Tomodachi Life, i primi giorni di Una vita da sogno
L'anteprima del life sim firmato Nintendo per Switch, ancora più grande e svitato dell’originale per 3DS
Immaginate di trasferirvi, anzi, di essere deportati, su un’isoletta sperduta nell’oceano. Un atollo tagliato fuori dal mondo, gestito da un’entità impalpabile che plasmerà i vostri interessi, le vostre conoscenze e l’ambiente che vi circonda. Niente studio, lavoro o impegni di sorta, dovrete solo oziare tutto il giorno e inventarvi strani modi di passare il tempo per il diletto di questo idolo onnisciente e onnipresente. Quanto potrete resistere prima di perdere il senno? Avrebbe davvero senso rimanere sani? Probabilmente no, ecco perché i Mii di Tomodachi Life: Una vita da sogno nascono già con un paio di rotelle fuori posto.
Tomodachi Life: Una vita da sogno, la mano del giocatore e la vita dei Mii
La premessa del titolo Nintendo, in uscita ad aprile su Switch, sulla carta non è molto diversa dal vostro The Sims di quartiere. Senza controllarli direttamente, avremo il compito di “arricchire” la vita dei Mii che abitano l’isola. Dovremo infatti allestire i loro spazi privati e le viuzze in continua espansione della cittadina, guidarli nello sviluppo della propria personalità, stimolarli con regali di vario genere, aiutarli nel momento del dubbio e del bisogno, dargli suggerimenti o letteralmente trascinarli dove crediamo più opportuno. Il motivo? Creare una comunità prospera e ammirare le loro stravaganti interazioni.
I Mii hanno tanti punti in comune con gli animaletti di Animal Crossing: non un singolo pensiero (sensato) che gli passeggi per la zucca. Non importa cosa cerchiamo di inculcargli, faranno di tutto per travisare e andare di palo in frasca, con reazioni tanto stupide quanto esilaranti. Ma è anche questo il loro fascino, come ben sanno i fan del primo capitolo (secondo, se contiamo Tomodachi Collection per DS) ai tempi del 3DS.
Una volta generato, un Mii è poco più di una tavolozza bianca. Vero, potremo impostare una serie di parametri che ne definiranno il carattere, il tono e la cadenza della voce, con un text-to-speech alquanto elaborato, ma non è molto con cui lavorare. Porgendogli oggetti di suo gradimento ed esaudendo le sue richieste però diventerà sempre più felice, fino a salire di livello. A quel punto potremo insegnargli un hobby, un intercalare, una postura, modi di camminare, mangiare, di esprimere le proprie emozioni... Tutti questi elementi ne influenzeranno gusti, parlata, temperamento, affinità con i vicini, creando avatar virtuali piuttosto dettagliati. Nei limiti di un Mii e di un’esperienza leggera come Tomodachi Life, s’intende.
Le prime ore scorrono veloci, con il gioco che alterna l’introduzione di nuovi abitanti e nuove meccaniche, consentendo di metabolizzare le numerose dinamiche che regolano la vita sull’isola. Arrivati a sei naufraghi avremo il pieno controllo della situazione, con la possibilità di rimodellare a piacimento la morfologia della mappa e la posizione di case e strutture. Non mancano ulteriori sorprese una volta raggiunte nuove pietre miliari, e qualcosa come diecimila tra pietanze, capi d’abbigliamento, arredi, decorazioni e altre chincaglierie da acquistare nei negozi o trovare in giro. Senza contare i design originali, personalizzabili al dettaglio e scambiabili con altri giocatori. I più creativi ci perderanno la testa. O potete essere dei cani come il sottoscritto, appiccicare tre mele, manco sbucciate, picciolo incluso, su una fetta di pan di spagna e chiamarla “torta di mele”.
Tomodachi Life: Una vita da sogno, come passare le giornate, e come farle passare ai Mii
Che si fa dunque in Tomodachi Life: Una vita da sogno? Non molto, a dire il vero. È una vita tranquilla, cullati dalle onde e accigliati dall’ultima bizzarria balenata nella mente dei vostri protetti. I Mii sono davvero buffi, e si possono passare intere giornate a stare dietro alle loro scorribande. Assecondandoli o regalando loro cose a caso, comunque in linea con il loro “stile”, vi ricompenseranno con soldi e “batuffoletti”, che useremo per salire di rango e sbloccare novità per il catalogo. Se non sapete come muovervi, ascoltate i Mii, avranno sempre qualcosa da chiedervi, e talvolta persino progetti da proporvi.
Conserveranno gelosamente tutto quello che gli avete affidato, e li vedrete spesso condividere le proprie passioni con amici e conoscenti, ma non faranno mai la prima mossa con gli estranei. Dopo che gli avremo dato una “spinta”, e loro avranno deciso arbitrariamente se sono compatibili o meno con l’altro, potrebbero ponderare di evolvere il rapporto, domandandoci di cosa discutere. Ebbene, mi sembra un’ottima occasione per parlarvi del "vocabolario" dell’isola. Ogni termine che insegnate ai Mii entrerà a far parte del gergo popolare, e lo ritroverete citato in momenti random, a volte anche ascoltando le loro conversazioni. Da passeggiate al chiar di luna in cui si dibattono i benefici di una maniglia applicata alla subacqueria, a cori intorno al fuoco in onore dei Bionicle. Non ha alcun senso, ma fa sganasciare.
A ogni modo, se due Mii si trovano divertenti (non sempre funziona), diventeranno amici, e potrebbero decidere persino di andare a vivere insieme. Se scatta il colpo di fulmine passeranno invece a fidanzamento e matrimonio, figli annessi, ma non è ancora capitato dalle mie parti. Qualche coppia sì, con tanto di nomignoli affettuosi, ma niente di serio. Il gioco tiene traccia di una quantità spasmodica d’informazioni per ogni personaggio, e questo è encomiabile, tuttavia alle volte pare perdere la bussola.
Tra gli abitanti del mio borgo, per esempio, troviamo Samus (quella Samus), e quando uno degli altri Mii ha voluto stringere amicizia con lei, gli ho suggerito di parlare di Metroid. Ha funzionato, e ora sono compagnoni. Un altro ci ha provato poco dopo, con lo stesso argomento, e ora magicamente non gli andava più a genio. Un altro dei miei Mii è invece schedato come “aperto e socievole”, eppure è sempre in camera, da solo, a rimirare la sua macchinina giocattolo e il cammello compreso nel set d'arredo a tema desertico. Lo stesso individuo soggiorna con un compare con cui ha legato al day one. Un giorno il loro rapporto passa a “incompatibili”. Indago, e li trovo a ridacchiare davanti alla tv. Forzo un’interazione, e sono felici e contenti. Anzi, lo status ora segna “poco piacevole”. Ne deduco che o sono creature inaffidabili, tanto maldestre quanto volubili, oppure c’è qualche difficoltà nell’incrociare i dati. Tutto voluto? Chissà.
Le prime impressioni con Tomodachi Life: Una vita da sogno sono comunque più che positive. Credo di aver già saggiato il grosso del pacchetto, ma sento che ci sono ancora un sacco di soluzioni per espandere ed eventualmente “rompere” l’esperienza. Oltre a centinaia di oggetti da collezionare. Questo curioso esperimento sociale sa come intrattenere e può trascinarvi nelle sue strambe atmosfere per ore; vediamo se reggerà anche sul lungo termine.