Nintendo fa causa al governo USA per i dazi di Trump

La casa di Mario vuole che le vengano rimborsati i danni

di Davide Tognon

Lo scorso 20 febbraio, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso una sentenza che potrebbe avere profonde conseguenze sulla politica economica USA (e sul resto del mondo): quella con cui ha bocciato i dazi voluti dal presidente Donald Trump. Era facilmente prevedibile che l'imposizione di tariffe doganali alte avrebbe avuto un impatto rilevante su molti settori, incluso quello dei video game: ve ne avevano parlato già ai tempi dell'elezione di Trump, qualche mese prima che tali tariffe divenissero realtà.


La causa legale di Nintendo

La sentenza della Corte Suprema sta già sortendo i suoi effetti: le compagnie che sono state danneggiate dai dazi di Trump si stanno muovendo, per capire se e come si possa ottenere un rimborso dei danni patiti. Fra queste grandi realtà industriali troviamo Nintendo: la casa di Mario è stata particolarmente penalizzata dalle tariffe per il fatto di produrre il suo hardware in Cina (come fanno i suoi competitor del resto). 


Nintendo ha adito The United States Court of International Trade di New York, ossia il tribunale civile competente in materia di commerci internazionali, con una citazione che chiama in causa vari soggetti appartenenti al governo americano. Sulla base della recente sentenza della Corte Suprema, la compagnia giapponese richiede una compensazione per i danni economici subiti a causa dei dazi, più i relativi interessi. Pensate se tutte le compagnie colpite riuscissero ad ottenere un rimborso…