Diablo IV - A tu per tu con la Beta del Gioco

Blizzard riapre le porte di Sanctuary ancora una volta

di Simone Rampazzi

Vi sarà capitato, almeno una volta, di sentire parlare di Diablo. Questo demone dalla corporatura massiccia, distinguibile soprattutto grazie alla gemma rossa che tiene incastonata in mezzo alla fronte, viene ricordato principalmente per aver dato il nome a uno dei franchise più longevi della storia. 

Un hack’n’slash dalle molteplici doti che, nel corso degli anni, è riuscito a intrattenere una comunità di giocatori davvero vasta,  che si è lasciata ammaliare non solo dal sistema di gioco, ma anche, e soprattutto, da una storia da manuale che è persino diventata cross mediale, grazie alla produzione di romanzi fantasy che non possono mancare nella vostra libreria.

Questo preambolo noioso serve da introduzione per l’evento iniziato questo fine settimana, momento in cui Blizzard torna ad aprire le porte di Sanctuary mediante la pubblicazione della beta di Diablo IV, titolo che nel periodo di giugno ci permetterà ancora una volta di vestire i panni dei Nefilim alle prese con l’eterno scontro tra il bene e il male. Sarà la volta buona in cui vinceremo?

Diablo IV: Ritorno alle origini

Guardando indietro nel tempo, possiamo tranquillamente affermare che i primi tre capitoli di Diablo erano pensati con l’intenzione di parlare essenzialmente del demone omonimo. Si concentravano così tanto sulla sua figura, e su quella dei suoi fratelli, che si faceva fatica a credere che ci fosse qualcosa oltre a loro e agli angeli che gli davano battaglia.

Se uno invece si concentrava sulle note sparse per il mondo, o leggeva i romanzi dedicati al franchise, finiva per scoprire che c’era molto altro al di fuori del conflitto che aveva interessato gli eroi nei primi tre capitoli del videogioco realizzato da Blizzard.

Prima di Diablo e dei suoi fratelli c’era infatti l’Eterno Conflitto, una battaglia così epica da interessare le intere fazioni di angeli e demoni al di fuori del cosmo, senza trovare un vero e proprio vincitore. Un angelo e un demone ruppero il circolo vizioso e fuggirono, dando vita a un mondo in cui avrebbero potuto vivere senza le preoccupazioni della guerra. 

Quelli di Inarius e Lilith sono due nomi che hanno avuto una notevole risonanza all’interno dell’ambientazione, tanto da far parlare di loro in più occasioni, soprattutto quando i Primi Maligni vennero tolti dalla scena. Diablo IV sigla il ritorno di Lilith sulle terre di Sanctuary e lo fa nel modo più oscuro e maligno possibile, come abbiamo avuto modo di vedere durante le cutscene presenti all’interno del gioco.

La prima nota positiva del titolo la si evince proprio dalla modalità con cui Blizzard ha deciso di esporre la storia, una modalità quasi del tutto interattiva che permette al giocatore di sentirsi parte della narrazione, al punto che le stesse cinematiche presenti sono realizzate con la grafica del gioco e pongono come protagonista i personaggi personalizzati creati dallo stesso giocatore.

Si dia inizio alle danze

Il processo di creazione del personaggio non fa gridare al miracolo, ma garantisce quantomeno un minimo di personalizzazione del proprio avatar, scegliendo tra i classici elementi distintivi da selezionare come capigliatura, colorazione degli occhi, tatuaggi e qualche altro extra sulla corporatura. 

Per quanto riguarda il sistema di gioco, Diablo IV cambia la sua essenza per adattarsi ai tempi, apprendendo un minimo dall’esperienza Immortal al fine di cercare di essere più accattivante sul mercato, grazie all’inserimento di tutte quelle dinamiche pensate per rendere un prodotto fruibile sulla lunga durata.

Una volta completato il tutorial ci si rende subito conto che il titolo di Blizzard è molto lontano ideologicamente dai capitoli precedenti. Innanzitutto la narrazione segue una linea meno diretta di quanto visto in passato, nel senso che ci saranno diverse strade percorribili all’interno del mondo di gioco, in una modalità pensata per dare notevole libertà al giocatore che potrà decidere di andare dritto al punto seguendo la campagna principale, oppure perdere diverso tempo in compagnia delle attività proposte tra missioni secondarie, dungeon e attività giornaliere.

Ancora non sappiamo in che modo verrà implementato il sistema di gioco, ma al momento l’impronta alla Immortal appare poco invasiva fortunatamente, permettendo pertanto un gameplay rilassato e non eccessivamente caotico (ricordiamoci però che siamo all’inizio della closed beta). Il sistema delle ricompense è identico a quanto visto nel terzo capitolo, come anche il drop e i vendor, che ormai ripropongono il sistema reiterato e funzionante che abbiamo visto collaudato nel tempo. Ancora non sappiamo se le diverse valute in game avranno un rapporto con le microtransazioni, e ci auguriamo fermamente che Blizzard eviti di inserire all’interno dei vari season pass ricompense pensate per danneggiare il gioco piuttosto che per migliorarlo.

Il feedback del gameplay lascia ben intendere che il titolo vuole regalare un’esperienza più dinamica, al punto che durante alcune boss fight bisognerà tener d’occhio il terreno di gioco, così da evitare i danni continuativi di alcune zone, o il raggio di attacco dei mostri che ora può avere range molto più ampi e diversificati, un po’ come è già possibile vedere da tempo all’interno degli MMORPG.

Questa impronta regala a Diablo IV maggiore enfasi durante il gameplay, un punto a favore che ci permetterà di vedere maggiore strategia negli scontri a livello avanzato e soprattutto in modalità cooperativa. Difficile esprimersi con sicurezza sulle classi e sul sistema di level up, questo perché non sappiamo ancora se le build e i talenti resteranno al loro posto nel corso degli ultimi mesi che ci separano dal lancio. Quello che possiamo dirvi, però, è che il titolo adesso adotta un sistema a rune molto simile a PoE, elemento che abbiamo trovato onestamente molto più divertente da gestire soprattutto in fase di building del personaggio.

La morte si fa bella

Graficamente Diablo IV è una gioia per gli occhi. Inutile sottolineare quanto Blizzard sia riuscita finalmente a sfruttare le nuove tecnologie per regalarci un’esperienza molto più immersiva e realistica, al punto da restituire ottimi feedback durante l’utilizzo di ognuna delle abilità in possesso dei personaggi giocabili (adesso sono Incantatrice, Tagliagole e Barbaro). 

Gli effetti delle abilità sono davvero stupendi e ben realizzati, complice un sistema di illuminazione che garantisce a ogni personaggio un realismo non indifferente, ben coadiuvato dal level design degli ambienti di gioco, davvero in linea con l’ambientazione dark espressa più volte dai libri di testo dedicato al franchise. Vi basti pensare che in questo nuovo capitolo ognuno dei livelli sembra essere stato realizzato proprio con l’intenzione di sembrare spaventoso, e non è un caso che quasi tutti gli scenari sembrino perennemente offuscati da una palettatura oscura che pare gettare ulteriori ombre sul futuro di Sanctuary.

A questa disamina aggiungiamo un comparto sonoro d’eccezione, ben realizzato al momento di questa beta e ben in linea con la grandezza che prevede l’opera. Inoltre bisogna spendere qualche parolina su tutta l'effettistica sonora scelta per l'utilizzo di abilità e il suono dedicato ai mostri, un elemento che ci è sembrato davvero ben realizzato soprattutto considerando le vecchie installazioni del franchise, un po' piatte soprattutto guardando tutto il reparto delle abilità presenti.