Metal Gear Solid V: The Phantom Pain

di Valerio De Vittorio
Kojima rischia di riuscirci di nuovo. Prima ci stuzzica con indizi, finalmente ci dice che il quinto capitolo della sua saga é in lavorazione, poi però spunta un certo Ground Zeroes che scopriamo essere una sorta di prologo. Una volta arrivato nelle nostre mani ci esaltiamo per poi rimanere in parte delusi dai contenuti risicati e dal gameplay non del tutto convincente. L'ultimo capitolo di questo traballante treno dell'hype é ambientato a Los Angeles, durante la presentazione di Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, il vero ed unico nuovo capitolo della saga di Snake e compagni. Una mezz'ora abbondante in cui Konami é riuscita di nuovo a farci salire alle stelle il desiderio di mettere le mani sull'opera di Kojima.

Devi tornare ad essere Big Boss


La demo, rigorosamente giocata dal vivo, ci é stata introdotta da uno dei collaboratori di Kojima, il quale ci ha descritto minuziosamente ogni elemento del gameplay mostrato durante la presentazione. Si parte con Big Boss a cavallo accompagnato da un giovane Ocelot. Questo lo affianca mentre dialogano, per poi lasciarlo alle pendici di una collina, in mezzo ad alcune rovine. Senza entrare in dettagli della trama, dai loro scambi di battute capiamo che Big Boss é stato lontano dal campo di battaglia per diversi anni, ma é giunto per lui il momento di tornare a fare ciò che gli riesce meglio. Il braccio meccanico gli é stato da poco installato e si sta ancora abituando alla sua presenza, tra l'altro. Il volto é pieno di cicatrici e sulla fronte gli spunta una sorta di corno. Il presentatore ci dice che qui dovrebbe partire un tutorial, che per ovvi motivi saltiamo. Si intuisce quindi che siamo all'inizio della campagna. Il nostro obiettivo é trovare il Capitano Miller; Ocelot dà gli occhiali da sole a Big Boss, "Ne starà sentendo la mancanza", gli dice. Prende così il via la missione, con l'ambiente di gioco già liberamente esplorabile a cavallo.



Sull'ampia distesa davanti al protagonista si vede in lontananza l'obiettivo, che possiamo individuare anche aprendo la mappa tridimensionale a disposizione di Big Boss. Siamo ad un chilometro di distanza, a dimostrazione delle dimensioni decisamente più ampie delle ambientazioni rispetto al passato della serie. Ci viene mostrata l'utilità di una buona pianificazione, piazzando un waypoint sul percorso, dove sono state individuate due guardie che é meglio eliminare prima di andare alla destinazione finale. Più avanti questa funzione si dimostrerà ben più articolata ed utile. Nel frattempo possiamo osservare Big Boss approcciare il nemico a cavallo, ma siamo in un gioco stealth, per questo sarà buona cosa approfittare di una delle nuove mosse a nostra disposizione, ovvero appendersi sul fianco dell'animale così da non farci vedere e scendere appena trovato un riparo. Da qui vediamo Big Boss avvicinarsi silenzioso alla prima guardia, che stordisce con un rapido corpo a corpo. Estratta l'arma, minaccia la seconda che lascia il fucile a terra. Possiamo interrogarla o semplicemente metterla KO.

Il momento é perfetto per mostrarci una delle novità presentate alla fiera, il Fulton. Questo é un sistema di estrazione che ci permette di inviare alla base qualsiasi cosa ci interessi. In pratica si attacca un pallone aerostatico al bersaglio che verrà sparato in aria e riportato alla Mother Base. Possiamo farlo con risorse, guardie stordite e persino capre, come mostrato durante la presentazione. Il vantaggio é l'accumulo di elementi da rivendere, informazioni da recuperare con interrogatori e altro. Il gioco implementa un sistema economico, da sfruttare per comprare nuovo equipaggiamento e per elaborare la nostra base, elemento che ci viene mostrato nella seconda parte della presentazione. Durante l'avvicinamento al complesso nemico ci vengono mostrate altre nuove mosse, tra cui animazioni per la corsa rapida, una gestione migliorata della strisciata, con rotolamenti e possibilità di sparare anche senza rialzarsi. Big Boss, nascosto dietro ad muro mezzo distrutto, ci mostra come non abbia più bisogno di bussare per fare rumore ed attirare a se l'avversario, ma farà roteare il braccio meccanico che scricchiolando richiamerà l'attenzione.



Next-gen tactical espionage action


Tornato a cavallo, Big Boss riceve sulla sua strumentazione un aggiornamento sulle condizioni atmosferiche: é in arrivo una tempesta di sabbia. Questo é solo un esempio del sistema dinamico che gestisce il meteo, ma anche il ciclo giorno notte, entrambi elementi in grado di influenzare il gameplay. La tempesta di sabbia, come prevedibile, ostruisce la visuale al nemico, che faticherà nell'individuarci. Ma lo stesso vale anche per noi e potremmo rischiare di finire proprio tra le braccia di una guardia. The Phantom Pain, in alcuni casi, quando scoperti ci permette in realtà di toglierci d'impiccio rallentando per qualche istante il tempo, così che potremo prendere la mira e sparare un tranquillante per addormentare il nemico. Difficilmente potremo salvarci, invece, nel caso ci siano più soldati nelle vicinanze. A quel punto bisognerà ricorrere alla più tradizionale fuga, attendere il cool down per poi riprendere la nostra missione. Potremo nasconderci in un cassonetto, ad esempio, ma le opzioni pare saranno molteplici. Il gioco inoltre adotta un sistema che imita un po' gli ultimi Splinter Cell, visto che ci segnala l'ultima posizione avvistata dal nemico. Prima di addentrarsi tra le linee nemiche, Big Boss sceglie di trovare un punto rialzato, da dove osservare la situazione col binocolo. In pieno stile Far Cry, possiamo segnare le guardie ed eventuali punti di interesse sulla mappa, così da potere tenere sotto controllo la situazione.

Abbiamo anche la libertà di posizionare dei waypoint per pianificare così un percorso d'infiltrazione in totale libertà. Gli sviluppatori suggeriscono di effettuare questa procedura per non perdersi una volta addentrati nella base che nella fattispecie é fortemente sorvegliata. Potrebbe essere utile attendere un cambio turni, e per farlo basterà estrarre dall'inventario il Phantom Cigar, un sigaro elettronico che ci permette di far passare velocemente il tempo. Questo accadrà in tempo reale, con spostamento del sole, nuvole e quant'altro gestito senza difficoltà dal motore grafico. Non sarà solo un orpello estetico, visto che nel frattempo si possono osservare i militari spostarsi per la base seguendo i propri ordini, con qualcuno che va a riposare in branda, creando così il momento ideale per cercare di entrare.
vimager2, 3, 4

Vista la situazione, sarà il caso di chiamare la Mother Base per richiedere qualche tipo di supporto, nella fattispecie la tradizionale scatola di cartone che fa il suo glorioso ed atteso ritorno in The Phantom Pain. Questa é stata aggiornata e permette usi più flessibili. Ad esempio senza rinunciare al nascondiglio fornito dal gadget, si potrà sparare, uscendo a sorpresa. Sempre senza disattivarla, possiamo utilizzare il Fulton sugli avversari storditi e a proposito di Fulton, gli sviluppatori ci mostrano un utilizzo piuttosto creativo del supporto. Richieste delle munizioni, infatti, é possibile scegliere dove farle sganciare, e visto che c'é una guardia non molto distante da noi, perché non far precipitare la cassa proprio sulla sua testa? E infatti si può! Insomma, l'umorismo tipico di Kojima sembra presente in tutta la sua verve.

Dopo una sequenza stealth più standard, che ha dimostrato quanto il cuore dell'esperienza urli Metal Gear Solid a squarcia gola, Big Boss trova le informazioni che cercava e anche un ostaggio. Questo viene spedito alla base col Fulton, ma solo dopo averlo portato all'aria aperta. Ma purtroppo le guardie notano il movimento e scatta l'allarme. E' il momento ideale per chiedere supporto aereo, sotto forma di bombardamento, anche se sarà necessario fuggire dal luogo dell'impatto o si rischierà di morire travolti dalle esplosioni. Correndo verso la zona d'estrazione, un elicottero ci raccoglie e la missione finalmente termina.

Mother Base


La seconda parte della lunga dimostrazione ci ha mostrato la Mother Base, che fungerà da hub centrale e sarà liberamente esplorabile. Qui possiamo osservare tutti gli elementi raccolti col Fulton, jeep, risorse e persino la capra! La Mother Base sarà espandibile, acquistando nuove parti, avremo un piccolo esercito a disposizione, da addestrare e forse mandare anche in missione, ma a tal proposito non abbiamo dettagli al momento. Ad un certo punto inizia anche a piovere, a dimostrazione che il meteo dinamico é attivo anche in questa parte del gioco. Inoltre ci viene riferito che sarà necessario rinforzare le difese, poiché la base sarà soggetta agli attacchi nemici. La demo finisce qui, purtroppo, lasciandoci con la voglia di scoprire di più.In compenso abbiamo potuto effettuare molte osservazioni sul comparto tecnico, che ricordiamo essere ancora lontano dalla versione finale, visto che la data d'uscita é fissata ad un generico 2015. La demo girava su Playstation 4, con risoluzione a 1080p e a 60 frame per secondo. Il risultato era convincente anche se non sempre entusiasmante. Sulla breve distanza, siamo rimasti molto soddisfatti dal livello di dettaglio, ottimi gli effetti e le animazioni dei personaggi sono eccezionali. Purtroppo all'orizzonte si perde un po' troppo in termini di qualità, rovinando un po' il lavoro svolto. Comunque, trattandosi di un prodotto comunque "cross-gen", il risultato é più che convincente.