Guerre Stellari - I titoli di testa che rischiarono la censura

Dopo il successo planetario del primo film, Lucas arrivò a scontrarsi in tribunale con il sindacato statunitense dei registi

di Claudio Pofi

Gli iconici titoli di testa obliqui che introducevano alla storia all'epoca del primo Guerre Stellari, Episodio IV, erano una novità assoluta ma rischiarono di creare diversi problemi a George Lucas.

Fu quel gran genio di Richard Edlund a inventarli, studiando un modo per ottenere quell'effetto e quando ci riuscì, Lucas si convinse a utilizzarlo in tutti i film della saga: era un modo per entrare subito nel mood del racconto senza aspettare. Per questo si rifiutò di mettere il suo nome come regista e di abbandonare le lunghe sequenze di crediti all'inizio del film, cosa che nel 1977 considerava retaggio del passato. 

Il pensiero era quello che i soliti titoli di testa avrebbero annichilito l'impatto emotivo iniziale. Il film fu un successo, tutti volevano imitarlo e nel 1980 quegli stessi titoli obliqui vennero usati per L'impero colpisce ancora. In tal senso rispetto al primo film c'erano due grosse differenze: il primo film era diventato un successo planetario e nel sequel era entrata la Directors Guild of America (DGA), in secondo luogo il regista non era Lucas ma Irving Kershner (immagine sopra). 

Al grande Kershner non importava se fosse accreditato o meno all'inizio, ma il fatto è che la sua opinione contava poco: violava le regole del sindacato registi, che imponeva la sua presenza. Se Lucas avesse scelto di non accreditare la Lucasfilm all'inizio non ci sarebbe stato alcun problema, ma il regolamento stabiliva che se qualcuno veniva accreditato prima del film, doveva essere accreditato anche il regista: e Lucas infranse la regola.

L'American Directors Guild chiese a George Lucas di ritirare il film dalle sale e modificare la sequenza di apertura, cosa che all'epoca sarebbe costata mezzo milione di dollari, oppure pagare una multa di 15.000 dollari. Stanco dei cavilli legali e con l'impero Lucasfilm in costruzione, Lucas scelse la via più facile e pagò la multa, allontanandosi dalla Gilda dei registi.

Per diretta conseguenza il successivo film non poteva essere diretto da qualcuno affiliato a tale sindacato, se voleva continuare a usare la stessa tecnica iniziale di apertura anche per Il ritorno dello Jedi. Così il regista dell'Episodio VI fu Richard Marquand (immagine sopra), britannico che nulla aveva a che fare con gli Stati Uniti.