemente dagli accordi commerciali tra aziende. Nel mondo digitale, invece, nella maggior parte dei casi non si acquista realmente l'opera, ma una licenza d'uso, soggetta alle condizioni del servizio e ai contratti di distribuzione.
Il fascino del supporto fisico è duro a morire
Dal punto di vista legale questa distinzione è nota da tempo, ma molti consumatori continuano a percepire il pulsante "Acquista" come sinonimo di "proprietà permanente". La vicenda StudioCanal dimostra quanto tale convinzione possa rivelarsi fragile quando entrano in gioco i diritti di distribuzione.
La scelta di Sony arriva inoltre in un momento in cui anche altri protagonisti del settore stanno accelerando verso il digitale. Rockstar ha già confermato che Grand Theft Auto VI non sarà distribuito su disco, mentre indiscrezioni indicano che anche la prossima Xbox potrebbe rinunciare al lettore ottico, introducendo eventualmente strumenti per convertire parte della libreria fisica in licenze digitali.
Per l'industria il digitale rappresenta un modello più efficiente e redditizio. Per gli utenti si apre invece una riflessione destinata a durare negli anni: quando tutto passa attraverso account, licenze e server online, il concetto stesso di possesso rischia di diventare sempre più relativo. Il disco fisico non garantiva soltanto un supporto materiale, ma anche una forma di autonomia che il mercato sembra ormai intenzionato a lasciare definitivamente alle spalle.
La stessa cosa accade con le piattaforme VOD/SVOD, che si arrogano il diritto di aggiungere e togliere opere, tagliare blocchi di stagioni di serie se non spazzare via interi franchise a seconda delle statistiche di richiesta degli abbonati. Ragione per cui sono in tanti a partire dagli Stati Uniti a essere tornati a collezionare fisico, per non ritrovarsi nelle medesime condizioni di chi ha acquistato i titoli StudioCanal via PlayStation, che tra poche settimane passeranno dallo stato liquido a quello gassoso.