Onimusha: Way of the sword – Abbiamo provato la demo, ed è una figata

Abbiamo provato la demo pubblicata dopo lo state of Play ed è una figata pazzesca

di Domenico Colantuono
Segui Gamesurf su Google

Capcom ha approcciato questo 2026 come me davanti a un buffet: senza pietà.
Infatti dall’inizio dell’anno la Software house di Osaka ha già messo sul mercato 3 titoli di enorme spessore come Resident Evil Requiem, Monster Hunter Stories 3 e Pragmata, e punta a chiudere l’anno con il botto, riportando in auge una saga che per troppi anni è stata lasciata nel dimenticatoio: Onimusha, che come abbiamo scoperto durante l’ultimo State Of Play vedrà l’arrivo sul mercato del suo nuovo capitolo “Way of the sword” il 25 Settembre di quest’anno.

Dato che l’ultima volta che ho avuto l’opportunità di affettare Genma a volontà è stato il lontano 2006 tra l’altro anche l’ultima volta che ho visto l’Italia vincere il mondiale, ma sorvoliamo – con Onimusha: Dawn Of Dreams, mi sono fiondato sulla demo messa a disposizione da Capcom; e vi anticipo che mi ha lasciato sensazioni più che positive.

Onimusha: Way of the Sword ha tanta identità

La prima cosa da dire è che, fortunatamente, Onimusha: Way of the Sword non propone alcuna meccanica da soulslike. Magari questa cosa precisazione potrà sembrare inutile e non richiesta,ma sin dall’annuncio del titolo c’è stato il timore che potesse guardare ai titoli di FromSoftware.

Al contrario, Capcom ha deciso di proporre un’esperienza fedele alla saga, proponendo un action in terza persona divertente da giocare e non troppo impegnativo, e la cosa è sicuramente un grosso punto a favore per il gioco.
Sia chiaro, non impegnativo non significa facile, bensì che Onimusha: Way of the Sword propone un ottimo bilanciamento nella difficoltà, che si presenta decisamente accessibile coi nemici normali per poi alzarsi di fronte ai boss (o al boss nello specifico della demo).

Il gameplay di Onimusha: Way of the sword non punta a rivoluzionare il genere; è decisamente semplice nella sua proposta, con attacchi leggeri e pesanti e azioni per parare e schivare, ma molto cinematografico nella sua esecuzione.

I combattimenti che ho avuto modo di provare nella demo sono stati più che soddisfacenti e mi hanno messo più volte davanti a un numero elevato e tipologie diverse di nemici, cosa che ha dato il via a una danza fatta di fendenti, schivate, parate ed esecuzioni tanto divertente quanto bella da vedere.
Gli scontri godo poi di un sistema di gestione dei nemici che prende una serie di elementi dalla saga di Arkham; infatti mentre combatteremo coi vari nemici apparirà un segnale di pericolo se un nemico si sta preparando all’attacco, cosa che ci permetterà di difenderci e preparare la giusta contromossa, dando via libera alla spettacolarità.

Da sottolineare sono la possibilità di effettuare una serie di attacchi critici in sequenza e la presenza di attacchi furtivi quando prendiamo i nemici alle spalle: piccole cose che però aiutano a dare profondità alla proposta ludica.

Una demo lunga quanto basta

La demo proposta da Capcom dura attorno ai 45 minuti, che arrivano a 25/30 in una seconda run, e, sorprendentemente, in questo lasso di tempo riesce a donare tutte le indicazioni necessarie per padroneggiare il sistema di gioco.

Il livello proposto ci chiede di raggiungere la terrazza di un tempio in una mappa lineare ma ben strutturata e, soprattutto, non priva di dettagli che raccontino cosa sia successo prima del nostro arrivo.

Da lodare il modo in cui la demo è stata costruita; come dicevo, ogni meccanica di gameplay viene gradualmente spiegata fino allo scontro con il boss della demo, che spinge a usare tutto ciò che abbiamo imparato fino a quel momento.

Onimusha: Way of the Sword propone una bellissima danza al suono di spadate

Lo scontro con il boss di fine demo ha decisamente alzato l’asticella della difficoltà, senza però rendere il gioco frustante: una scelta che apre il gioco ad una platea ampia e non ai soli giocatori hardcore.

Sia gli scontri con nemici normali che quello con il boss richiedono una certa strategia di fondo: nonostante il gioco non brilli per difficoltà, attaccare a testa bassa porta a un fine partita prematuro.
In Onimusha: Way of the sword è essenziale trovare un giusto bilanciamento tra attacco e recupero, onde evitare di ritrovarsi ingabbiati in una combo nemica che ci porterà al game over.

Alle volte è meglio utilizzare il tempo dopo una schivata per curarsi invece di attaccare il nemico, anche perché questo potrebbe a sua volta schivare il nostro attacco e colpirci in maniera critica.
I combattimenti di Way Of the Sword propongono molto di più del classico attacca, para, attacca; anche i nemici più semplici possono parare i nostri attacchi e rispondere in maniere sempre diverse.

La parata resta centrale nell’ecosistema del gioco, ma non basta per mettere K.O i vari nemici.
Attaccare o parare più volte un nemico può far sì che questo cambi strategia d’attacco oppure che dia il via a una sfida tra spadaccini, dove il tempismo e la scelta dell’attacco giusto decidono chi avrà la meglio, o ancora può far sì che il nemico in questione decida di contrattaccare con una presa, la quale può essere evitata solamente con una schivata fatta al momento giusto.

Il RE engine fa bene a Onimusha: Way of the Sword

Sul piano grafico, Onimusha: Way of the sword fa uso del RE engine, ormai padroneggiato alla perfezione da Capcom, che permette non solo un’ottima realizzazione grafica, ma anche un’ottima caratterizzazione delle animazioni dei vari personaggi.

Musashi, il protagonista principale, è molto espressivo, e i movimenti del suo viso e del suo corpo vengono resi perfettamente sia nei momenti più cupi sia in quelli più divertenti.
L’atttenzione alle animazioni non è poi una prerogativa solo del personaggio principale; anche il boss di fine livello, Ganryu, è ottimamente stilizzato con animazioni dinamiche e vivaci, nonché un sistema di combattimento creato appositamente per lui.

Il gioco propone poi le due classiche modalità: qualità e prestazioni. Nonostante io non sia un fanatico dei 60 FPS, vi consiglio di chiudere un occhio sulla qualità grafica – che comunque non viene ridimensionata particolarmente – e di optare per la modalità prestazioni con il blocco a 60 FPS. Il gioco risulta molto più fluido e divertente, soprattutto negli scontri con tante animazioni o tanti nemici.

Sul piano del sound design, come tutte le produzioni odierne Way of the Sword dà il suo meglio quando giocato con un paio di cuffie con audio 3D.
Da mettere in luce anche la presenza del doppiaggio in italiano, tuttavia il mio consiglio con le produzioni nipponiche è di usare il doppiaggio in giapponese.

Onimusha: Way of the sword punta a essere una delle sorprese del 2026

Da quanto si è visto nella demo proposta da Capcom, Onimusha: Way of the Sword non punta solo a riportare in vita il franchise, ma anche a staccargli l’etichetta di saga sorella minore di Resident Evil.

Il titolo poi è anche un inno ai vari action dei primi anni 2000 a provare a dire la propria sulle nuove console – sì Legacy of Kain, mi riferisco a te – senza disunirsi, bensì adattando la propria formula a un’audience diversa mantenendo intatta la propria identità.

Capcom conferma non voler sbagliare un colpo in questo 2026 e dopo aver lanciato una nuova IP – fantascienza per le grandi software house oggi – ha deciso di riportare in vita una saga rimasta silente per 20 anni.

Con quello mostrato in questa demo sembra aver fatto centro di nuovo, tuttavia lascio il giudizio finale al 25 Settembre, quando Onimusha: Way of the Sword arriverà su PlayStation 5, PC e Xbox Serie X/S