Le vendite di GTA V ''non toccate'' dal caso Australiano

di Tommaso Alisonno
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La scorsa settimana abbiamo riportato la notizia secondo cui due catene di distribuzione in Australia hanno rimosso Grand Theft Auto V dai loro scaffali in seguito a una raccolta firme che ne chiedeva il divieto alla vendita. Pensate che Rockstar Games e il publisher Take Two siano preoccupati da questo fatto? Assolutamente, no [bravi, avete indovinato]: il presidente Karl Slatoff, infatti, intervistato da GamesIndustry in occasione del BMO Capital Markets 2014 Technology & Digital Media Conference, si è limitato a minimizzare la cosa.


"I nostri affari non saranno assolutamente influenzati da questo; per noi non fa differenza - ha dichiarato - L'Australia per noi è reativamente piccola e due distribuotri sono relativamente piccoli nel contesto dell'Australia. Ci sono altri posti dove la gente può comprare GTA in Australia."


Successivamente, Slatoff si è espresso in merito al senso della vicenda: "Una cosa è quando qualcuno non vuole comprare un contenuto, il ché è totalmente comprensibile. Ed è veramente la soluzione: se non ti piace e per te è offensivo, allora non lo compri. Ma una persona o un gruppo di persone che cercano di imporre quella decisione a milioni di altre persone... abbiamo 34 Milioni di persone che hanno comprato GTA, e se si lasciasse fare a questa gente, nessuno di questi avrebbe potuto comprare GTA. E questo è totalmente contrario a ciò su cui è basata una società libera."


Slatoff ha concluso dicendo che "Bloccare la libertà d'espressione è un barato pericoloso in cui scivolare".


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