Addio a Robert Duvall, leggenda del Cinema

Ha attraversato oltre sessant'anni di Cinema con rigore e misura diventando icona assoluta

di Claudio Pofi

Ci ha lasciati a 95 anni il grande Robert Duvall, uno degli interpreti più autorevoli del cinema statunitense. L’attore si è spento nel suo ranch in Virginia; la notizia è stata confermata dalla moglie Luciana.

Attore di immensa portata

Con oltre sessant’anni di carriera, Duvall ha attraversato Hollywood e le sue trasformazioni senza mai perdere rigore e misura. Dopo l’esordio su grande schermo in To Kill a Mockingbird – Il buio oltre la siepe (1962), si impose definitivamente nei panni di Tom Hagen, "consigliori" nella saga de Il Padrino - The Godfather, diventando uno dei volti simbolo del cinema degli anni Settanta.

Indimenticabile tenente colonnello Kilgore in Apocalypse Now, ruolo che gli valse una candidatura all’Oscar e consegnò alla storia la celebre battuta sul napalm. Nel 1984 conquistò la statuetta come miglior attore per Tender Mercies - Un tenero ringraziamento, confermando una versatilità capace di passare dalla potenza militaresca alla fragilità intima. Chi scrive lo incrociò a Venezia nel lontano 1985, quando accompagnò Jerzy Skolimowski nel drammatico The Lightship – La nave faro, opera che ricevette il premio speciale della Giuria.

Tra i suoi lavori più amati anche la miniserie Lonesome Dove - Colomba solitaria, in cui diede volto al ranger Augustus McCrae, e opere L'apostolo - The Apostle (1997), quest’ultimo scritto e diretto da lui stesso. Per scoprire il suo immenso talento il consiglio è di recuperare altre opere, forse non tutte eclatanti ma immense quanto a caratura nella recitazione: ufficiale nazista ne La notte dell'aquila (1976), boss della TV in Quinto potere (1976).

Poliziotto duro e impulsivo ne L'assoluzione (1981), poliziotto veterano in Colors – Colori di guerra (1988), poliziotto razzista in Agente 373 Police Connection (1973), poliziotto disilluso in Un giorno di ordinaria follia (1993), cronista sportivo ne Il migliore (1984), mandriano al fianco di Kevin Costner in Open Range – Terra di confine (2003), direttore di quotidiano in Cronisti d'assalto (1994) e certo non ultimo nei panni di un giudice nel dramma padre-figlio con Robert Downey Jr. in The Judge – Il giudice (2014).

Lontano dai riflettori mondani, ha incarnato un’idea di recitazione fondata sulla sottrazione e l’autenticità. Con la sua scomparsa Hollywood perde un protagonista silenzioso ma centrale, capace di lasciare un segno profondo senza mai alzare la voce.