Marvel's Jessica Jones

Questo fine settimana all’insegna del binge watching (come ogni weekend d’altronde!) lo abbiamo passato in compagnia di Jessica Jones, supereroina dal carattere difficile che cerca nuovamente di scendere a patti con un passato misterioso totalmente da dimenticare. La prima run di questo show ha riscosso un discreto successo nel MCU, accaparrandosi un’ottima seconda posizione alle spalle del Diavolo Rosso. Dopo aver dato un volto ai membri dei Difensori, Netflix ha deciso di portare avanti le indagini condotte dalla Alias migrando verso lidi al momento piuttosto discutibili.

ESSERE O NON ESSERE

Killgrave è scomparso ma al posto di colmare il vuoto nell’animo di Jessica, ha forse creato un’altra ulteriore voragine impossibile da richiudere. Liberatasi dal controllo dell’Uomo di Porpora, egregiamente interpretato da David Tennant, l’investigatrice si trova ora costretta a risalire agli eventi che l’hanno resa il personaggio che è oggi.

Dopo aver perso la famiglia in un incidente stradale, Jessica è stata trasportata in una struttura che ha condotto degli esperimenti su di lei, fornendole a tutti gli effetti i poteri di cui ora è dotata. Questo pacchetto generoso di “doni”, però, rappresentano per lei un pesante fardello da portarsi sulle spalle, un carico così ingombrante che spesso ha determinato la creazione di barriere nei confronti delle persone che le stanno accanto.

Se la prima stagione aveva sfruttato la cosa dandoci in pasto un villain interessante già dalle prime puntate, per character design e poteri, al momento non possiamo dire lo stesso per i cinque episodi visionati in anteprima, dove il problema sembra rivelarsi molto più semplice da decifrare. C’è un caso da risolvere e per quanto possa far male confrontarsi con i demoni del proprio passato, il tutto pare risolversi troppo facilmente senza qualcuno di tosto con cui avere a che fare.

Nulla di cui sorprendersi, almeno per quanto concerne Jessica Jones. Il personaggio ci è stato sempre presentato come forte e vulnerabile allo stesso tempo, un’anima spezzata dotata di superpoteri che mostra le fragilità umane che contraddistinguono ognuno di noi. Forse è proprio per questo il magnetismo unico di Jessica Jones, ed è piacevole constatare come gli showrunner della serie abbiano voluto mantenere questo aspetto peculiare senza cedere a cambiamenti troppo forzati in nome dei pareri diversi del pubblico.

In questa stagione tornano i volti noti della prima serie. Troveremo nuovamente Trish (Rachel Taylor), Jeri Hogarth (Carrie-Anne Moss) e Malcom Ducasse (Eka Darville), ma ognuno di loro sviluppa una propria sottotrama parallela a quella della protagonista, che spesso finisce semplicemente per collimare con la trama principale, servendoci però uno spettacolo simile a quello dell’autoscontro. Non esiste come in passato un meccanismo di controllo, non c’è una strategia alle spalle o, quantomeno, non ci è stato ancora mostrato nulla che potrebbe dirigere il nostro interesse verso un reale pericolo.

Certo, troveremo probabilmente il luogo che ha donato i superpoteri a Jessica, ma facciamo fatica a immaginare qualcosa che possa realmente sorprenderci. Il difetto “momentaneo” dei cinque episodi di apertura mostrati risiede proprio in questo: non sembra esserci ancora un vero nemico da combattere.

E proprio come con l’uomo nero, il suo essere intangibile o evanescente può risultare la più grande forza, come anche la sua debolezza.