GAMM Game Museum: Massimo Triulzi è il nuovo Direttore

di Jacopo Retrosi

Il GAMM Game Museum (Il Museo del Videogioco di Roma) annuncia la nomina di Massimo Triulzi alla carica di Direttore, affidandogli la guida di una realtà che, nel panorama culturale italiano, racconta il videogioco come linguaggio, industria e fenomeno sociale.

Triulzi succede a Marco Accordi Rickards, che il museo ringrazia per il lavoro svolto e per aver contribuito a consolidare l'identità di questa istituzione culturale. La nuova Direzione potrà contare su uno staff rinnovato, con l’obiettivo di accompagnare il museo in una fase di rilancio, rafforzando progettualità, programmazione culturale e dialogo con la community.

Un museo storico, umanistico e documentaristico

Unico nel suo genere in Italia, il GAMM nasce per superare l’idea di museo come semplice “vetrina” tecnologica: è uno spazio di riflessione storica e umanistica che racconta quali cambiamenti del passato hanno contribuito a creare il nostro presente, sempre più veloce e caratterizzato dalla coesistenza tra dimensione analogica e digitale.

Un’esposizione permanente che vuole mettere in relazione l’evoluzione del videogioco con la trasformazione digitale della società contemporanea: dal passaggio dall’analogico al digitale, fino al modo in cui l’esperienza ludica ha ridefinito abitudini, linguaggi e immaginari, contribuendo a delineare “l’homo ludens” contemporaneo.

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso differenti aree tematiche presentate in ordine cronologico a raccontare i momenti di trasformazione del medium videoludico: da semplice emanazione tecnologica sino a fenomeno culturale di massa. Molteplici sono quindi le chiavi di lettura, divulgative, formative e intrattenitive, per un target quanto più aperto: storia ed evoluzione del medium, lettura antropologica e sociologica, fino al videogioco come evoluzione della scrittura e della narrazione non lineare, in dialogo con arte, design, psicologia e nuove tecnologie. Il tutto disposto su circa 700m² di spazio espositivo, situati in una sede facilmente raggiungibile nel cuore di Roma: Via delle Terme di Diocleziano 35/36.

Divulgazione, memoria e partecipazione

Sotto il profilo documentaristico, un museo del videogioco ha il compito di proteggere, tramandare e divulgare la memoria storica del medium, attraverso una “collezione” in costante aggiornamento di reperti e testimonianze, ognuno con una storia da raccontare.

Allo stesso tempo, il GAMM si propone come luogo vivo: non solo per gli appassionati, ma per un pubblico trasversale (famiglie, studenti, nativi digitali e generazioni analogiche), offrendo un’esperienza capace di intrattenere e coinvolgere, nel pieno rispetto di quella “gamification” che ha cambiato il nostro quotidiano.

Chi è Massimo Triulzi

Milanese, classe 1969, giornalista e docente di Nuove Tecnologie, Massimo Triulzi scrive di videogiochi e nuove tecnologie dal 1993: prima su K dello Studio Vit, poi su Topolino e da 31 anni sul Corriere della Sera. Un percorso che gli ha permesso di seguire e divulgare passo dopo passo l’evoluzione del divertimento elettronico, dagli albori al presente, a contatto con i suoi protagonisti.

Curioso e appassionato di ogni aspetto della tecnologia, Triulzi ne privilegia il lato umanistico. Il suo lavoro di divulgazione lo ha portato alla curatela della mostra Io, Robotto, esposta nel 2017 a Rovereto e nel 2019 a Milano in Fabbrica del Vapore: un percorso dedicato allo studio dello strano rapporto tra uomo e macchina, dagli automi meccanici alla nascita delle intelligenze artificiali.

"Il videogioco (e i meccanismi che ne determinano il funzionamento) ha avuto un ruolo enorme nella trasformazione digitale delle nostre vite", dichiara Triulzi. "Oggi possiamo osservarne il valore culturale con maggiore consapevolezza: proteggere e divulgare questa memoria significa offrire a tutti gli strumenti per comprendere meglio il presente. Il Museo del Videogioco di Roma deve essere un luogo vivo, pulsante e appartenere alle persone: un museo non potrà mai dirsi finito, ma è destinato a un’evoluzione continua che segua il cambiamento dei tempi e del linguaggio che racconta".