Corsair Cove, anteprima del city builder piratesco
La demo del titolo Limbic Entertainment ci porta alla conquista dei sette mari mentre sviluppiamo il nostro florido covo di bucanieri
I pirati sono spesso rappresentati come dei matti senza patria che se ne vanno a zonzo per mari e oceani a depredare borghi e vascelli. Anche loro però hanno bisogno di una base operativa, di un porto sicuro a cui fare ritorno, e Corsair Cove ci consente di gestirne uno sulle sponde di un’isola tropicale deserta. Il city builder di Limbic Entertainment e Hooded Horse non ha ancora una data di uscita, ma presto sarà disponibile una demo su Steam, che abbiamo provato in anteprima. Ecco le nostre impressioni a caldo.
In Corsair Cove seguiremo le vicende di un gruppo di pirati in fuga dalla corona spagnola. Naufragati chissà dove, useranno quanto rimane dei relitti spiaggiati per stabilirsi e fondare un piccolo paradiso per tutti i lupi di mare intenzionati a unirsi a loro, e sarà compito nostro renderlo autonomo, espanderlo e soprattutto approntarlo per respingere gli invasori e partire alla conquista dei territori vicini.
La morfologia del terreno è statica, così come le zone fertili e i siti dove ricavare determinate risorse. Ciò significa che non avremo molto spazio di manovra, né potremo applicare chissà quali strategie, soprattutto nelle prime battute. Potrebbe creare qualche grattacapo, ma giusto in caso di sessioni ripetute (anche se imparando l'arte si può ottimizzare parecchio). La mappa in compenso è enorme ed è possibile specializzarsi in vari modi a seconda delle abilità sbloccate. La campagna principale si prospetta dunque piuttosto lunga, e non esclude modalità di contorno.
L’economia dell’accampamento prevede l’utilizzo di numerose materie prime, sia in forma grezza che raffinata. Sono richieste un sacco di strutture apposite, tuttavia il gioco le introduce per gradi, consentendo di assimilare tutto lo scibile senza perdere la bussola. Come già accennato, potremo piazzare certi edifici solo in aree adibite, limitando le nostre opzioni, ma potremo comunque curarne la distribuzione. La componente logistica è uno degli aspetti più interessanti di Corsair Cove. Non basta infatti parcheggiare una segheria nel perimetro dell’avamposto per accumulare legname, ma dovremo anche assicurarci che sia collegata al resto della base e soprattutto agli ambienti che ne fanno uso.
Ciò è possibile costruendo ponteggi, scale e passerelle, e successivamente ascensori, carrucole e pennoni, aiutandosi magari con dei magazzini per avere un punto di snodo intermedio e un luogo dove stoccare gli eccessi. Si viene a così creare una fitta rete di assi e corde tanto efficace sul piano pratico quanto interessante da osservare, dato che si svilupperà anche in verticale sulle scogliere rocciose, considerata la mancanza di spazio a terra. Tenere traccia di tutto non è facile, ma l’interfaccia svolge un ottimo lavoro nel mostrare le informazioni necessarie, tra scorciatoie per i vari menù, icone eloquenti e infografiche pulite.
Non sembrano esserci obiettivi stringenti o scadenze da rispettare. L’unico particolare da tenere in considerazione è il grado di soddisfazione degli abitanti dell'isola, che scenderà rapidamente se non hanno un alloggio, cibo o peggio alcol. Raggiunto lo zero avremo poco tempo per ristabilire l'equilibrio, dopodiché inizieremo a perdere “coesione”, che segnerà la nostra fine se il gruppo si ribella (son pur sempre pirati). In realtà non è troppo difficile mantenere in positivo il bilancio, ma dovremo prestare attenzione agli eventi randomici e agli attacchi degli spagnoli, che rischiano di incrinare irrimediabilmente la partita, specie se siamo nel bel mezzo di un’espansione. L’elemento che dà più rogne però è la forza lavoro.
Nonostante gli spazi circoscritti e il numero contato di stabilimenti per la produzione di materie prime, raramente si resta a secco. Tuttavia, senza braccia per produrre e dispensare viveri e merci non si va da nessuna parte, e non c’è verso di reclutare nuove leve. Possiamo costruire quante tende ci pare, ma il solo modo per incrementare i ranghi è salvare naufraghi o assaltare convogli di prigionieri. La demo offre poche occasioni di questo tipo; non avremo seconde chance, e la situazione peggiora se subiamo delle perdite durante le sortite. Probabilmente il gioco completo fornirà più opzioni, ma per il momento conviene tenersi stretto ogni marinaio. Vero, possiamo “spegnere” i singoli edifici o raddoppiarne l’output per massimizzare la resa in caso di emergenza, ma non risolve il problema alla radice ed è un livello di micromanagement che scoccia in fretta.
Destreggiarsi con l'urbanistica sulla terraferma è appassionante, ma il punto di Corsair Cove è tirare su una vera e propria nazione. Fama, potere, ricchezza, libertà, tutti i “pilastri” della ciurma sono rappresentati da altrettanti alberi delle abilità. La demo non approfondisce molto l’argomento, ma ci permette di esplorare le acque vicine, vuoi per razziare porti, saccheggiare tombe, trattare con i contrabbandieri e altre attività in linea con il setting. Oltre al bottino, otterremo punti per potenziare le strutture o sbloccarne di nuove, assoldare capitani per la flotta e avere accesso a navi più performanti. Il sistema di combattimento a turni con i dadi è un po’ fiacco, ma almeno non porta via molto tempo. Completare i contenuti proposti richiede circa 3-4 ore, c’è margine per una seconda run più “ragionata”, e volendo si può continuare a smanettare senza interruzioni. Proverò volentieri l’intero pacchetto, quando uscirà.
I menù sono perlopiù di facile comprensione e le informazioni a schermo sono disposte in modo chiaro e leggibile. Ci vuole un po’ di pratica per assimilare tutto, ma non ho mai messo in dubbio la fruibilità del titolo. Corsair Cove poi si difende bene anche sul profilo tecnico. La presentazione di personaggi e location è abbastanza sui generis (per ovvie ragioni), mentre è il design della “città” a stupire. Dimore, costruzioni e attrezzature vantano un look “accroccato” molto convincente, che non lesina sui dettagli e si adatta dinamicamente alla loro disposizione, aggiungendo travi e sostegni a seconda delle necessità.
C’è tantissimo rumore a schermo, tra baraccopoli che si arrampicano sulle pareti e grovigli di funi che connettono valli e crepacci nella maniera meno sicura che possiate immaginare, ma funziona. Qualche volta ci scappa una compenetrazione tra ponti e scalinate, ma non gliene faccio una colpa, considerata la mole di variabili da gestire. La telecamera invece ha il vizio di incastrarsi quando si va a curiosare tra le insenature; togliere le collisioni o avere un tasto per resettarla farebbe comodo. Buone le prestazioni, con un frame rate stabile, che non sembra accusare gli abusi edilizi da parte nostra (anche se non ho avuto modo di colonizzare l’intera isola per stressarlo), e un discreto ventaglio di opzioni per adeguarle alla propria macchina. Nessun bug da segnalare. Appropriata la colonna sonora, ma senza particolari guizzi. Idem il doppiaggio in inglese.
La demo sarà disponibile tra pochi giorni, a partire dal 28 maggio. Se vi piacciono il genere e l’ambientazione, vi consigliamo di dare un’occhiata all’opera di Limbic Entertainment. Le premesse sono ottime e abbiamo scalfito solo la punta dell’iceberg. Le incognite non mancano, ma queste prime ore si sono rivelate molto divertenti e attendiamo curiosi future novità.